Il presidio
È morto a 82 anni Ugo Bacci, bidello nei licei per una vita
Livorno, era della zona di San Marco, l’ultimo abbraccio nella parrocchia di San Giuseppe. È stato una “istituzione” per generazioni di studenti all’Enriques e al Cecioni
LIVORNO. Si è spento a 82 anni, portato via da una malattia nel giro di appena sei mesi. Quello di Ugo Bacci era un volto noto a tutti: soprattutto a generazioni e generazioni di studenti che lo hanno conosciuto come storico bidello del liceo scientifico Enriques in via della Bassata o come custode del liceo Cecioni: del resto, è un lavoro che ha svolto per trent’anni e ogni mattina è stato lui una di quelle figure che finiscono per essere una istituzione all’interno della propria scuola.
È stato così per migliaia e migliaia di ragazzi livornesi – ora magari ex ragazzi, fra i quali anche il questore Paolo Rossi – che in lui hanno trovato una persona capace di dare una mano, di dire una parola, di aiutarti quando forse quella mattina col prof di matematica è dura o il compito di latino proprio non va. Se pensiamo che ha passato una intera vita di lavoro all’interno di due fra i più grandi istituti superiori cittadini, ci si può facilmente accorgere del fatto che sui social si siano moltiplicati i messaggi di cordoglio, i post scritti con affetto per ricordare “il Bacci” andando a ripescare nell’album della memoria di venti o trent’anni fa...
«Un istrione buono come il pane»: lo ricorda così il figlio Andrea, poliziotto, che ora lo piange insieme alla sorella Valeria e alla madre Nicla. Bacci – la cui grande passione era il ballo – era nato e cresciuto a Livorno nel quartiere di San Marco dove tutti lo conoscevano e apprezzavano per la sua simpatia e le doti di umanità e apertura al prossimo. Bacci amava il suo lavoro e si spendeva con passione per rendere tutto perfetto. «Durante le partite della pallavolo – ribadisce il figlio Andrea – era al bordo del campo con uno spazzolone pronto ad entrare quando un giocatore cadeva sul parquet e asciugare il terreno bagnato dal sudore che l’atleta aveva lasciato».
Come abbiamo detto, la sua vitalità si traduceva nell’amore per il ballo che nel corso della sua vita aveva sempre coltivato. Il funerale si è svolto sabato 26 agosto nella chiesa di san Giuseppe nel quartiere di San Marco. Poi il corpo è stato tumulato al cimitero comunale dei Lupi.
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