Italia
Il fronte delle imprese: vedetevi e chiaritevi
Paoletti (Confindustria): «Grande preoccupazione, non possiamo lasciar affondare questo progetto»
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LIVORNO. Si scopre l’acqua calda a dire che questo clima polare fra Regione e ministero possono rappresentare un pericolo per la concretizzazione della Darsena Europa.
Basta un giro di telefonate a esponenti della comunità portuale per accorgersi che dagli operatori arriva una richiesta corale: serve un incontro chiarificatore fra governatore e ministro per togliere dalla strada le incomprensioni e spianare il cammino al progetto della maxi-Darsena (che «non ha certo bisogno di intoppi e ostacoli aggiuntivi», dice uno degli imprenditori interpellati).
«Abbiamo una preoccupazione enorme per qualsiasi ombra, per qualsiasi nuvola possa aleggiare su questo progetto così indispensabile». Umberto Paoletti, direttore della Confindustria livornese, si fa portavoce dei timori del fronte del porto visto con gli occhi degli imprenditori: «La Darsena Europa è e resta per le imprese livornesi l’obiettivo irrinunciabile per il futuro della nostra portualità, intesa per Livorno ma anche per Piombino. Non possiamo lasciare che affondi per litigi».
La preoccupazione – avverte – è accresciuta dal fatto che «ogni variazione del progetto richiede ulteriore tempo: ogni cosa che si tocca comporta un allungamento della tempistica». Poi aggiunge: «Vorrei ricordare che porta la data dell’8 maggio di due anni fa l’accordo di programma per Livorno, non possiamo perdere altro tempo». E, riferendosi al nuovo braccio di ferro politico, rincara: «L’auspicio è che non vi siano conflitti politici in grado di far tardare ancora questo progetto: vogliamo capirlo che c’è bisogno non di rallentare bensì di velocizzare?».
Nel frattempo, non c’è solo qualcosa che cambia nei rapporti fra Firenze e Roma. Proprio in questi giorni è cambiato anche il vertice di quel superbraccio operativo che è la “struttura tecnica di missione” del ministero (al centro di un furibondo scontro all’interno del governo un paio di anni fa ai tempi di Lupi): il prof. Ennio Cascetta lascia e viene sostituito dal prof. Giuseppe Catalano.(m.z.)
Basta un giro di telefonate a esponenti della comunità portuale per accorgersi che dagli operatori arriva una richiesta corale: serve un incontro chiarificatore fra governatore e ministro per togliere dalla strada le incomprensioni e spianare il cammino al progetto della maxi-Darsena (che «non ha certo bisogno di intoppi e ostacoli aggiuntivi», dice uno degli imprenditori interpellati).
«Abbiamo una preoccupazione enorme per qualsiasi ombra, per qualsiasi nuvola possa aleggiare su questo progetto così indispensabile». Umberto Paoletti, direttore della Confindustria livornese, si fa portavoce dei timori del fronte del porto visto con gli occhi degli imprenditori: «La Darsena Europa è e resta per le imprese livornesi l’obiettivo irrinunciabile per il futuro della nostra portualità, intesa per Livorno ma anche per Piombino. Non possiamo lasciare che affondi per litigi».
La preoccupazione – avverte – è accresciuta dal fatto che «ogni variazione del progetto richiede ulteriore tempo: ogni cosa che si tocca comporta un allungamento della tempistica». Poi aggiunge: «Vorrei ricordare che porta la data dell’8 maggio di due anni fa l’accordo di programma per Livorno, non possiamo perdere altro tempo». E, riferendosi al nuovo braccio di ferro politico, rincara: «L’auspicio è che non vi siano conflitti politici in grado di far tardare ancora questo progetto: vogliamo capirlo che c’è bisogno non di rallentare bensì di velocizzare?».
Nel frattempo, non c’è solo qualcosa che cambia nei rapporti fra Firenze e Roma. Proprio in questi giorni è cambiato anche il vertice di quel superbraccio operativo che è la “struttura tecnica di missione” del ministero (al centro di un furibondo scontro all’interno del governo un paio di anni fa ai tempi di Lupi): il prof. Ennio Cascetta lascia e viene sostituito dal prof. Giuseppe Catalano.(m.z.)
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