Il Tirreno

Livorno

UNA SOLA CITTÁ DA GENTI DIVERSE, PURCHÉ NON ROM

La notizia giunse mentre a Livorno si svolgeva Effetto Venezia: non mancarono polemiche e tensioni fra l’amministrazione e i commercianti, molti dei quali contrari alla volontà del sindaco Cosimi di...

2 MINUTI DI LETTURA





La notizia giunse mentre a Livorno si svolgeva Effetto Venezia: non mancarono polemiche e tensioni fra l’amministrazione e i commercianti, molti dei quali contrari alla volontà del sindaco Cosimi di sospendere la festa per lutto. Fra l’indifferenza generale e il malcontento diffuso, la sera successiva furono annullati gli spettacoli e i momenti ludici e le saracinesche rimasero abbassate. Un mese dopo si svolsero i funerali al Duomo: a parte chi “doveva esserci” (istituzioni, qualche politico e mondo dell’associazionismo laico e confessionale) pochissimi i cittadini comuni. Alcuni, fuori dalla Chiesa, curiosavano per verificare se anche i genitori e i parenti rom piangessero la morte in modo “normale” . Nei giorni successivi alla tragedia prese il sopravvento la voglia di esprimere opinioni negative sui rom, dando libero sfogo per lo più a frasi alimentate da odio e ostilità per pregiudizi e stereotipi ormai secolari, frutto anche della costruzione e della narrazione mediatica.

Agosto 2017: cade l’anniversario dei 10 anni di quella tragedia. Malgrado questa commemorazione importante, non registriamo momenti di riflessione e di particolare attenzione. Sebbene anche l’edizione di quest’anno di Effetto Venezia fosse dedicata al tema della multiculturalità e della diversità, nessuno o quasi ha sentito l’esigenza e la necessità di dare spazio al ricordo di quella tragedia. “Una sola città da genti diverse”: questo il motto fondativo della Città di Livorno che compare anche sulla prima moneta nel XVII secolo, cioè il tallero, ma verrebbe da pensare purché non siano genti troppo diverse quali i rom appunto. Solo l’associazione don Nesi/Corea ha portato un proprio contributo all’interno della programmazione cinematografica organizzata dal tavolo “De’ Movie” e dall’assessorato alla Cultura con la proiezione di un video – sintesi del progetto “I rom protagonisti si raccontano”. Alla proiezione pochissimi i presenti, per lo più volontari e amici. Siamo consapevoli che Effetto Venezia non si presti molto a momenti di un certo tipo e diamo comunque atto che l’attuale amministrazione abbia accolto una proposta così audace. Resta il fatto che anche negli altri giorni dell’anno si fa di tutto per girarsi dall’altra parte. Anche quest’anno, ne siamo certi, qualcuno porterà i fiori al cimitero dove è sepolta una delle vittime di quella tragedia, si mostrerà addolorato e commosso davanti ai fotografi e alle videocamere. Poi il giorno dopo continuerà il solito gioco, fra ordinanze contro i rom e l’assoluta mancanza di soluzioni. Continueremo a trascurare la memoria. Continueremo a considerare anche quei 4 bambini colpevoli. Colpevoli soprattutto di essere rom.

* presidentedell’associazione Nesi/Corea

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera