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Livorno

Cisternino di città, apertura rinviata

Cisternino di città, apertura rinviata

Tecnici impegnati sul fronte alluvione, mancano gli ultimi ritocchi e i collaudi

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LIVORNO. Viene rinviata la data di inaugurazione del Cisternino di Città, ex Casa della Cultura, di piazza Guerrazzi.

La struttura, dopo circa vent’anni di chiusura, avrebbe dovuto riaprire i battenti venerdì prossimo, 29 settembre, ma circostanze legate alla drammatica alluvione impongono uno slittamento dei tempi di apertura; la data di inaugurazione è dunque da destinarsi.

I tecnici comunali che avrebbero dovuto mettere a punto gli ultimi ritocchi ed effettuare i collaudi ai locali dell’immobile prima della consegna alla città, sono stati dirottati su altre strutture pubbliche per garantirne la messa in sicurezza dopo i danni dell’alluvione. «Sono stati impegnati nel ripristino di strade, ponti, impianti di illuminazione e strutture scolastiche per assicurare l’apertura dell’anno scolastico» sottolinea la vicesindaca Stella Sorgente, che coglie l’occasione per ringraziare lo staff tecnico comunale e non solo per il lavoro di questi giorni. «È stato prioritario ovviamente realizzare interventi di somma urgenza per mettere in sicurezza il territorio – sottolinea– ma quanto prima comunicheremo la nuova data di inaugurazione del Cisternino. Più che mai la città ha bisogno di questa nuova struttura che offre spazi aggregativi per l’intensificazione delle esperienze culturali e della comunicazione sociale; uno spazio polifunzionale dove avrà sede anche l’Urban Center per discutere di territorio e di pianificazione urbana partecipata e condivisa».

Il Cisterino di Città dagli anni cinquanta ha ospitato la Casa della Cultura dove per circa quattro decenni, tra alti e bassi, si sono svolti eventi e incontri, anche appuntamenti di richiamo come il Premio Modigliani. Poi, in un lento decadere, il buio. Vent’anni di porte chiuse, muri che cadevano a pezzi, un restauro già avviato dalla giunta Pd di Cosimi che non riusciva a concludersi, le transenne, degrado su degrado in una zona già a rischio. L’edificio fu progettato nel 1827 da Pasquale Poccianti come acquedotto anche se acquedotto non è mai stato.

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