Cimitero chiuso un’altra volta dopo la pioggia
di Francesca Suggi
Le tombe accessibili da via dell’Ardenza restano vietate «La melma in terra diventa scivolosa: oggi riapriremo»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Se piove il custode non ci pensa due volte e chiude il cancello del cimitero. Le disposizioni sono queste: al mattino un tecnico valuta le condizioni meteo prima di decidere se far aprire, o meno, l’ingresso di via dell’Ardenza del cimitero della Misericordia.
«Con la pioggia, la melma ancora in giro che resta dell’alluvione del 10 settembre crea una patina e la pavimentazione diventa scivolosa: per sicurezza teniamo chiuso. Finché non abbiamo finito di pulire tutto per bene, la situazione sarà questa. Contando nel bel tempo, oggi riapriamo e le operazioni di rimozione dei detriti va avanti», spiega il commissario dell’Arciconfraternita della Misericordia, Domenico Mannino.
Basta un acquazzone per mandare in tilt la struttura cimiteriale, già precaria e disastrosa ben prima dell’alluvione, martoriata da pericoli di crollo, con parti transennate e fascette. L’ex prefetto si rende bene conto dei disagi e si scusa con i visitatori delle centinaia di sepolture del camposanto monumentale più antico della città, eterno riposo di grandi della città, come Pietro Mascagni. Sono decine le persone che ogni giorno protestano agli uffici della Confraternita e che si rivolgono al Tirreno per segnalare il disagio. E noi seguiamo la vicenda passo dopo passo. «Ci servono diversi giorni di sole e bel tempo: tutti i giorni i nostri operai lavorano per portare via il fango, ma abbiamo anche problemi alla parte elettrica, tanto che anche la seconda idropulitrice che abbiamo si è bruciata. Chiediamo pazienza», continua.
Tra mucchi di fango non ancora rimossi, tappeti di melma sulle tombe, fascette che impediscono la visita a tante tombe delle sezioni 1, 2, 3 è da 15 giorni, dallo scorso 10 settembre giorno dell’alluvione, che il cimitero della Misericordia, in parte, non è più visitabile. Solo sabato scorso, per una giornata, è stato aperta l’entrata da via dell’Ardenza: è la parte più danneggiata dall’alluvione e a distanza due settimane ne porta ancora chiare e marcate le ferite.
«Come ho già detto, noi facciamo del nostro meglio: ci tengo, comunque a lanciare un appello alle ditte locali di darci una mano - continua Mannino - Noi non stiamo lì a piangere, ma se qualcuno ci aiuta siamo contenti, visto che abbiamo avuto pochissimo supporto dal giorno dell’alluvione».
Mannino ricorda che, comunque, anche quando viene riaperto il cancello di via dell’Ardenza non tutte le sepolture delle sezioni 1, 2, 3 saranno visitabili. «Ci sono fascette e cartelli nelle zone a cui non si può accedere per ragioni di sicurezza».
Sole permettendo, quindi, oggi il cancello tornerà ad essere aperto. «Il nostro tecnico, insieme al custode, ogni giorno finché questa emergenza non è finita, valutano se aprire o meno quell’ingresso: dipende dal tempo». E ribadisce: «Se ha piovuto molto resta chiuso».
Mannino ricorda che da viale Boccaccio si può accedere nella parte “nuova” del cimitero, dove insiste il quadrato mascagnano, per intenderci. Le due parti sarebbero collegate, ma il corridoio che le unisce è parzialmente inaccessibile, una sorta di “zona rossa”, con impalcature e lavori da tempo fermi. Pure la zona nuova, tutto intorno al mausoleo di Mascagni, ci sono tombe inaccessibili, impalcature, fascette e guano di piccione a sporcare sepolture e corridoi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Con la pioggia, la melma ancora in giro che resta dell’alluvione del 10 settembre crea una patina e la pavimentazione diventa scivolosa: per sicurezza teniamo chiuso. Finché non abbiamo finito di pulire tutto per bene, la situazione sarà questa. Contando nel bel tempo, oggi riapriamo e le operazioni di rimozione dei detriti va avanti», spiega il commissario dell’Arciconfraternita della Misericordia, Domenico Mannino.
Basta un acquazzone per mandare in tilt la struttura cimiteriale, già precaria e disastrosa ben prima dell’alluvione, martoriata da pericoli di crollo, con parti transennate e fascette. L’ex prefetto si rende bene conto dei disagi e si scusa con i visitatori delle centinaia di sepolture del camposanto monumentale più antico della città, eterno riposo di grandi della città, come Pietro Mascagni. Sono decine le persone che ogni giorno protestano agli uffici della Confraternita e che si rivolgono al Tirreno per segnalare il disagio. E noi seguiamo la vicenda passo dopo passo. «Ci servono diversi giorni di sole e bel tempo: tutti i giorni i nostri operai lavorano per portare via il fango, ma abbiamo anche problemi alla parte elettrica, tanto che anche la seconda idropulitrice che abbiamo si è bruciata. Chiediamo pazienza», continua.
Tra mucchi di fango non ancora rimossi, tappeti di melma sulle tombe, fascette che impediscono la visita a tante tombe delle sezioni 1, 2, 3 è da 15 giorni, dallo scorso 10 settembre giorno dell’alluvione, che il cimitero della Misericordia, in parte, non è più visitabile. Solo sabato scorso, per una giornata, è stato aperta l’entrata da via dell’Ardenza: è la parte più danneggiata dall’alluvione e a distanza due settimane ne porta ancora chiare e marcate le ferite.
«Come ho già detto, noi facciamo del nostro meglio: ci tengo, comunque a lanciare un appello alle ditte locali di darci una mano - continua Mannino - Noi non stiamo lì a piangere, ma se qualcuno ci aiuta siamo contenti, visto che abbiamo avuto pochissimo supporto dal giorno dell’alluvione».
Mannino ricorda che, comunque, anche quando viene riaperto il cancello di via dell’Ardenza non tutte le sepolture delle sezioni 1, 2, 3 saranno visitabili. «Ci sono fascette e cartelli nelle zone a cui non si può accedere per ragioni di sicurezza».
Sole permettendo, quindi, oggi il cancello tornerà ad essere aperto. «Il nostro tecnico, insieme al custode, ogni giorno finché questa emergenza non è finita, valutano se aprire o meno quell’ingresso: dipende dal tempo». E ribadisce: «Se ha piovuto molto resta chiuso».
Mannino ricorda che da viale Boccaccio si può accedere nella parte “nuova” del cimitero, dove insiste il quadrato mascagnano, per intenderci. Le due parti sarebbero collegate, ma il corridoio che le unisce è parzialmente inaccessibile, una sorta di “zona rossa”, con impalcature e lavori da tempo fermi. Pure la zona nuova, tutto intorno al mausoleo di Mascagni, ci sono tombe inaccessibili, impalcature, fascette e guano di piccione a sporcare sepolture e corridoi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
