Il Tirreno

Livorno

Pancaldi, due bagni in una storia con vista Terrazza

di Carlotta Nigiotti
Pancaldi, due bagni in una storia con vista Terrazza

Qui sono passate generazioni di livornesi. «Ci muoviamo per dare sempre il meglio»

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LIVORNO. Appese al muro fotografie che ritraggono la Terrazza Mascagni imbiancata dalla neve, vecchie stampe del lungomare di Livorno e una targa con scritto “Ospitalità italiana. Quality approved”: sono alcuni dei ricordi che Giorgio Bonaventura, titolare dei bagni Pancaldi Acquaviva, mostra nel suo ufficio posto tra la direzione e il bar dei Pancaldi.

Dopo due giorni di divieto di balneazione emesso dall’Arpat come misura cautelativa per lo stabilimento balneare di Bonaventura, i clienti del bagno sono tornati a godere del mare. «Per i livornesi il mare è fondamentale. Questa misura è stata prima di tutto una diffamazione della costa livornese, dei suoi fruitori che non hanno colpa, come del resto neppure l’hanno le aziende che lavorano lungo le coste; per cui bisognerebbe che queste misure fossero spiegate», commenta così Giorgio Bonaventura l’ordinanza che ha colpito il suo bagno. E continua: «Quello che non riesco a capire è come lo sversamento al Felciaio abbia portato una condizione di inquinamento solo qui; come si può delimitare tale stato solo in una parte di mare soprattutto (e per fortuna) col mare e il vento di scirocco che c’è stato in questi giorni?».

Una brutto ricordo che ha fermato e rallentato le diverse attività che gravitano attorno alla vita dello stabilimento balneare a cui, comunque, ha saputo rispondere e cascare in piedi grazie alla piscina che ha lavorato a pieno ritmo. «Siamo ambiziosi, -ammette Bonaventura – tentiamo di anticipare i tempi e premunendoci di tutto ciò che occorre per far star bene i nostri clienti: servizi maggiori per le persone con handicap, misure di sicurezza con, per esempio, telecamere antiscippo, defibrillatori… ci muoviamo in modo da sopperire ad ogni esigenza e dare sempre il meglio». Livorno è il mare. Elemento inscindibile della città e fattore distintivo, il nostro mare è un richiamo per il turismo, come sottolinea Bonaventura: «Sono anni che si riscontrano anomalie provenienti dagli sbocchi dei rii, cerchiamo dunque di dare una soluzione una volta per tutte».

Sono quindi tornati i tuffi e gli schizzi sullo scoglione tra i ragazzi. Si sentono le voci dei bambini che ridono dal mare. E c’è chi si rilassa col materassino alle spiaggine. È tornato il “sole” ai bagni Pancaldi Acquaviva per la gioia dei bagnanti, come racconta Cecilia Testi: «Avevo 12 anni la prima volta che venni ai Pancaldi e non ho più cambiato, ormai da 42 anni; è come se fossi a casa. Il caso ha voluto che mio figlio, ingessato per più di un mese, si togliesse il gesso proprio quando c’è stato il divieto di balneazione, impedendogli di tornare finalmente a giocare in acqua. Ma ora è contentissimo: è tornato a fare i suoi tuffi dal bozzo!». Così come Adriana Craca: «Con qualche interruzione ma è da tutta la vita che vengo. È vicino casa, ottima organizzazione e soprattutto tanti amicizie; è un posto familiare». Fanno eco le parole di Giulia Diana, 26 anni: «Sono 23 anni che vengo ai Pancaldi, ci sono cresciuta! Purtroppo nei giorni di caldo ho preferito non venire al mare col divieto di balneazione». E Carolina Busoni, 27 anni: «Appena tolto il divieto ho fatto subito un bagno: è sicuramente più fresco della doccia». C’è chi invece preferisce attendere ancora qualche giorno prima di buttarsi in mare, come Mariella Di Lisio: «Stando tanto sotto il sole c’è il bisogno di farsi un bagno e non poterlo fare per la paura di prendere un virus non è stato piacevole. Ora sono leggermente più tranquilla». Dello stesso avviso è la vicina di ombrellone, Paola Frittelli: «Avevo 10 anni quando iniziai a venire qua, sono quindi circa 50 anni».

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