Il Tirreno

Livorno

Hotel e iPad fantasma, a Livorno il boom delle truffe web

di Gianni Tacchi e Mauro Zucchelli
Hotel e iPad fantasma, a Livorno il boom delle truffe web

Livorno, sono raddoppiati in cinque anni i raggiri on line, facendo diventare così la nostra città la seconda in Toscana per denunce presentate 

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. C’è il venditore che mette falsi annunci online di prodotti costosi come iPhone e iPad, si fa dare un acconto o l’intero importo su una carta prepagata e poi sparisce nel nulla, non consegnando quella merce che in realtà neanche esisteva. Ci sono gli alberghi e gli appartamenti fantasma, per i quali si prenota sui siti internet e poi, una volta arrivati sul posto, si scopre che non ci sono mai stati. Ci sono i falsi coupon di grandi catene d’abbigliamento lanciati principalmente su WhatsApp, link in cui si promettono sconti ma che invece dirottano gli utenti su servizi in abbonamento da decine di euro. Poi c’è il phishing, una mail che chiede di inserire i dati del conto bancario per rubare informazioni. Tutto senza dimenticare le identità rubate, i virus e lo spam.

Sono le principali truffe online e la nostra provincia è seconda in Toscana, alle spalle di Siena, come numero di reati informatici: nel 2010 c’erano state 476 denunce, nel 2015 invece 860, come rivela la banca dati dell’Istat.

Insomma, il numero di livornesi caduti in questi raggiri online è praticamente raddoppiato nel giro di cinque anni. Lo conferma anche l’ultima inchiesta della Das, compagnia del gruppo Assicurazioni Generali specializzata nella tutela legale, che raggruppa varie tipologie di reati informatici basati su inganno e raggiro (non solo “truffe e frodi informatiche” ma anche “delitti informatici”): balza agli occhi una impennata del 99% nell’ultimo quinquennio analizzato. Ben al di sopra dello standard delle altre province toscane (63%). Non è tutto: la crescita record è talmente forte da risultare più del quadruplo di quella di Pisa. In tutta la regione solo Prato (più 130%) mette a segno un incremento ancor più forte di quello riscontrato nelle nostre zone.

Stiamo parlando, per quanto riguarda il territorio della nostra provincia, di una denuncia ogni 351 abitanti, neonati e ultraottuagenari compresi (contro i 332 di Siena). Tradotto: è statisticamente improbabile che, nel cerchio delle persone che conoscete, non vi sia neanche uno finito nella rete dei truffatori web. A livello nazionale è la Liguria la regione con la più alta densità di crimini informatici, mentre la Toscana è salita al nono posto a causa anche del boom livornese. «La nostra ricerca - spiega Roberto Grasso, amministratore e direttore generale della Das - evidenzia un fenomeno preoccupante. I danni economici per chi subisce questo tipo di reato possono essere rilevanti, molto rilevanti. E a volte difendersi in giudizio può essere complicato e richiedere tempi lunghi». Così tanti livornesi sono rimasti in mezzo a questa sorta di trappola: prima l’inganno, poi le difficoltà per ottenere un risarcimento.

È sufficiente tornare un po’ più indietro con lo sguardo, ed ecco che gli indicatori Istat delle sole truffe informatiche segnalano che, in provincia di Livorno, si sono quasi quadruplicate (più 293,3%) nell’arco di appena sette anni. È un incremento-monstre, benché non sia il record in Toscana: a Siena gli imbrogli a colpi di web sono risultati sette volte di più rispetto a sette anni prima (più 630,7%), a Grosseto e a Arezzo oltre cinque volte di più (con un boom del 419,3% nel primo caso e del 426,6% nel secondo).

L'hanno chiamato “Utente avvisato mezzo salvato” ed è la parola d'ordine con cui la polizia punta a dare una mano ai cittadini per difendersi dai “furbetti” dell'inganno via web. I consigli? Prima di tutto un po' di robusta diffidenza nei riguardi di offerte miracolose con sconti choc ma soprattutto badare ad avere antivirus di buona qualità e aggiornati costantemente. Occhio ai siti non ufficiali, che magari cercano di scopiazzare il logo di marchi affermati. Meglio cercare di capire se il venditore ha una identità reale non solo fatta di profilo Facebook o poco altro: c'è la partita Iva, c'è un indirizzo reale, c'è la possibilità di contattare l'azienda. Attenzione poi a evitare di usare la propria carta di credito. L’ultimo episodio di truffe online a Livorno risale a fine luglio, quando un livornese di 35 anni con precedenti penali è stato arrestato dai carabinieri dopo essere stato scoperto. Il suo modus operandi era il più classico: proponeva la vendita di oggetti elettronici di valore sui principali siti con inserzioni, poi si faceva dare un acconto attraverso una ricarica su una carta prepagata (a casa ne aveva 12) e a quel punto spariva nel nulla. Così ha fregato decine di persone, così ha colpito anche nella nostra provincia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana