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Piazza Cavour, dietro le violenze una faida tra stranieri per spacciare droga
Livorno, gli investigatori al lavoro per identificare le due bande che da sabato 12 agosto stanno terrorizzando il centro tra pestaggi e vendette
LIVORNO . Una faida tra stranieri per assicurarsi il mercato dello spaccio della droga in centro. È questa la pista che stanno seguendo gli investigatori della squadra mobile per spiegare e ricostruire l’escalation di violenze andate in scena nella zona intorno a piazza Cavour nell’ultima settimana. Una questione di sicurezza che ha allarmato i residenti e di conseguenza i vertici di questura, prefettura, procura, fino al sindaco Filippo Nogarin.
In questa direzione, il primo passo degli inquirenti è stato quello di guardare alle tre aggressioni, a cominciare da quella di sabato notte filmata da un residente, come un unico episodio diviso in più atti e sul quale fare chiarezza. «È evidente come quel video postato su Facebook – spiega chi indaga – abbia sensibilizzato l’opinione pubblica, perché molto spesso questi episodi avvengono, ma lontano dal centro». Invece quelle urla nella notte, il rumore degli sgabelli lanciati addosso al rivale, le bottiglie per colpire cercate nel cestino della spazzatura e i calci inferti a un uomo accasciato lungo il marciapiede, hanno scosso le coscienze, indignato, fatto arrabbiare e preoccupare, infine innescato polemiche anche politiche.
Ecco perché la soluzione del problema legato alle violenze in centro è diventata una priorità sia da un punto di vista di ordine pubblico che di legalità. È proprio dal video registrato da un residente intorno alle 5 di sabato 12 agosto che gli investigatori sono partiti per dare un nome a quelle ombre che si muovono dentro a un centro deserto. E in una settimana i passi avanti sarebbero stati molti, anche se le violenze sono continuate. Addirittura era stato il sindaco Nogarin, già nel tardo pomeriggio di sabato 12 agosto, a rivelare come le forze dell’ordine fossero riuscite a risolvere in parte il caso.
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«Quello che il video non mostra, però – raccontava il primo cittadino commentando il filmato – è il successivo intervento delle forze dell'ordine che hanno fermato due dei responsabili della rissa e ne hanno identificati altri due». Una notizia non ancora confermata dagli investigatori che però non hanno neanche smentito il primo cittadino. È possibile che dopo il primo pestaggio al termine del quale un uomo è stato trovato a terra ferito e svenuto, siano scattate delle vendette, consumate nei giorni successivi: la prima nel pomeriggio di mercoledì e poi alle una del giorno successivo.
Ecco perché chi indaga è convinto che al centro di quello che è diventato un regolamento di conti, ci siano due gruppi di stranieri, una decina in tutto. E in particolare uno di nazionalità tunisina e l’altro marocchina. Ancora non è chiaro il motivo per cui sia iniziata questa battaglia e quale sgarbo una fazione abbia fatto all’altra. L’unica certezza è che tutti gli scontri sono avvenuti sempre nello stesso luogo, all’incrocio tra via Verdi e piazza Cavour, poco distante o addirittura all’interno del negozio di kebab per il quale ieri il questore ha disposto la chiusura per due settimane. «Ma il proprietario – assicurano alcuni residenti – in questa storia non c’entra niente. Anzi, è una vittima come noi».
Un indizio però, sulla scelta del luogo dove scontrarsi, lo ha fornito la Prefettura spiegando come, da qui in avanti, saranno intensificati i controlli sulle case in affitto nelle zona. Dunque non è da escludere che i componenti di entrambe fazioni vivano in appartamenti poco distanti da dove è scoppiato il caos e proprio nella stessa zona abbiano costruito il loro business criminale. Due, per il momento, i fascicoli aperti in Procura che a breve però saranno riuniti. Il primo riguarda il pestaggio di sabato, mentre il secondo l’accoltellamento di giovedì notte per il quale è stato denunciato un ventiseienne tunisino. Ma è ovvio che l’indagine sia solo all’inizio.
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