Il Tirreno

Livorno

Ecco la legge speciale da 28 milioni

di Juna Goti
Ecco la legge speciale da 28 milioni

Lavori per la sicurezza e contributi più rapidi fino a 8mila euro per le famiglie. Parte la conta dei danni per imprese e privati

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LIVORNO. Una legge speciale per Livorno. Una legge da 28 milioni di euro (se si considerano i 3 già stanziati dalla Regione all’indomani del nubifragio), che vanno ad aggiungersi ai 15,5 messi in campo dal governo per l’emergenza (per un totale quindi di 43,5 milioni sul piatto). È dagli uffici aperti in via Nardini, dove ha sede il genio civile, che ieri mattina Enrico Rossi, governatore della Toscana e commissario per il post alluvione, ha presentato la proposta di legge della giunta regionale che ieri nel tardo pomeriggio è stata approvata all’unanimità dal consiglio toscano. Una legge che guarda ai comuni di Livorno, Rosignano e Collesalvetti, dopo l’ondata di acqua e fango che 10 settembre ha devastato il territorio.

«Stamani abbiamo consegnato al Comune i primi due ponti nella zona del Limoncino e di via Remota – esordisce Rossi –, i primi interventi sono stati tempestivi, ora i lavori vanno avanti. Nei prossimi quindici giorni, d’intesa con i Comuni, stileremo l’elenco delle opere che andremo a realizzare». Con questa premessa: «L’obiettivo non è solo rimuovere ciò che potrebbe costituire pericolo per l’incolumità delle persone, ma fare interventi per la sicurezza idrogeologica di Livorno, perché in futuro sia più preparata ad affrontare eventi di questo tipo».

Sicurezza: le urgenze. La sostanza è questa: il consiglio regionale – spiega Rossi – mette a disposizione del commissario e della sua squadra (a cominciare dagli assessori Stefano Ciuoffo, Federica Fratoni e Cristina Grieco) 20 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai 15,5 del governo, per fare interventi sul fronte della sicurezza, sia opere in somma urgenza che lavori che avranno un respiro più lungo. «Ovviamente continuiamo a chiedere, come ha fatto anche il sindaco di Livorno, che ci sia un ulteriore intervento del governo nazionale», è la sottolineatura del commissario, che annuncia progetti per i vari rii e i loro affluenti (dall’Ugione al rio Ardenza), secondo una logica «che vuole essere di sistemazione ma anche di riduzione del rischio, ordinando anche, là dove fosse necessario, la rimozione di ostacoli» lungo gli alvei dei fiumi.

Parte la conta dei danni privati. La prossima settimana sarà quindi messo giù l’elenco delle opere da fare in base ai resoconti dei Comuni. Ma accanto a questo c’è l’universo dei privati, con una conta di danni infinita. Quante imprese e quanti cittadini hanno bisogno di aiuto? Per quanti soldi? A chi e come devono rivolgersi? E quanto tempo dovranno aspettare prima di ricevere le prime risorse? La ricognizione dei danni alle imprese è già partita, per i cittadini entrerà nel vivo tra pochi giorni.

Lo sportello per le imprese. Provando a semplificare: le imprese e il mondo delle partite Iva (aiutati anche dalle varie associazioni di categoria) devono rivolgersi alla Camera di commercio, che ha già attivato lo sportello per la raccolta del modello C (“ricognizione dei danni subiti dalle attività economiche e produttive”). Lo sportello è aperto dal lunedì al venerdì, al secondo piano della sede di piazza del Municipio, dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 18 (cameradicommercio@pec.lg.camcom.it).

Per i cittadini. Per quanto riguarda il ritiro e la compilazione della scheda B, quella per la “ricognizione del fabbisogno per il ripristino del patrimonio edilizio privato” rivolta ai cittadini che hanno subito danni, nei prossimi giorni i tre Comuni apriranno degli sportelli ad hoc, con una chiamata a raccolta anche delle associazioni. Tutti i moduli dovranno essere poi riconsegnati direttamente agli uffici regionali di via Aristide Nardini entro il 16 ottobre. «Perché – chiarisce Rossi – vogliamo mandare alla Protezione civile nazionale la rendicontazione in modo da far inserire nella legge nazionale di bilancio il ristoro per imprese e famiglie», così che abbiano gli aiuti verosimilmente «entro l’autunno del prossimo anno». Questi purtroppo, spiega, sono di solito i tempi. E nel mezzo?

Fino a 8mila euro a famiglia. In molti non possono permettersi di aspettare un anno. Rossi ricorda così che per le imprese alluvionate la Regione ha attivato un meccanismo di microcredito che prevede prestiti fino a 20mila euro, senza garanzie, a interessi zero. Mentre annuncia che gli 8 milioni previsti nella legge speciale saranno usati per aiutare le famiglie. Come? Con contributi a fondo perduto fino a 8mila euro per chi ha un Isee fino a 20mila euro, e fino a 5mila euro per chi ha un Isee fino a 36mila. «Un primo aiuto in attesa della burocrazia», ripete sottolineando che si tratta di risorse «cumulabili» con eventuali altri ristori del governo. L’obiettivo è di pubblicare entro ottobre il bando (che potrebbe riguardare anche beni mobili, come le auto) per «erogare le risorse entro fine anno».

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