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Livorno

Il Palio ottantenne ora sogna le barche nuove 

Il Palio ottantenne ora sogna le barche nuove 

Parla Quercioli: «La sfida è averle nel 2018 Intanto creiamo attrazioni intorno alla gara»

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LIVORNO. Il Palio ottantenne ora sogna le barche nuove. Non le sogna, le chiede. Chiede di girare la boa. Perché i bellissimi gozzi di legno che portano i colori dei rioni – belli, ma pur sempre vecchi di quarant’anni – costano caro in termini di manutenzione. E soprattutto quest’anno hanno fatto nascere più polemiche che sorrisi, a cominciare da quella sull’altezza dei seggiolini, che dopo la Risi’atori ha scatenato venti di squalifiche e querele. Ecco perché salutata l’edizione numero ottanta, che si accenderà stasera davanti allo scacchiere della Terrazza Mascagni, il comitato organizzatore comincerà a lavorare senza sosta perché nel 2018 la gara si faccia con otto nuove barche in vetroresina.

La scommessa non è facile, ma il presidente del Palio marinaro, Maurizio Quercioli, non intende gettare la spugna. «Sono favorevole a un’iniziativa forte come comitato organizzatore del Palio ma anche come manutentore dei gozzi. Se ci sono tutte le storie che hanno caratterizzato questo anno...». «L’obiettivo – ripete – è fare le barche nuove, a prova di scoglio, per il 2018. Quest’anno ho cercato di risparmiare il più possibile proprio per questo».

Ma intanto a scaldare è l’edizione numero ottanta che stasera scriverà la storia. I gozzi a dieci remi si sistemeranno alle otto boe di partenza alle 20. Poco prima (alle 19 e alle 19.30) partiranno le sfide femminili e under 18.

«Sembra che il tempo ci abbia messo alla prova per farci il battesimo...», sorride Quercioli, che insieme ai volontari del remo è alle prese da giorni con il maltempo e l’allestimento – non facile, viste le condizioni meteo – del campo di regata.

Per la prima volta non ci sarà Gino “Falanga” De Martino a dare una mano. «Abbiamo deciso di dare una targa ricordo ai figli – fa sapere Quercioli –. Il primo pensiero va a lui, sarà il primo Palio dopo decine senza di lui». Falanga era il patron della cantina piena di pezzi di storia sugli scali d’Azeglio: «Valuteremo con il figlio, l’idea è di farne un museo del Palio...».

Dopo la decisione di spostare il Palio alle 20, sperimentata nel 2016, quest’anno la squadra di Quercioli ha introdotto un’altra novità: venerdì si è aperto il Villaggio del Palio alla Terrazza, in collaborazione con Acquario e Surfer Joe. «È la prima volta che organizziamo una tre giorni di attesa della gara, la domenica in futuro vorrei trasformarla in un terzo tempo». La ratio, guardando al pubblico, qual è? «La chiave è creare un contesto generale, che non sia solo la gara, ma anche tutto quello che ci sta intorno. Lo dimostra anche la Barontini: ha avuto un ottimo pubblico grazie anche al fatto che, insieme alla gara, c’era un contesto attrattivo...». Ora occhi sul mare. E sulle boe.

(j.g.)

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