Il Tirreno

Livorno

riqualificazione

Piazza XX: il “Canapone” tornerà come nuovo

Enrico Paradisi
Piazza XX: il “Canapone” tornerà come nuovo

Livorno, dopo la realizzazione della pavimentazione in pietra attorno ai Quattro Mori  l’assessore Belais annuncia il progetto di recupero della statua di Leopoldo II

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’idea della mattonella per individuare il punto in cui si vedono tutti i nasi dei Quattro Mori (portafortuna), può funzionare per riaccendere la luce, anche in chiave turistica, sul monumento simbolo della città. Poi, visti da vicino si nota che manca una lastra di marmo policromo del basamento (da tempo immemore) che l’epigrafe del 1888 e un po’ nascosta dall’erba dell’aiuola, e che lo stesso praticello un po’ stentato potrebbe essere curato meglio, e forse addirittura sostituito da un tappeto verde un po’ più folto e tosato adeguatamente, tipo gli 8 millimetri di Wimbledon.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.15161810:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2017/04/07/news/negozianti-e-residenti-insieme-per-il-rilancio-1.15161810]]

Da quando - grazie alla nuova pavimentazione - sono finalmente sparite le auto che nascondevano i mori, di turisti che cominciano a interessarsi al complesso scultoreo se ne vedono sempre più. Il monumento è tornato a respirare dopo la ristrutturazione della piazza, ma si potrebbe fare uno sforzo per cercare di valorizzarlo ancora di più. Anche sostituendo la vecchia cartellonistica con qualche indicazione più raffinata. «I lavori non sono ancora finiti», dice l’assessore alla Cultura Francesco Belais, convinto assertore della riscoperta dei nostri beni, e sottolineando come della cura del verde però se ne occupi l’ufficio giardini. «Ora c’è da completare tutta la seconda parte della piazza - aggiunge - E rispetto al passato abbiamo valorizzato il monumento che prima era in pratica nascosto da un posteggio». Il basamento del monumento fu danneggiato più volte nel corso della storia: prima le truppe napoleoniche, nel 1810, strapparono gli ornamenti bronzei con trofei e spade dei paesi sconfitti dai cavalieri di Santo Stefano, portandoseli via. Poi, dopo lo spostamento del 1888, con l’arretramento di un aventina di metri dell’intero complesso, perché troppo a ridosso alla darsena era diventato impedimento per i velieri, si aggiunsero le otto lastre di marmo rosso di Verona, ma si provocò una lesione all’altezza delle gambe di Ferdinando. Una delle lastre mancanti si frantumò probabilmente durante i pesanti bombardamenti sulla città negli anni ’40. Il basamento, infatti, rimase al suo posto mentre la scultura e i bronzi furono messi a riparo. Nel dopoguerra, quando le statue tornarono al loro posto si è pensato di sostituire la lastra di marmo, ma visto che era molto difficile reperire lo stesso tipo di pietra, perché si tratta appunto di materiale lapideo di antiche cave, non fu mai ricollocato. Senza contare, a maggior ragione, che ormai si fanno interventi conservativi, non ricostruttivi. Tant’è che negli interventi di restauro più recenti, quello del 1986 per consolidare la base delle gambe di Ferdinando, quello del 1990 sui Mori, e l’ultimo di tre anni fa su tutto il monumento, non è stato effettuato alcun ripristino della lastra mancante. E lo sforzo teso al recupero del patrimonio monumentale cittadino non si fermerà soltanto ai Quattro Mori, garantisce l’assessore. «Cercheremo di valorizzare al massimo tutti i monumenti», aggiunge Belais che rivela un prossimo intervento sulla statua di Leopoldo II in piazza XX: «Stiamo pensando a un intervento sul “Canapone” - conferma Belais - ho già incaricato gli uffici per l’operazione: bisognerà ripulirlo dalle scritte e dai graffiti che lo hanno imbrattato negli anni, cercando di riportarlo al suo stato originario. Si tratta di un intervento che rientra nel progetto di valorizzazione della piazza e del nostro patrimonio monumentale in cui crediamo molto, e che spero di portare in fondo entro l’anno».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web