Il Tirreno

Livorno

Il Salvini in blu: «Pronto a fare il premier»

di Matteo Tuccini
Il Salvini in blu: «Pronto a fare il premier»

Versiliana: addio al verde padano, il leghista parla da capo della coalizione e vince all’applausometro

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MARINA DI PIETRASANTA. Altro che contestazione, altro che striscioni o lancio di uova. Sembra passato un secolo da quando Matteo Salvini venne accolto da una Viareggio in stato d’assedio. Era il maggio del 2015: ieri, a due anni di distanza, il segretario della Lega Nord e uomo forte – è proprio il caso di dirlo – del centrodestra si è preso la Versiliana. E lancia la sfida da candidato premier non solo a Matteo Renzi, il nemico numero 1, ma anche allo stesso Silvio Berlusconi. «È stato un grande, vedremo in futuro: chi prende i voti ha ragione». E per essere più chiaro aggiunge: «Io sono pronto a guidare il Paese con una coalizione alternativa a renzi e a Grillo». Senza Alfano.

Salvini si gode un piccolo, grande successo: nella Versiliana dei big della politica, in una Toscana rosso sbiadito, batte il capo del Pd Renzi e Luigi Di Maio dei Cinquestelle in quanto a presenze e a decibel del pubblico. Non è necessario affidarsi alle parole entusiaste di Massimo Mallegni, sindaco forzista di Pietrasanta che è di parte: basta il colpo d’occhio sulla platea, la gente che vuole ascoltarlo e lo incita a gran voce, i cartelli “Salvini premier”. Lo sfondo dei quali è di colore blu e non verde. Anche questo è un segno dei tempi: qualche fazzoletto col Sole delle Alpi, tra i pini del parco, in giro c’è: ma della vecchia Lega federalista e anti-meridionalista «che quando l’ho presa stava intorno al 3%, mentre ora ci danno al 15%», gongola Salvini, è rimasto poco. Giusto l’abolizione dei prefetti, che il capo della Lega rivendica come prioritaria e necessaria per risolvere la questione migranti. Su cui non ci sono mezze frasi: «Vanno salvati e rimpatriati». E poi le tasse: «Basta con l’inquisizione fiscale e lo Stato che viene a farti visita ogni tre mesi, basta con i limiti all’uso del denaro contante: bisogna cancellare gli studi di settore e introdurre una flat tax, una tassa unica per tutti, al 15% che lo Stato viene a reclamare il 31 dicembre e poi basta». La narrazione salviniana non è moderata, né di centrodestra. È di destra nel senso vero della parola: altrimenti non avrebbe senso rivendicare il legame di sangue con Marine Le Pen «nonostante la sua sconfitta». Salvini spinge sull’acceleratore: «Una volta divenuto presidente del Consiglio – spiega il segretario leghista – abolirò la legge Fornero sulle pensioni e interverrò sull’immigrazione clandestina, con l’obiettivo di aiutare queste persone in Africa e di azzerare gli sbarchi. E renderò l’autodifesa sempre legittima». Salvini, inoltre, chiede «la castrazione chimica per gli stupratori di donne e bambini», una riforma della giustizia «perché i giudici sono una casta». E sogna di «riempire le culle vuote degli italiani, che sarebbe la più grande soddisfazione e un premio per l’attività politica. Quando l’ho detto a una trasmissione, uno di sinistra mi ha dato del fascista». Qui si entra in un tema urticante, ma Salvini si fa beffe della prudenza e del politicamente corretto. Manifesta solidarietà al bagnino della spiaggia con gli slogan del Ventennio e contesta i dodici mesi di carcere previsti dal disegno di legge Fiano per un accendino con l’immagine di Mussolini. «Non sono queste le priorità».

Per quanto riguarda la Toscana, Salvini si mostra orgoglioso «per i primi sindaci da noi eletti nella città rosse: Cascina, Pistoia. Ho festeggiato il primo anno di amministrazione di Susanna Ceccardi, il sindaco di Cascina (presente al Caffè, ndr): altro che sindaca come vuole la Boldrini». Giù applausi. Poi un lungo intermezzo sui giovani: li vede numerosi in piedi e in platea e li accontenta. «Devono tornare dall’estero dove sono stati costretti ad andare perché qui gli davano 800 euro in nero. Abolendo la legge Fornero si impedisce anche che si stia al lavoro fino a 70 anni, negando l’accesso ai giovani. Bisogna riformare la scuola e l’università, basta con gli automatismi e le raccomandazioni. E come segretario della Lega Nord mi auguro di dare speranza ai ragazzi del Sud, presi ancora in giro da questo Governo con delle mance e convegni su Gramsci».

Infine, le alleanze. Non esclude un’alleanza con i Cinquestelle: «L’unica cosa che escludo è un’alleanza con Renzi e Alfano (il più attaccato nell’incontro, perché se ne teme il ritorno con Berlusconi, ndr). Ma i grillini cambiano idea ogni giorno e noi non siamo per il reddito di cittadinanza. La via maestra è il centrodestra: ora tocca a noi».
 

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