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Un palazzo con affreschi e stucchi di pregio occupato da 2 anni - Foto
Livorno: venti famiglie vivono nel Palazzo Maurogordato. Questo storico edificio è stato il quartier generale dell'Enel fino al 2010
LIVORNO. Tra i quindici edifici occupati in città da chi si è ritrovato senza una casa, c’è anche un immobile privato, di particolare pregio e valore, che si trova in pieno centro: è il Palazzo Maurogordato, che si affaccia sugli scali d’Azeglio e sul Fosso reale.
Già sede dell’Enel, l’immobile è rimasto a lungo chiuso (circa cinque anni), tanto da attirare le attenzioni del “Comitato diritto all’Abitare” che nei primi giorni di aprile 2015 decise di occuparlo per dare sistemazione a dieci famiglie in emergenza abitativa. Gli occupanti, all’epoca, chiesero all’amministrazione comunale di trovare al più presto una soluzione alternativa per queste dieci famiglie, alcune con bambini piccoli, che si erano trovate praticamente per strada. Fu addirittura proposto al Comune di acquisire la proprietà dell’immobile e permettere così alle famiglie di restare dentro pagando un canone popolare.
Richieste obiettivamente complicate da essere messe in pratica e così, a fronte della difficoltà di trovare delle soluzioni, anche questa occupazione è stata tollerata dalle istituzioni al punto che oggi il Palazzo Maurogordato ospita 20-25 nuclei familiari molto numerosi: stabilire il numero esatto degli occupanti è complicato, visto che continua a lievitare.
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L'immobile in questione appartiene a Risparmio Immobiliare Uno Energia, un fondo comune di investimento di tipo chiuso in mano a Pens Plan Invest Sgr (di proprietà per due terzi di una società previdenziale della Regione Trentino Alto Adige). La società l'aveva acquistato nel 2006 dal fondo chiuso per investitori qualificati Whitestone gestito da ValoreReale Sgr ed era stato dato in affitto all'Enel che ne aveva fatto il proprio quartier generale livornese. Nel 2010, però, l’Enel ha trasferito la sua sede e così il palazzo, una volta rimasto vuoto, era stato chiuso. Avvolgendo nel buio la sua storia, i suoi affreschi, i suoi stucchi, i suoi lampadari e le sue linee che si ispiravano all’architettura rinascimentale. E pensare che nell’edificio, fino ai primi anni Duemila, si organizzavano delle visite guidate per farne ammirare la bellezza.
La storia ci racconta che l’imponente immobile signorile era stato completato nel 1864 per volere di Giorgio Maurogordato - facoltoso imprenditore di origine greca appartenente a una famiglia proveniente dall'isola di Chios - e su disegno di Giuseppe Cappellini, l'architetto livornese che ha redatto anche il progetto dei Casini di Ardenza e del Teatro Goldoni, oltre al restauro del teatro San Marco e del palazzo comunale. Insieme a Palazzo Squilloni, al Palazzo dell'Aquila nera ed al Palazzo Reggio l'edificio si inserisce appieno nel contesto delle grandi dimore ottocentesche livornesi sorte lungo il Fosso reale dando vita ad un'immagine che doveva richiamare i lungarni fiorentini e pisani.
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Per quasi novant’anni, poi, Palazzo Maurogordato ha avuto uno stretto legame con la produzione elettrica italiana. L'edificio è stato infatti sede sin dai primi anni del '900 della Selt (Società Ligure Toscana di Elettricità) fusasi nel 1933 con la Valdarno attraverso un'operazione che coinvolse il gruppo Orlando, Odero, Bastogi, il Credito Italiano, etc. La Selt-Valdarno fu poi nazionalizzata nel 1962 con le altre società private di elettricità dando vita all'Enel, la cui sede di zona per Livorno fu mantenuta nel grande palazzo. Nel 2010 il trasferimento dell’Enel ha segnato l’inizio del declino del prestigioso edificio, rimasto disabitato e quasi abbandonato. Fino all’occupazione del 2015. Il caso di Palazzo Maurogordato è tornato alla ribalta a fine luglio scorso, quando gli occupanti sono scesi in strada perché temevano il distacco della corrente e dell’acqua. Sul posto c’erano infatti due tecnici, poi sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni, e il distacco non c’è stato.
LA MAPPA DEGLI EDIFICI OCCUPATI A LIVORNO
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