Italia
La giornata di Bobo tra battello, cinema e Caffè Tirreno
Il cantautore protagonista con il film “L’uomo che aveva picchiato la testa” realizzato da Paolo Virzì su di lui
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il Villaggio Ovosodo, dove si celebrano i 20 anni del film più livornese che ci sia, “Ovosodo” appunto uscito nel 1997 e diretto da Paolo Virzì, ieri sera è stato anche un po’il “villaggio di Bobo”. Perché ieri sera il film in programma era “L’uomo che aveva picchiato la testa”, realizzato dallo stesso Virzì nel 2009. E i fan di Bobo Rondelli sono arrivati ben prima delle ore 22, ora della proiezione. Per godersi il mini concerto del loro beniamino, per farsi un giro in battello con Bobo seduto tra i passeggeri insieme all’attore Carlo Neri.
Bobo ha anche partecipato a “Caffè Tirreno. . e non solo” raccontando ai nostri giornalisti emozioni e ricordi legati al film, al suo rapporto con Paolo Virzì, alla sua livornesità.
«Questo film che Paolo ha voluto realizzare su di me – dice – è un omaggio di cui sono fiero. E ruota attorno al solito dilemma, perché io, come del resto altri non siamo andati via da Livorno, non abbiamo sfruttato il nostro talento per sfondare oltre la provincia...». Già, perché? «Forse nessuno mi ha mai chiamato a volte dico io. Ma sotto sotto non è vero. Il fatto è che a Livorno sto bene, non ho mai avuto davvero voglia di muovermi». Radici livornesi e Bobo le conferma quando Caffè Tirreno si sposta sul battello e lui racconta della rivalità di ragazzini tra Pontino e Venezia, le bandiere bruciate «quel girellare di quartiere in quartiere che allora i ragazzini potevano fare, poco traffico e pochi svaghi». Quando si passa vicino a piazza Cavour si ricorda un altro aneddoto: «Mi ero fissato di fare sport, presi la canoa ai Nettuno e arrivai qui sugli Scali D’Azeglio. Ma ero troppo stanco per tornare indietro. Così scesi dalla canoa e me la caricai sulle spalle, ero in costume, camminavo per piazza Cavour, dovevo raggiungere il garage di un amico. Passò un omino e mi disse: “Oh giovane, il mare è di là eh». Bobo ironico, comico nei filmati che posta sui social imitando altri cantanti famosi, più crepuscolare come nel nuovo disco “Anime storte” che uscirà a ottobre.
Bobo Day quindi ieri e per salutarlo passano in tanti a Caffè Tirreno. Per esempio Max Greggio. Lui è uno di quei livornesi che invece se ne è andato. Da oltre 30 è autore di “Striscia la notizia”, autore storico. Ma continua a lavorare per il Vernacoliere «e in cantiere c’è un bel progetto». In vacanza nella sua Livorno non poteva mancare alla festa di Ovosodo e infatti è arrivato con tutta la famiglia. Al caffè e su battello c’è anche l’attore Carlo Neri. Di Ovosodo ha il ricordo di un provino: «Dovevo fare il babbo ma non mi presero». Silvana Cocorullo, della cooperativa Itinera, è anche attrice e ha un piccolo ruolo nell’ultimo film di Francesco Bruni “Tutto quelo che vuoi”. «Rivedere Ovosodo e partecipare a questa festa della città è davvero una bella emozione – racconta – belle giornate e questa con Bobo protagonista sarà certamente una delle migliori».
Cristiana Grasso
Bobo ha anche partecipato a “Caffè Tirreno. . e non solo” raccontando ai nostri giornalisti emozioni e ricordi legati al film, al suo rapporto con Paolo Virzì, alla sua livornesità.
«Questo film che Paolo ha voluto realizzare su di me – dice – è un omaggio di cui sono fiero. E ruota attorno al solito dilemma, perché io, come del resto altri non siamo andati via da Livorno, non abbiamo sfruttato il nostro talento per sfondare oltre la provincia...». Già, perché? «Forse nessuno mi ha mai chiamato a volte dico io. Ma sotto sotto non è vero. Il fatto è che a Livorno sto bene, non ho mai avuto davvero voglia di muovermi». Radici livornesi e Bobo le conferma quando Caffè Tirreno si sposta sul battello e lui racconta della rivalità di ragazzini tra Pontino e Venezia, le bandiere bruciate «quel girellare di quartiere in quartiere che allora i ragazzini potevano fare, poco traffico e pochi svaghi». Quando si passa vicino a piazza Cavour si ricorda un altro aneddoto: «Mi ero fissato di fare sport, presi la canoa ai Nettuno e arrivai qui sugli Scali D’Azeglio. Ma ero troppo stanco per tornare indietro. Così scesi dalla canoa e me la caricai sulle spalle, ero in costume, camminavo per piazza Cavour, dovevo raggiungere il garage di un amico. Passò un omino e mi disse: “Oh giovane, il mare è di là eh». Bobo ironico, comico nei filmati che posta sui social imitando altri cantanti famosi, più crepuscolare come nel nuovo disco “Anime storte” che uscirà a ottobre.
Bobo Day quindi ieri e per salutarlo passano in tanti a Caffè Tirreno. Per esempio Max Greggio. Lui è uno di quei livornesi che invece se ne è andato. Da oltre 30 è autore di “Striscia la notizia”, autore storico. Ma continua a lavorare per il Vernacoliere «e in cantiere c’è un bel progetto». In vacanza nella sua Livorno non poteva mancare alla festa di Ovosodo e infatti è arrivato con tutta la famiglia. Al caffè e su battello c’è anche l’attore Carlo Neri. Di Ovosodo ha il ricordo di un provino: «Dovevo fare il babbo ma non mi presero». Silvana Cocorullo, della cooperativa Itinera, è anche attrice e ha un piccolo ruolo nell’ultimo film di Francesco Bruni “Tutto quelo che vuoi”. «Rivedere Ovosodo e partecipare a questa festa della città è davvero una bella emozione – racconta – belle giornate e questa con Bobo protagonista sarà certamente una delle migliori».
Cristiana Grasso
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
