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Fumi e rumori, rilevamenti in porto

Fumi e rumori, rilevamenti in porto

Ecco come funzionerà la campagna dell’Authority per valutare le emissioni delle navi commerciali e passeggeri

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LIVORNO. Una campagna di rilevamenti a 360 gradi per valutare le emissioni delle navi commerciali e passeggeri. L’obiettivo: «Avere un quadro conoscitivo ampio e aggiornato sullo stato ambientale e acustico in porto». A promuovere l’iniziativa è l’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, in altre parole l’Autorità portuale, che pochi mesi fa ha attivato una convenzione con l’Arpat nell’ambito di un accordo siglato con la Regione Toscana.

Il tema dei fumi e delle emissioni provenienti dalle navi che raggiungono il nostro porto, in questi mesi è finito spesso al centro del dibattito pubblico e di iniziative organizzate da cittadini e forze politiche.

L’agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana – viene fatto sapere oggi con una nota da palazzo Rosciano, sede dell’Authority – effettuerà per un anno intero, trenta giorni per ogni stagione, una serie di misure in due punti del porto: nell’area del terminal Darsena Toscana, che si trova nelle vicinanze della Torre del Marzocco, e nel porto passeggeri, nelle adiacenze della calata Sgarallino.

I laboratori usati saranno mobili e sosteranno quindici giorni in un punto e quindici nell’altro.

Dall’Authority spiegano che «la campagna rilevamenti dell’Arpat, che nasce per rispondere alle prescrizioni del Nurv, l’organismo tecnico di supporto alla giunta regionale per le attività di valutazione, monitoraggio e verifica degli investimenti pubblici ed autorità competente per la Vas (valutazione ambientale strategica) sul Piano Regolatore del porto, fa il paio con un’altra iniziativa sviluppata quasi in contemporanea dall’Adsp».

È stato infatti da poco affidato all’associazione temporanea di impresa composta dall'istituto di Biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche e da Arianet, l’incarico di realizzare un sistema modellistico a scala regionale sulle emissioni in porto.

«L’obiettivo – viene spiegato – è quello di produrre mappe dettagliate di concentrazione al suolo in modo da valutarne la distribuzione spaziale e individuare se necessario possibili soluzioni mitigatrici».

L’Ati userà postazioni mobili e fisse in diversi punti dello scalo portuale per realizzare i propri rilievi. Una delle postazioni scelte è proprio il tetto di palazzo Rosciano, sede dell’Autorità portuale, che si trova nel cuore della Venezia.

Sul fronte acustico, i campionamenti saranno fatti dall’istituto di fisica dell’università di Pisa e dalla società Ipool, mentre delle emissioni dei mezzi lungo la viabilità di cintura del porto si occuperà il laboratorio Logit, del polo universitario in Sistemi logistici dell’università di Pisa.



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