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Livorno

Sorpresa su Amazon, i livornesi si scoprono mangia-libri

di Rosanna Harper
Sorpresa su Amazon, i livornesi si scoprono mangia-libri

Livorno, nella classifica del portale più famoso al mondo Livorno è al ventiseiesimo posto. Le donne sono le lettrici più forti. Il genere che va di più? I romanzi fiction 

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LIVORNO. Sorpresa: non è vero che noi livornesi rabbrividiamo alla vista di un buon romanzo o d’un saggio da leggere e alla librerie preferiamo il fitness da palestra. Lo dice la classifica stilata da Amazon per indicare, sulla base delle vendite on-line del proprio catalogo di libri, suddivise fra le varie città italiane. Livorno non è fra le prime della classe ma finisce comunque per attestarsi su un apprezzabile 26° posto a livello nazionale. Senza grandi variazioni da un genere all’altro: i livornesi “fotografati” nella clientela di Amazon sono appassionati soprattutto di fiction, romanzi che li trasportino dentro storie con la stessa fascinazione che ha un film. È quello il genere in cui la nostra città si piazza meglio nella graduatoria di Amazon (22°). Invece, a giudicare dal verdetto del colosso delle vendite on-line, non amiamo granché i libri sulla salute (33ª posizione in classifica): e anche questa è una sorpresa, visto che abbiamo la fama di persone attente alla forma fisica.

A dirlo non è solo il gigante guidato da Jeff Bezos. Basta fare un giro di alcune delle librerie cittadine per accorgersi – come confermano i gestori – che i livornesi leggono molto, e in tutti i periodi dell'anno. Da non dimenticare, comunque, che – sempre a detta di Amazon – i livornesi sono (in proporzione) più affezionati agli e-book che ai libri cartacei: siamo al 25° posto fra gli uni e due gradini più giù fra gli altri. Anche dal fronte dei librai interpellati nel nostro giro emerge che i lettori livornesi non hanno un genere che prediligono, amano perdersi tra gli scaffali delle librerie. E comprano anche on-line, ma – viene riferito – lo fanno quando in libreria non trovano ciò che vorrebbero.

Sono le donne le lettrici più forti, sempre attente alle novità, al passo con le nuove uscite: Elena Ferrante è probabilmente l’autrice che viene più letta, ma va forte anche Lucinda Riley. Tra le uscite più recenti è “Dieci piccoli infami”, ultimo libro di Selvaggia Lucarelli, a spopolare tra il genere femminile. La giallistica rimane uno tra i generi più gettonati: a cominciare dai volumi di Sellerio Editore, soprattutto la lunghissima serie dedicata al commissario Montalbano di Andrea Camilleri o romanzieri toscani come Giampaolo Simi (con “Una ragazza sbagliata” o “Quel che rimane”).

Guai a sottovalutare il filone degli autori locali: molto apprezzata, ad esempio, è la saga del commissario Botteghi di Diego Collaveri, sugli scaffali con il suo ultimo lavoro “La bambola del Cisternino”. Se dovessimo guardare ai bestseller nel campo della saggistica non c’è dubbio che ad andar per la maggiore sia il filone di testi dedicati a temi di stringente attualità come la corruzione: “Poteri Forti (o quasi)” di Ferruccio De Bortoli è tra i più letti.

I più giovani? A parte fantasy e horror, con una attenzione verso autori classici come Edgar Allan Poe e Howard Philip Lovecraft, acquistano principalmente libri di arte e fumetti (con Zerocalcare e il pisano Gipi in testa). Ma se l’età si abbassa fino ai giovanissimi (8-13 anni) ecco che fanno il pienone libri firmati da YouTuber, come “Una mamma per nemica” di Matt e Bise per esempio, a comandare. Resta comunque il fatto che a trainare le vendite, almeno stando a quanto riferiscono gli operatori, sono le letture per bambini.

Vale la pena di dare poi un’occhiata anche alla capillare diffusione delle librerie: nell’ultimo dossier sulla qualità della vita del “Sole 24 Ore”, quello del dicembre scorso, risulta che la provincia di Livorno (dunque da Stagno all’Elba) è al 53° posto fra le oltre cento province in fatto di presenza di librerie in rapporto al numero degli abitanti. Peggio di noi in Toscana solo Grosseto (al 60° posto) e Prato (al 104°). Tanto per fare un raffronto Pisa è in ottava posizione, Siena in terza e Firenze in quindicesima: ma si tratta di città universitarie...

Può essere un segnale positivo, però, che in tre anni si siano guadagnate ben sette posizioni. Nel 2013 l’analogo report del quotidiano confindustriale ci metteva al sessantesimo scalino nella classifica nazionale. E anche in quel caso in tutta la Toscana avevamo alle spalle solo e soltanto Pistoia (in 63ª posizione) e Prato (in 89ª).

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