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Fascisti ignoranti in slip
Accade che la commercializzazione di un oggetto tipicamente estivo, un costume da bagno maschile, sveli un miscuglio di ignoranza e arroganza
Non so se ci deve spaventare di più l’ignoranza o l’arroganza. Forse sia l’una che l’altra, frutto avvelenato di anni di negazione del pensiero critico, dello sberleffo continuo verso idee complesse. È stato creato un neologismo per indicare la rimozione della nostra storia: presentismo. Non abbiamo passato, non vediamo futuro, siamo immersi in un eterno presente. Confuso, agitato, senza valori di riferimento.
Accade così che la commercializzazione di un oggetto tipicamente estivo, un costume da bagno maschile, sveli questo miscuglio di ignoranza e arroganza. Lo abbiamo raccontato ieri, ce ne occupiamo anche oggi. Nel cuore della Toscana una ditta di capi da mare vende un costume con stampigliato lo slogan “boia chi molla”. Chi ha un po’ di memoria ricorda che fu la parola d’ordine degli insorti durante la rivolta popolare di Reggio Calabria nel 1970. Nell’anno in cui nacquero le Regioni italiane fu un’insorgenza egemonizzata dal Msi, il partito allora della destra anticostituzionale. Ma prima ancora “boia chi molla” rimanda allo sciagurato ventennio fascista. Un imprenditore tessile, venditore di slip, è tenuto a sapere tutto ciò? Ecco il punto: la coscienza civica è diventata un lusso? È forse secondaria rispetto allo scopo di far soldi, sempre e comunque, senza andare per il sottile? Uno slogan odioso se fa vendere la propria merce diventa dunque buono?
Questa confusione culturale fa paura quasi più di quei fanatici che nottetempo vanno imbrattando le lapidi dedicate ai martiri della Resistenza antifascista; cinque casi quest’anno nella sola provincia di Massa Carrara, come “Il Tirreno” ha scritto. Mentre a Empoli è stata sfregiata con la svastica la lapide dei deportati nei campi di concentramento nazisti.
Un filosofo liberale e antifascista quale Benedetto Croce parlava quasi un secolo fa delle forze irrazionali della Storia e della politica, pronte a impossessarsi della scena pubblica. Un brivido, a ripensarci. Buona domenica.
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