Il Tirreno

Livorno

CARLO PEPI 

LE FALSE TESTE NASCONDONO IL VERO AMEDEO

LIVORNO. Ieri era il compleanno di Amedeo Modigliani, uno degli artisti più conosciuti al mondo, uno tra i livornesi più illustri, e al quale la città per l’occasione ha dedicato una serie di eventi...

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LIVORNO. Ieri era il compleanno di Amedeo Modigliani, uno degli artisti più conosciuti al mondo, uno tra i livornesi più illustri, e al quale la città per l’occasione ha dedicato una serie di eventi e iniziative. Ma per Carlo Pepi, il compleanno di Modì andrebbe festeggiato tutto l’anno, cancellando l’immagine che si è costruita negli anni a Livorno sulle false teste. «É una mia fissazione - attacca il critico d’arte, grande conoscitore dell’opera di Modigliani - ma bisogna smettere di parlare di falsi, e far sì invece che Livorno cominci a fare qualcosa di positivo per la figura di un artista delle dimensioni di Modigliani: è veramente l’ora di cambiare direzione. Intanto le istituzioni dovrebbero essere le prime ad aiutare, per cambiare del tutto questa visione».

Per Pepi si deve chiudere definitivamente con la storia delle false teste e sgombrare il campo dai falsi (fu proprio lui a sollevare dubbi sull’autenticità di alcune opere esposte a Genova). «Bisogna sgombrare il campo dai falsari - aggiunge - e dalla storia delle false teste per cominciare a mettere in luce quello per cui Modigliani è diventato famoso e conosciuto in tutto il mondo: queste cose finiscono invece per squalificarlo». Per il critico si tratta di una specie di figura impropria: «E’ stato costruito un Modigliani parallelo che getta un’ombra sulla luce dell’artista attraverso opere di bassa lega che non hanno niente a che vedere con l’opera eccelsa di questo grande artista». Per cominciare questa rivoluzione, Pepi lancia l’idea di ripartire dalla storia della pittura livornese, ristabilendo l’importanza dei macchiaioli, magari riscoprendo la figura del grande Fattori, che influenzò il giovane Modigliani. «Bisogna far conoscere le avanguardie livornesi, riscoprire il valore dei grandi maestri macchiaioli della scuola fattoriana, che sono più innovativi degli impressionisti e che non possono continuare a passare come artisti secondari. Questa grande scuola deve essere riportata all’attenzione mondiale, bisognerebbe far sbarcare croceristi solo per far conoscere i grandi pittori livornesi e qui innestare un’ eventuale mostra su Modigliani».

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