Via Remota e Limoncino riaperti i ponti crollati
di Nicolò Cecioni
Collaudato anche il passaggio sulla strada provinciale che porta al Gabbro A Chioma la situazione è ancora critica: i lavori non sono cominciati
4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Anche il ponte di via Remota ha superato le prove di carico e le venti famiglie che abitano la sponda nord del rio Ardenza, sulla strada provinciale di Popogna che va verso il Gabbro, potranno finalmente tornare a casa. Venerdì scorso era stato dato l’ok anche per il ponte sul rio Maggiore di via delle Vallicelle, al Limoncino, per la gioia di un’altra cinquantina di residenti. I due ponti sono lunghi, rispettivamente, quindici metri quello sul rio Maggiore e venticinque quello sul rio Ardenza. La ricostruzione di entrambi è stata realizzata con le tecniche usate per i ponti ferroviari. La tecnologia è stata messa a disposizione da Rfi, la società Rete ferroviaria italiana. I lavori sono inizia ti il giorno dopo il nubifragio e sono andati avanti, in pratica, fino ad oggi, nonostante le condizioni meteo non favorevoli, quando anche il secondo ponte è stato dichiarato agibile.
PONTE PROVVISORIO. La verifica di agibilità sul ponte di via Remota c'è stata ieri mattina e sul ponte, costruito da Rfi (rete ferroviaria italiana) su richiesta della Regione, sono state montate 104 tonnellate di peso. Solo pochi giorni fa sono arrivate le lunghe travi fornite da Rete ferroviaria, che ha collaborato con la Regione: i due passaggi, quello su via di Popogna e l’altro su via delle VAllicelle, sono ormai stati resi alla popolazione livornese.
«Per avere l'approvazione – ha spiegato l'ingegnere Marco Bernini, il collaudatore di Ferrovie Italiane – ne bastavano 84, ma noi abbiamo fatto una prova di carico con ancora più peso per essere sicuri dell'ottima riuscita del lavoro». La ricostruzione del ponte sul rio Ardenza (così come per quello sul rio Maggione) è stata realizzata con le tecniche usate per i ponti ferroviari. La prova di carico è stata fatta dalla Quattro Emme di Firenze, che ha certificato il peso degli assi. «Si tratta di un ponte di 30 metri costruito con travi accoppiate alte un metro. Abbiamo lavorato al meglio e nel minor tempo possibile per cercare di limitare il disagio di tutte quelle persone che vivono dall'altra parte e che sono state isolate per due settimane». E ancora: «Il ponte – ha chiuso Bernini – è provvisorio, perché l'iter da seguire ce lo ha imposto. La legge antisismica, infatti, prevede che con questa dicitura, è possibile bypassare tutta una serie di procedure burocratiche che avrebbero allungato i tempi di realizzazione. Questo non significa che non è a norma, anzi. I materiali sono tutti stati controllati e la struttura ha passato la prova di carico. Ma nei prossimi due anni, i tecnici, i geologi e gli ingegneri del comune, dovranno analizzare la struttura, studiare la valle e il fiume e stabilire se l'altezza e la lunghezza siano esatte. Spetterà a loro valutare se serviranno piccoli interventi per rendere il ponte “definitivo”, oppure se va già bene così».
SOLLIEVO PER LE FAMIGLIE. Subito dopo le prove di carico, il ponte è stato aperto al passaggio e, finalmente, i residenti di via Remota sono potuti tornare alle proprie abitazioni con la macchina. «Ci stanno una settantina di persone – ha spiegato Renzo Freschi – e anche mio figlio. Questo ponte è l'unico collegamento con via di Popogna, erano isolati e per venire via hanno utilizzato dei viottoli nel bosco».
OGGI LA CONSEGNA DELLE OPERE. Il collaudo è stato fatto e la prova di carico è andata a buon fine. Adesso la Regione dovrà consegnare “ufficialmente” il ponte al Comune. Per questo motivo oggi alle 15.30 i tecnici regionali daranno al dirigente dei Lavori Pubblici di Livorno, Riccardo Maurri, il verbale di consegna dei 2 ponti. «Si tratta di una consegna formale di un atto – ha spiegato Maurri – che però devo ancora leggere. Perciò ancora noi non daremo l'ok. Una volta che mi sarò accertato sui contenuti del verbale, potrò firmarlo e accettare ufficialmente i ponti».
QUI CHIOMA. Ancora critica la situazione di Chioma. Il ponte che collega il residence alla strada non c’è più. E non è stato ancora ricostruito: gli addetti ai lavori della struttura sono ancora isolati. «Dovrebbe essere già partita la progettazione del ponte mobile da parte della Regione – spiega Sauro Rusticali, responsabile del porticciolo di Chioma – e tutto dovrebbe avvenire entro tre mesi». E ancora: «Non so quanto l'argine del rio Chioma sia stato pulito. Non penso molto. Sono stati i tronchi a schiantare il ponte, non l'acqua. I detriti che sono arrivati da monte, dopo aver distrutto il collegamento con la strada, si sono depositati sulla foce e stanno facendo tappo, impedendo all'acqua di defluire in mare. Se dovesse piovere e arrivare la piena, il residence si allagherebbe di sicuro». Il progetto del ponte mobile in acciaio ha avuto il via libera: si aprirà e chiuderà in caso di emergenza. L’intervento è stato avviato dal Comune di Rosignano grazie all’intesa tra il sindaco Alessandro Franchi e il presidente della Regione. «Non era scontato - aveva detto nei giorni scorsi il sindaco di Rosignano - vista la complessità della problematica: una sponda del torrente si trova nel nostro Comune e l’altra su quello di Livorno, la via Puccini di accesso al ponte è una strada privata ad uso pubblico, e il ponte distrutto è del Demanio».
PONTE PROVVISORIO. La verifica di agibilità sul ponte di via Remota c'è stata ieri mattina e sul ponte, costruito da Rfi (rete ferroviaria italiana) su richiesta della Regione, sono state montate 104 tonnellate di peso. Solo pochi giorni fa sono arrivate le lunghe travi fornite da Rete ferroviaria, che ha collaborato con la Regione: i due passaggi, quello su via di Popogna e l’altro su via delle VAllicelle, sono ormai stati resi alla popolazione livornese.
«Per avere l'approvazione – ha spiegato l'ingegnere Marco Bernini, il collaudatore di Ferrovie Italiane – ne bastavano 84, ma noi abbiamo fatto una prova di carico con ancora più peso per essere sicuri dell'ottima riuscita del lavoro». La ricostruzione del ponte sul rio Ardenza (così come per quello sul rio Maggione) è stata realizzata con le tecniche usate per i ponti ferroviari. La prova di carico è stata fatta dalla Quattro Emme di Firenze, che ha certificato il peso degli assi. «Si tratta di un ponte di 30 metri costruito con travi accoppiate alte un metro. Abbiamo lavorato al meglio e nel minor tempo possibile per cercare di limitare il disagio di tutte quelle persone che vivono dall'altra parte e che sono state isolate per due settimane». E ancora: «Il ponte – ha chiuso Bernini – è provvisorio, perché l'iter da seguire ce lo ha imposto. La legge antisismica, infatti, prevede che con questa dicitura, è possibile bypassare tutta una serie di procedure burocratiche che avrebbero allungato i tempi di realizzazione. Questo non significa che non è a norma, anzi. I materiali sono tutti stati controllati e la struttura ha passato la prova di carico. Ma nei prossimi due anni, i tecnici, i geologi e gli ingegneri del comune, dovranno analizzare la struttura, studiare la valle e il fiume e stabilire se l'altezza e la lunghezza siano esatte. Spetterà a loro valutare se serviranno piccoli interventi per rendere il ponte “definitivo”, oppure se va già bene così».
SOLLIEVO PER LE FAMIGLIE. Subito dopo le prove di carico, il ponte è stato aperto al passaggio e, finalmente, i residenti di via Remota sono potuti tornare alle proprie abitazioni con la macchina. «Ci stanno una settantina di persone – ha spiegato Renzo Freschi – e anche mio figlio. Questo ponte è l'unico collegamento con via di Popogna, erano isolati e per venire via hanno utilizzato dei viottoli nel bosco».
OGGI LA CONSEGNA DELLE OPERE. Il collaudo è stato fatto e la prova di carico è andata a buon fine. Adesso la Regione dovrà consegnare “ufficialmente” il ponte al Comune. Per questo motivo oggi alle 15.30 i tecnici regionali daranno al dirigente dei Lavori Pubblici di Livorno, Riccardo Maurri, il verbale di consegna dei 2 ponti. «Si tratta di una consegna formale di un atto – ha spiegato Maurri – che però devo ancora leggere. Perciò ancora noi non daremo l'ok. Una volta che mi sarò accertato sui contenuti del verbale, potrò firmarlo e accettare ufficialmente i ponti».
QUI CHIOMA. Ancora critica la situazione di Chioma. Il ponte che collega il residence alla strada non c’è più. E non è stato ancora ricostruito: gli addetti ai lavori della struttura sono ancora isolati. «Dovrebbe essere già partita la progettazione del ponte mobile da parte della Regione – spiega Sauro Rusticali, responsabile del porticciolo di Chioma – e tutto dovrebbe avvenire entro tre mesi». E ancora: «Non so quanto l'argine del rio Chioma sia stato pulito. Non penso molto. Sono stati i tronchi a schiantare il ponte, non l'acqua. I detriti che sono arrivati da monte, dopo aver distrutto il collegamento con la strada, si sono depositati sulla foce e stanno facendo tappo, impedendo all'acqua di defluire in mare. Se dovesse piovere e arrivare la piena, il residence si allagherebbe di sicuro». Il progetto del ponte mobile in acciaio ha avuto il via libera: si aprirà e chiuderà in caso di emergenza. L’intervento è stato avviato dal Comune di Rosignano grazie all’intesa tra il sindaco Alessandro Franchi e il presidente della Regione. «Non era scontato - aveva detto nei giorni scorsi il sindaco di Rosignano - vista la complessità della problematica: una sponda del torrente si trova nel nostro Comune e l’altra su quello di Livorno, la via Puccini di accesso al ponte è una strada privata ad uso pubblico, e il ponte distrutto è del Demanio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
