Post alluvione, una montagna di rifiuti davanti alle case: la protesta
Livorno, i residenti: «Potevano metterli altrove, quando li toglieranno?»
LIVORNO. Ha appena smesso di piovere, e in via dei Pensieri alcuni sacchi di sabbia ancora accumulati ai cancelli di qualche palazzo testimoniano i timori ancora vivi. Poco più avanti operai lavano dal fango i tornelli sotto lo stadio, stasera si recupera il derby tra Livorno e Lucchese. Quella vicino allo stadio è una zona colpita da vicino dal lutto della famiglia Ramacciotti che cerca lentamente di tornare alla normalità. In fondo a via Allende, però, continua a crescere quella enorme montagna di rifiuti e detriti che arrivano dalle zone più colpite dalla piena dei torrenti. Il posteggio a fianco del Fides è ormai una discarica a cielo aperto, che continua a crescere. È interamente occupato da detriti che vengono compattati con una pala meccanica, man mano che il via vai di camion continua a scaricare.
Da una parte di quello che assomiglia a un piccolo Appennino, ci sono camion che scaricano terra, fango, macerie e tronchi di alberi e brandelli di vegetazione, dall'altra c'è invece un enorme accozzaglia di suppellettili, elettrodomestici, mobilia e legname colpito dalla piena e stoccato a ridosso del palazzetto della scherma Fides.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.15883272:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2017/09/21/fotogalleria/post-alluvione-una-montagna-di-rifiuti-davanti-alle-case-la-protesta-1.15883272]]
Stessa fotografia nel posteggio di fronte, quello dove l'isola ecologica di Aamps, scompare dietro l'altro ammasso di materiale di risulta di ogni tipo. Anche qui pezzi di lamiera, lavatrici televisori, c'è un po' di tutto. «Io sto con le finestre chiuse, che vuole, un po' di disagio c'è, ma è niente in confronto a chi non c'è più o che ha perso tutto. È una noia relativa, bisogna stare attenti perché quello che hanno subito gli abitanti delle zone colpite è terribile, con persone che sono morte», dice Carla Orsini residente in uno dei palazzi di via Cattaneo che si affaccia sulla discarica. «Alcuni camion scaricano, altri invece caricano e vanno via, non ci si capisce niente», aggiunge un altro inquilino. Intanto altri operai stanno costruendo un cordolo di asfalto per delimitare l'area intorno alle recinzioni che circondano i materiali accumulati ed evitare che un eventuale dilavamento di fango invada le carreggiate delle strade adiacenti. «Qualcuno si è lamentato è vero, ma bisogna essere un po' tolleranti se si considera quello che è successo», spiega Giuliano Citi, un altro condomino.
Mentre il materiale continua ad arrivare, una grossa benna si occupa di caricare senza sosta i mezzi pesanti che lentamente cominciano a svuotare il piazzale. «Per ogni camion che carica ne scaricano dieci – dice Gino Perullo – Potevano trovare un altro posto, non a dieci metri di distanza dalle abitazioni e da un centro sportivo con bambini e ragazzi che arrivano tutto il giorno ad allenarsi. Io ho la finestra che si affaccia proprio sul posteggio e nei giorni scorsi si sentiva una forte maleodoranza. Per fortuna è arrivato il freddo. Io non discuto sul fatto che purtroppo ci siano state vittime e gente che ha perso la casa, ma probabilmente si poteva trovare un'altra soluzione per smaltire quei materiali. Così è uno schifo».
Giovanna e Giancarlo sono marito e moglie e da sessant'anni abitano al settimo piano del palazzo che affaccia proprio sulla discarica improvvisata. Il primo pensiero anche per loro va alle vittime, ma la domanda che si fanno è la solita, proprio qui di fronte a una zona abitata dovevano portare? «Speriamo che la tolgano presto perché non si resiste, ma io vedo che la spianano e la riportano. Stamani ho aperto le finestre anche se mi pioveva in casa per cambiare l'aria».
Che si continui a scaricare lo conferma un'altra residente, Mirella Cecchi: «Stamattina (ieri, ndr) alle dieci continuavano a scaricare terra e quant'altro». Alessandro Caselli scende dal suo appartamento per chiedere spiegazioni agli addetti alla discarica. «Dal Comune mi hanno detto che qui non dovrebbero più scaricare – dice – anche se sui tempi per portare via tutto il materiale nessuno si sbilancia».
Nel pomeriggio di ieri, l’amministrazione comunale ha comunicato che «l’area del parcheggio tra via Gioberti e via Allende (area esterna davanti al centro di raccolta Aamps) sarà liberata e restituita alla città. Al momento resta attiva solo per i flussi in uscita». Ieri i camion impegnati nello sgombero dei rifiuti erano 15, oggi saranno una ventina. Al momento una data certa non c’è, ma è ragionevole pensare che ci vogliano almeno 15 giorni per restituire all’area il suo aspetto abituale. Dunque non ci sarà ulteriore accumulo di materiali, e questa è certamente una buona notizia per i residenti della zona, ma ancora non si sa con precisione quando l’area sarà definitivamente sgombrata dai detriti e dai rifiuti.
«Viene mantenuta attiva - prosegue il comunicato del Comune - l’area di parcheggio tra via Allende e via Cattaneo (area esterna davanti al centro di raccolta Aamps) ma solo per la raccolta temporanea dei rifiuti urbani ingombranti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
