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Livorno

La bella vita di Armando, indagato per la truffa milionaria all'invalida tra vip e politica

La bella vita di Armando, indagato per la truffa milionaria all'invalida tra vip e politica

Livorno, il falso promotore finanziario nei guai per un maxi raggiro nel 2016 fotografato anche con l'ex premier Silvio Berlusconi

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LIVORNO. La bella vita di Armando Aprile è fatta di feste esclusive, frequentazioni vip tra Napoli e Roma, vestiti appariscenti e animali. È dietro a questo cinquantottenne con i capelli sale e pepe, un’abbronzatura invidiabile e sorriso da rotocalco che secondo gli investigatori si nasconde un truffatore capace di raggirare una invalida livornese e il figlio facendosi consegnare in un anno e mezzo quasi un milione di euro prima di sparire nel nulla.


Proprio sovrapponendo le date dell’inchiesta della finanza con la vita social di Aprile si scopre che nel maggio 2016, dunque due mesi dopo aver spedito un biglietto (beffa) di auguri alle vittime del raggiro, si è fatto fotografare sorridente ad una festa abbracciato prima con l’ex premier Silvio Berlusconi e poi con la deputata di Forza Italia Nunzia Di Girolamo.

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Ma il direttore generale della Gesticredit Italia Spa, società – si legge sul sito – che «fornisce all’Amministratore di condominio i servizi per il recupero crediti dei condomini morosi anticipando l’onorario e le spese legali», oltre al mondo della politico non disdegna neanche quello dello spettacolo. È sorridente, infatti, due anni prima in una serie di immagini che lo ritraggono al tavolo con gli attori Claudia Gerini e Marco Bocci.

Ma dalle indagine, oltre ad una certa passione per il lusso, emerge anche un personalità pragmatica capace di sfruttare un parente che vive a Livorno per mettere in atto il suo piano. E soprattutto – come raccontano gli investigatori – disposto a contattare le vittime della truffa dopo aver saputo di essere indagato per convincerle a ritirare la querela. «In quella occasione – raccontano dalle fiamme gialle – ha promesso loro la restituzione delle somme rateizzata nel tempo». Troppo tardi per bloccare l’indagine.

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