Rossi: entro metà mese lanceremo il bando bis
La Regione ha avocato a sé la regia del pool tecnico che segue il nuovo progetto Entro settembre l’appalto dei sondaggi e l’incontro con i vertici delle Ferrovie
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LIVORNO. Erano bastate quindici righe (con 22 numeri, articoli e commi) a mettere, in data 27 luglio scorso, una pietra sopra il vecchio bando della Darsena Europa, l'infrastruttura alla quale è legata la possibilità del porto di evitare un declino che era già ampiamente avviato. Appena dopo la pausa d’agosto, ecco che «entro metà settembre» è annunciato il bando per «assegnare l'incarico della progettazione della parte pubblica dei lavori per la Darsena Europa». Parole e musica del governatore Enrico Rossi: l’ha detto nel corso della riunione in cui – a poche ore di distanza dal varo definitivo della nuova Authority con il debutto del comitato di gestione – è stato tenuto a battesimo il nuovo pool tecnico che seguirà passo dopo passo la realizzazione dell’espansione a mare del porto di Livorno («un’opera da 260 milioni di euro»).
La Regione se ne è presa la guida chiamando al lavoro in tandem Authority e governo. Al tavolo erano presenti il Comune di Livorno (con l’assessore Francesca Martini in sostituzione del sindaco Filippo Nogarin tutto preso dal caso Aamps), i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Fs), i dirigenti regionali del settore mobilità e ambiente, la delegazione dell'Autorità portuale guidata dal presidente Stefano Corsini.
Non poteva mancare una scaramuccia a distanza fra Rossi e Nogarin. Il presidente della Regione: «Mi pare che mentre molti chiacchierano e sono fermi sulle nomine, noi lavoriamo». Trasparente il riferimento al sindaco Nogarin e alla sua battaglia per entrare lui di persona e non un esperto di sua fiducia all’interno del “consiglio d’amministrazione” della nuova Authority. Poco più di un attimo ed ecco che il sindaco posta su Facebook una risposta per le rime in cui rovescia su «governo, Regione e Autorità portuale» la colpa del fatto che i lavori per la maxi-Darsena non siano ancora partiti.
Anche sulla mancata nomina del segretario generale i due tornano a intrecciare le sciabole della polemica: Rossi la stigmatizza, Nogarin indirettamente la descrive come un risultato importante.
Ma nel menù del giorno c’è ben altro rispetto ai battibecchi che da sempre contraddistinguono il rapporto fra i due. Lo scadenzario secondo Rossi è questo: 1) progetto esecutivo della nuova Darsena Europa «entro l'anno»; 2) avvio dei lavori «entro la metà del 2018». Per arrivarci bisogna che: 3) «entro settembre» siano appaltati i sondaggi sul porto. A ciò si aggiunga: 4) per un giorno «intorno alla metà di questo mese» ha richiesto un incontro all'amministratore delegato di Rfi (gruppo Fs), Maurizio Gentile. Occhi puntati sui «problemi relativi all'avvio dei lavori per lo scavalco ferroviario e alla sistemazione dell’infrastruttura ferroviaria portuale già nell'ottica di un collegamento con la linea ferroviaria Collesalvetti-Vada».
Nelle parole del governatore rimbalza più volte il verbo “accelerare”: c’è bisogno di «un ritmo il più possibile serrato». Ecco perché il pool tecnico-operativo tornerà a riunirsi «agli inizi di ottobre». Scopo: compiere «una nuova verifica circa lo stato di attuazione del cronoprogramma».
Per adesso dice che «la tabella di marcia è stata rispettata e abbiamo fatto un buon passo avanti». Poi mette giù altre date da contrassegnare come intertempo: Risulta che ci si stia muovendo nel solco del progetto già anticipato fin dall’inizio di luglio: la nuova normativa sui dragaggi consente di non dimensionare più i piazzali all’enorme quantitativo di detriti da escavare dai fondali per farli arrivare a meno 16 metri, si riaffaccia l’ipotesi di meno 20, il terminal viene realizzato consolidando le vasche di colmata. Ma il punto è anche un altro: se si è scelto di revocare il vecchio bando e di riscriverlo daccapo, non dev’essere in gioco solo un diverso disegno tecnico del terminal ma anche un differente ingranaggio giuridico: a cominciare da una più netta distinzione fra parte pubblica e investitori privati. Soprattutto dal punto di vista dei tempi.
Non è da escludere però che, una volta aperta la possibilità di un bando nuovo di zecca, si possa immaginare anche altre soluzioni all’intreccio pubblico-privato. Che ne è stato della missione di China Railway International guidata da Chen Shiping? E quale effetto ha avuto il passaggio del terminal Tdt in mano a colossi finanziari internazionali come Infravia e, soprattutto, M&G Investiments (Infracapital)? Il risiko dei big che ha visto l’investimento diretto sulle banchine livornesi di big come Msc, Onorato e Grimaldi, gioca un ruolo in questo tourbillon?
Sta di fatto che il presidente dell’Authority Stefano Corsini mette nero su bianco frasi soddisfatte: «Stiamo procedendo nei tempi che ci siamo dati e andiamo avanti senza scossoni». Capitolo scavalco ferroviario: è emerso – dice – che «ci sarà da fare qualche aggiustamento sugli adeguamenti tecnologici», ma «anche qui stiamo andando avanti come da programma». Gli altri lavori in porto? «Viaggiano nei tempi attesi, sono quindi fiducioso che riusciremo a procedere senza perdite di tempo».
Mauro Zucchelli
La Regione se ne è presa la guida chiamando al lavoro in tandem Authority e governo. Al tavolo erano presenti il Comune di Livorno (con l’assessore Francesca Martini in sostituzione del sindaco Filippo Nogarin tutto preso dal caso Aamps), i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Fs), i dirigenti regionali del settore mobilità e ambiente, la delegazione dell'Autorità portuale guidata dal presidente Stefano Corsini.
Non poteva mancare una scaramuccia a distanza fra Rossi e Nogarin. Il presidente della Regione: «Mi pare che mentre molti chiacchierano e sono fermi sulle nomine, noi lavoriamo». Trasparente il riferimento al sindaco Nogarin e alla sua battaglia per entrare lui di persona e non un esperto di sua fiducia all’interno del “consiglio d’amministrazione” della nuova Authority. Poco più di un attimo ed ecco che il sindaco posta su Facebook una risposta per le rime in cui rovescia su «governo, Regione e Autorità portuale» la colpa del fatto che i lavori per la maxi-Darsena non siano ancora partiti.
Anche sulla mancata nomina del segretario generale i due tornano a intrecciare le sciabole della polemica: Rossi la stigmatizza, Nogarin indirettamente la descrive come un risultato importante.
Ma nel menù del giorno c’è ben altro rispetto ai battibecchi che da sempre contraddistinguono il rapporto fra i due. Lo scadenzario secondo Rossi è questo: 1) progetto esecutivo della nuova Darsena Europa «entro l'anno»; 2) avvio dei lavori «entro la metà del 2018». Per arrivarci bisogna che: 3) «entro settembre» siano appaltati i sondaggi sul porto. A ciò si aggiunga: 4) per un giorno «intorno alla metà di questo mese» ha richiesto un incontro all'amministratore delegato di Rfi (gruppo Fs), Maurizio Gentile. Occhi puntati sui «problemi relativi all'avvio dei lavori per lo scavalco ferroviario e alla sistemazione dell’infrastruttura ferroviaria portuale già nell'ottica di un collegamento con la linea ferroviaria Collesalvetti-Vada».
Nelle parole del governatore rimbalza più volte il verbo “accelerare”: c’è bisogno di «un ritmo il più possibile serrato». Ecco perché il pool tecnico-operativo tornerà a riunirsi «agli inizi di ottobre». Scopo: compiere «una nuova verifica circa lo stato di attuazione del cronoprogramma».
Per adesso dice che «la tabella di marcia è stata rispettata e abbiamo fatto un buon passo avanti». Poi mette giù altre date da contrassegnare come intertempo: Risulta che ci si stia muovendo nel solco del progetto già anticipato fin dall’inizio di luglio: la nuova normativa sui dragaggi consente di non dimensionare più i piazzali all’enorme quantitativo di detriti da escavare dai fondali per farli arrivare a meno 16 metri, si riaffaccia l’ipotesi di meno 20, il terminal viene realizzato consolidando le vasche di colmata. Ma il punto è anche un altro: se si è scelto di revocare il vecchio bando e di riscriverlo daccapo, non dev’essere in gioco solo un diverso disegno tecnico del terminal ma anche un differente ingranaggio giuridico: a cominciare da una più netta distinzione fra parte pubblica e investitori privati. Soprattutto dal punto di vista dei tempi.
Non è da escludere però che, una volta aperta la possibilità di un bando nuovo di zecca, si possa immaginare anche altre soluzioni all’intreccio pubblico-privato. Che ne è stato della missione di China Railway International guidata da Chen Shiping? E quale effetto ha avuto il passaggio del terminal Tdt in mano a colossi finanziari internazionali come Infravia e, soprattutto, M&G Investiments (Infracapital)? Il risiko dei big che ha visto l’investimento diretto sulle banchine livornesi di big come Msc, Onorato e Grimaldi, gioca un ruolo in questo tourbillon?
Sta di fatto che il presidente dell’Authority Stefano Corsini mette nero su bianco frasi soddisfatte: «Stiamo procedendo nei tempi che ci siamo dati e andiamo avanti senza scossoni». Capitolo scavalco ferroviario: è emerso – dice – che «ci sarà da fare qualche aggiustamento sugli adeguamenti tecnologici», ma «anche qui stiamo andando avanti come da programma». Gli altri lavori in porto? «Viaggiano nei tempi attesi, sono quindi fiducioso che riusciremo a procedere senza perdite di tempo».
Mauro Zucchelli
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