Il Tirreno

Livorno

Il dramma dei nonni alluvionati: abbiamo perso la casa e anche la busta con i soldi per quella nuova

di Francesca Suggi
Il dramma dei nonni alluvionati: abbiamo perso la casa e anche la busta con i soldi per quella nuova

Livorno, l’onda di fango ha portato via tutto. La coppia si salva dalla finestra: «Dovevamo fare il compromesso il lunedì, non abbiamo più niente»

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LIVORNO. Due nonni sono Wally e Marcello. Lei 72 anni, lui 76: sono sposati da oltre mezzo secolo e in quella casa a pian terreno, in via di Salviano ci vivono da quasi 30 anni. E oggi si ritrovano a dover ripartire da zero. Perché l’alluvione non solo ha divorato quelle quattro mura comperate con i risparmi di una vita, annegando foto e ricordi per sempre nel fango, ma ha annientato anche il sogno di acquistare quel nuovo appartamento già scelto e opzionato, vicino alla figlia.

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«Lunedì 11 settembre avevamo l’appuntamento con l’agenzia immobiliare per portare 14mila euro e fare il compromesso per l’acquisto della nuova casa vicino a nostra figlia: anche la busta con quei soldi è andata persa, divorata dall’acqua e dal fango di quel mostro alto più di un metro e mezzo che ha spazzato via tutto quanto in casa nostra», lo racconta con le lacrime agli occhi Wally Bolletta. Nella sua casa al numero civico 554, a fianco del fiume, non c’è più niente.

«Avevamo una famiglia che voleva comprarla questa casa, è saltato tutto, non abbiamo più niente per acquistare il nuovo appartamento: adesso siamo da nostra figlia, ma dobbiamo andar via, ci dobbiamo organizzare in un altro modo, perché tutti non ci stiamo e non va bene per la famiglia di mia figlia», continua mentre, con gli occhi lucidi mostra le foto rovinate della festa dei loro 50 anni di matrimonio e quella delle nozze.

La sua faccia e quella del marito, Marcello Catuogno, si riescono solo a intravedere. «Queste foto racchiudono la nostra vita, non c’è più niente», si sfoga. Il marito è in quello che resta del suo giardino. Spazzato via anche quello.

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«Fatichiamo tanto a ripartire, anche a livello psicologico», continua. Riavvolge il nastro. «Sa che se quella notte non andavo in bagno e non sentivo l’acqua in terra, a quest’ora non saremmo qua a raccontare», racconta.

Sono fotogrammi che creano angoscia. «Da quando mi sono resa conto di quello che stava accadendo, in pochissimo l’onda di acqua e fango ha fatto esplodere porte e finestre ed è entrata: noi ci siamo salvati dalla finestra, perché la forza dell’acqua non mi permetteva di aprire la porta», continua.

Bolletta mostra ancora nelle gambe i segni dei lividi fatti dai mobili che, galleggiando nel corridoio, spinti dalla corrente, le hanno sbattuto contro.

«Galleggiava tutto: dobbiamo ricomprare tutto, sala, cucina, camera da letto», aggiunge. Non sa quando lei e suo marito riusciranno a rientrare in casa. E non manca di lanciare un appello ai livornesi:

«Cerchiamo un bilocale in affitto dove stare, in attesa di sistemare quello che riusciremo, con i soldi che ci sono rimasti - e chiude - Faremo la richiesta di risarcimento danni, ma prima che quei soldi arrivino, passerà se va bene un anno».

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