authority, il numero due vuole placare le polemiche
«Macché precarizzazione, è solo un equivoco»
Provinciali respinge al mittente l’accusa di una svolta nell’organizzazione del lavoro
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LIVORNO. «Mi dispiace che una mia battuta su un ipotetico modello organizzativo del lavoro nei porti abbia destato in qualcuno un preoccupato allarme». A dirlo è il segretario generale dell’Authority Massimo Provinciali, segnalando che «nessuno dei preoccupati commentatori» deve aver letto l’intervista su “PortNews” (la rivista di Palazzo Rosciano, ndr): in tale contesto «quell'ipotesi rappresenta un fugace passaggio di poche righe su 4 pagine».
Provinciali torna a mettere l’accento su «due caposaldi»: 1) il modello previsto dalla legge 84/94 «funziona perfettamente se correttamente applicato, come abbiamo dimostrato a Livorno con il processo che portato al risanamento del nostro art.17»; 2) è «fondamentale» che la legge sia applicata in modo «uniforme a livello nazionale, evitando il proliferare di ricette locali "su misura"».
Nel dialogo con il curatore Marco Casale («che non si ferma a raccogliere dati ma provoca intelligentemente delle riflessioni») è stato chiesto a Provinciali di dire la sua sugli scenari delineati dal prof. Zunarelli su una possibile eliminazione dell'art.17 (e la possibilità per i terminalisti di rivolgersi al normale mercato delle agenzie interinali»). Il numero due ha risposto che «qualora l'obiettivo della riforma dovesse essere il superamento del monopolio, si potrebbe pensare, “solo come ipotesi di studio” di consentire agli appaltatori di essere anche fornitori di lavoro temporaneo».
La vecchia Authority – rivendica Provinciali – ha dedicato «due anni di tempo e tre milioni di euro» ad un processo che, «azzardando l'ingresso dell'ente nella compagine sociale dell'art.17», ha consentito, «con il contributo di lavoratori, imprese e organizzazioni sindacali», di ricostruire a Livorno «quel modello legale che in molti porti è finito in un cassetto e che, lo ripeto qui per chiarezza, a mio parere è un modello che funziona e che va salvaguardato».
Provinciali torna a mettere l’accento su «due caposaldi»: 1) il modello previsto dalla legge 84/94 «funziona perfettamente se correttamente applicato, come abbiamo dimostrato a Livorno con il processo che portato al risanamento del nostro art.17»; 2) è «fondamentale» che la legge sia applicata in modo «uniforme a livello nazionale, evitando il proliferare di ricette locali "su misura"».
Nel dialogo con il curatore Marco Casale («che non si ferma a raccogliere dati ma provoca intelligentemente delle riflessioni») è stato chiesto a Provinciali di dire la sua sugli scenari delineati dal prof. Zunarelli su una possibile eliminazione dell'art.17 (e la possibilità per i terminalisti di rivolgersi al normale mercato delle agenzie interinali»). Il numero due ha risposto che «qualora l'obiettivo della riforma dovesse essere il superamento del monopolio, si potrebbe pensare, “solo come ipotesi di studio” di consentire agli appaltatori di essere anche fornitori di lavoro temporaneo».
La vecchia Authority – rivendica Provinciali – ha dedicato «due anni di tempo e tre milioni di euro» ad un processo che, «azzardando l'ingresso dell'ente nella compagine sociale dell'art.17», ha consentito, «con il contributo di lavoratori, imprese e organizzazioni sindacali», di ricostruire a Livorno «quel modello legale che in molti porti è finito in un cassetto e che, lo ripeto qui per chiarezza, a mio parere è un modello che funziona e che va salvaguardato».
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