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LIVORNO, QUALE TURISMO

La città d’arte che non aspetti: ecco la Venezia

di Alfredo Faetti
La città d’arte che non aspetti: ecco la Venezia

Livorno, visitatori entusiasti, è la zona più fotografata. Dagli scorci ai locali: qui c’è la chiave turistica

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LIVORNO. Che sia un quartiere turistico lo si capisce arrivandoci dal centro, perché ad accogliere i visitatori ci sono due sportelli bancomat. Non solo. Dal ponte che porta al cuore della Venezia da via della Madonna troviamo anche quella che a Livorno può essere considerata una vera e propria rarità: un cartello turistico. Una di quelle mappe con la scritta «Voi siete qui», pressoché introvabile nel resto della città.

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Girando nelle stradine che costeggiano i fossi, poi, il visitatore si perde nella particolarità delle architetture, nei dettagli artistici che fanno capolino in certi angoli, nei tour in battello, nei ristoranti e nei locali che animano la zona dal tramonto. Se Livorno ha davvero un cuore turistico, allora questo è la Venezia, la piacevole e confortevole sorpresa di croceristi e turisti di vario genere.

«Stiamo facendo un giro per la Toscana e dopo Pisa e Lucca ci siamo detti: perché non visitare Livorno? Rispetto alle altre città toscane è più misteriosa, perché non se ne sente mai parlare», spiega Armando Telleria, romano come la sua fidanzata sotto braccio, mentre racconta a Il Tirreno il senso della sua vacanza nel mezzo di via Borra. «Il resto della città è molto urbana rispetto alle altre vicine, ma questo quartiere è in linea con quell’arte che siamo venuti a cercare», continua. La Livorno urbana ha un cuore artistico, come sanno bene i suoi cittadini; quello che ignorano, forse, è il fatto che quel piccolo quartiere di vicoli e fossi è considerato qualcosa di unico dai forestieri, incuriositi di trovare acqua e frammenti di storia in mezzo a tanto cemento.

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«Guarda, è qui che è nato il Pci», dice entusiasta Telleria alla fidanzata quando arriva davanti al teatro San Marco, trovato quasi per caso. Un gruppo di croceristi spagnoli intanto sta passeggiando lungo gli Scali Rosciano, scattando foto in ogni prospettiva. Sono una piccola comitiva di cinque persone e hanno tre macchine fotografiche, ognuna in funzione nello stesso momento, cercando di immortalare questi paesaggi unici nel loro modo. Anche spulciando le recensioni turistiche sul web vediamo che la Venezia è la zona più fotografata della città: ben oltre Terrazza Mascagni, il mare e tutto il resto. Una montagna di clic sia da terra che dall’acqua, visto che il giro in battello dei fossi resta una delle attrazioni più vincenti dell’offerta turistica labronica.

Gli spagnoli intanto non riescono ad abbassare il naso, perché le curiosità arrivano dietro ogni angolo. In via delle Acciughe trovano delle stampe appese al muro scalcinato e altri spunti d’arte estemporanea, di cui restano incantati. Accadrà lo stesso pochi minuti (e molte foto) dopo, quando arriveranno nella zona del Luogo Pio, dove i ristoranti sono già affollati all’ora di pranzo nonostante il caldo torrido.

«I locali si riempono già dalla primavera, anche grazie ai turisti - racconta un addetto ai lavori - È un quartiere che piace la Venezia perché non ha eguali nel suo genere». Lo dicono anche i romani, gli spagnoli e i croceristi di varia nazionalità che Il Tirreno ha incontrato durante il suo giro lungo i fossi.

Quel che i turisti non sanno è che le meraviglie pittoresche di questa zona non sono tutte in bella vista. Le cantine, ad esempio, private e quindi chiuse quasi perennemente. O gli interni dei palazzi, non sempre accessibili nonostante le corti che li caratterizzano. Ma quel che si vede già sembra bastare ai visitatori, dato il ricordo indelebile che la Venezia riesce a lasciare. «Come il 90 per cento di Livorno è un bellissimo posto che sarebbe da valorizzare - si legge nella recensioni di Chiara da Treviso su internet - Ho visto altre “Venezie” in giro per l’Europa, anche patrimoni Unesco, che impallidirebbero di fronte a quella livornese se venisse sistemata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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