Il Tirreno

Livorno

Quasi 300mila persone all’anno: l’equipaggio delle navi ora fa gola 

di Alfredo Faetti
Quasi 300mila persone all’anno: l’equipaggio delle navi ora fa gola 

Uno studio dell’Autorità Portuale valuta l’impatto in città dei dipendenti delle compagnie di crociera Il 50 per cento di loro scende a terra durante lo scalo, tra ristoranti e telefonia. «Va creato un target»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. C’è una fetta di mercato che in pochi hanno assaggiato davvero. O almeno, ne hanno approfittato fino ad oggi ma senza conoscere in modo approfondito la ricetta: invece potrebbe essere cucinata in modo molto più appetitoso. Parliamo degli equipaggi delle crociere: una mole importante di persone che ogni anno fa tappa a Livorno per qualche ora, magari solo per assaggiare la cucina labronica o prendere il gelato, cercare un accessorio per il cellulare o acquistare una camicia o un paio di scarpe. Piccole spese, è vero, ma se moltiplicate per centinaia di migliaia di presenze annue diventano una fetta di guadagni che non ha senso ignorare. È questo il focus di uno studio che sta portando avanti l’Autorità Portuale labronica, cercando di creare le migliori condizioni per accogliere gli equipaggi.

Ad accennare che è in corso una valutazione su quanti siano i membri dell’equipaggio che fanno tappa in città e il loro impatto in termini economici è Barbara Bonciani dell’ufficio Studi dell’Autorità Portuale, intervenuta ieri mattina nella sala della Fortezza Vecchia dove si è svolto il convegno di presentazione del progetto Smartic. «Abbiamo avviato uno studio sull’impatto economico degli equipaggi delle crociere sulla scia di quanto già fatto altre città di porto italiane», spiega la responsabile dell’ufficio Studi. Il lavoro che viene portato avanti nella sede dell’Autorità Portula consiste in buona sostanza nel valutare a quanto ammontano queste presenze passeggere, in che modo trascorrono le poche ore di permanenza a Livorno e come spendono i loro soldi, se decidono di spenderli. «Il nostro studio vuole mettere in evidenza come gli equipaggi spendano nella città nel momento in cui vi transitano, cercando di capire se le loro spese sono rilevanti», continua. Il lavoro di ricerca e comparazione dovrebbe concludersi entro ottobre, stando ai programmi, ma è già possibile snocciolare qualche numero che dà ben l’idea di come questo possa essere un bacino di potenziali clienti per diverse attività.

Un dato su tutti: nel 2015 i membri dei vari equipaggi attraccati a Livorno sono stati circa 277mila. Quasi trecentomila persone che hanno trascorso qualche ora da buttar via in città, mentre i croceristi si godevano il proprio tour, pronti a pranzare in qualche ristorante e a concedersi delle piccole commissioni. «È un numero alto», fa notare Bonciani, facendo intendere che l’impatto non è affatto da snobbare. «Abbiamo stabilito che il 50% degli equipaggi scende a terra quando fa tappa a Livorno», continua la responsabile dell’ufficio studi.

Ma scende a terra in cerca di che cosa? «Spendono nei bar, nei ristoranti dove si fermano a pranzo e magari nei negozi di abbigliamento, ma soprattutto nei negozi di telefonia mobile e di internet, perché stando per lunghi periodi in nave hanno sempre bisogno di restare in contatto con la propria famiglia», continua Bonciani. Allora vale la pena azzardare un calcolo forfettario. Mediamente una nave da crociera ha circa mille membri dell’equipaggio a bordo e per questo luglio ad ora sono previsti quarantadue scali nel porto livornese: se come dice lo studio il 50 per cento (ossia cinquecento) membri scenderanno a terra, significa che nei prossimi trenta giorni ci saranno ventunomila persone con qualche ora vuota a disposizione per le vie del centro. Numeri considerevoli, che richiama l’ultimo report stilato da Porto 2000 (risalente alla fine del 2012), secondo cui la spesa media dei membri dell’equipaggio a terra è di circa 28 euro. Concludendo così il nostro conto forfettario, parliamo di circa 50mila euro pronte da essere spese nel corso dei prossimi mesi a Livorno.

Una fetta golosa, appunto, che forse non conta per un intero pasto ma che comunque tampona la fame. «Lo studio che stiamo portando avanti vuole andare a capire come facilitare l’attività di spesa di queste persone», riprende Bonciani, che renderà noti gli esiti di questo lavoro il prossimo autunno. «Stando ai dati in nostro possesso, se da una parte il 70 per cento turisti non appena sbarcata lascia la città per altre destinazioni Pisa, Firenze e simili ndr), la metà dell’equipaggio resta a Livorno, trascorrendo dalle due alle quattro ore in città e qui fanno le proprie spese: il nostro intento quindi è quello di fornire una città accessibile per questo target di visitatore e studiare le opportunità che si vengono a creare per le varie attività». Puntare non solo ai croceristi ma anche agli equipaggi insomma, perché se i primi rappresentano buona parte della torta, i secondi rimangono comunque una fetta golosa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana