Il Tirreno

Livorno

Pesci morti nell’Arnaccio «Poco ossigeno nell’acqua»

di Gianni Tacchi
Pesci morti nell’Arnaccio «Poco ossigeno nell’acqua»

In attesa delle analisi ecco le prime risposte sulla morìa di carpe e anguille nel fiume «Lo sversamento di idrocarburi non c’entra, è colpa del fango portato dalla piena»

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LIVORNO. «La morte di centinaia di pesci in quel tratto dell’Arnaccio non sembra riconducibile allo sversamento di idrocarburi pesanti, anche perché stiamo parlando di un altro fiumiciattolo. La causa potrebbe essere comunque legata all’alluvione della scorsa settimana, con il fango portato dalla piena che ha ridotto l’ossigeno nell’acqua». È la prima risposta di Arpat dopo la morìa di carpe, anguille e muggini nel Fossa Chiara, il corso d’acqua collegato all’Arnaccio che scorre a ridosso di Stagno ma fa parte del territorio comunale di Pisa. I tecnici hanno fatto un sopralluogo venerdì scorso, subito dopo le segnalazioni arrivate dai residenti della zona, e i risultati delle analisi arriveranno nei prossimi giorni, ma la prima ipotesi è appunto quella di un livello troppo basso di ossigeno nel fiumiciattolo. «Questo si verifica quando c’è poca o troppa acqua - aggiungono dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana - e per quanto riguarda il Fossa Chiara siamo nel secondo caso, quando un apporto improvviso crea un rimescolamento del fondo del rio: la conseguenza è un aumento delle sostanze organiche in circolazione, le quali consumano acqua e dunque ossigeno. Solitamente alla base ci sono scarichi fognari non depurati, qui può essere invece colpa del fango finito nel Fossa Chiara durante il nubifragio».

Qualche abitante della zona aveva puntato il dito contro un presunto sversamento di idrocarburi pesanti nel Fossa Chiara, in realtà una fuoriuscita di composti chimici dalla raffineria Eni è stata accertata in un altro fiumiciattolo, il rio Ugione. E durante il sopralluogo di Arpat sull’antifosso dell’Arnaccio, «i tecnici non hanno trovato quelle macchie oleose viste dalle persone in altri corsi d’acqua di Stagno». L’ente regionale è comunque in attesa delle risposte definitive delle analisi sui campioni prelevati la scorsa settimana, ma l’ipotesi della mancanza di ossigeno resta quella più accreditata. Ed era saltata fuori anche durante lo stesso sopralluogo, come spiegato dai cittadini che vivono nelle vicinanze del Fossa Chiara e che avevano parlato subito con il personale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana. Non ci sarebbero dunque legami tra i pesci morti e gli uccelli trovati senza vita dai residenti sulla riva, con gli aironi uccisi durante l’alluvione e non per aver mangiato anguille contaminate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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