Italia
Povera passeggiata piena di buche
Il tratto che va dalla Bellana alle prime baracchine è proprio messo male ma il progetto di Aurigi non decolla
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LIVORNO. Nemmeno fosse una strada di campagna, la passeggiata del bel lungomare di Livorno finisce, anzi comincia, nel nulla, ormai da anni. Senza che ci siano segnali per contenere una situazione che dalla perenne sensazione di “non finito” ormai è scivolata mani e piedi nel degrado.
Stiamo parlando di quel tratto che versa incredibilmente in stato di pseudo abbandono - sembra oggettivamente terra di nessuno - che va dalla Bellana (dal muro del Cantiere Benetti) fino alla prima piazzetta con le baracchine della passeggiata a mare. E allo stato attuale non solo non pare che ci sia un progetto dell’amministrazione per il completamento della pavimentazione (e men che mai degli arredi voluti una quindicina di anni fa dall’allora sindaco Gianfranco Lamberti), nemmeno quello per provvedere ad un rattoppo che, tralasciando il decoro, sarebbe oltremodo necessario per motivi di sicurezza. Appena si interrompe la pavimentazione di epoca “lambertiana”, infatti, comincia un tratto di asfalto e cemento disconnesso e pieno di buche che finisce per sfociare, anzi dissolversi, in una radura di terra battuta, pietraglia mista e brecciolino bianco che immette nell’area verde che rasenta il cantiere Benetti fatta di erbacce, tamerici sbarbate e aiuole lasciate a se stesse.
Soltanto il piccolo marciapiede, come un baluardo isolato, prosegue idealmente quello che dovrebbe essere il completamento ideale del comparto. Tra buche e buchette fa capolino Milvio che passeggia con il suo cagnolino al guinzaglio, sessantanovenne residente da almeno vent’anni in uno dei palazzi che si affacciano sullo scempio. «Che vuole che le dica? Risponde prontamente con una domanda. La passeggiata lasciata così a metà non è bella. Alessandro Cosimi mise qualche tamerice, poi è finita così».
Nel frattempo le biciclette fanno lo slalom tra i pedoni sollevando un sottile polverone. «Poi vede le bici che sono inframezzate a chi passeggia a piedi? Ci vorrebbe più cura - prosegue sconsolato - non c’è una panchina apposto. Colpa anche di noi livornesi, ma insomma...». Per questo tratto - almeno da quanto è dato sapere - non ci sono indirizzi di ripristino né di messa in sicurezza da parte dell’attuale amministrazione anche perché poi su quel comparto il M5s ha rispolverato a più riprese in commissione consiliare la possibile realizzazione del porticciolo della Bellana.
Non vanno meglio le cose se si sbuca nel posteggio confusionario della Bellana, che diventa un percorso obbligato per tutti quelli che rientrano verso la città provenendo dall’acquario. Lì le buche raggiungono la dimensione di crateri lunari (avventurarsi da quelle parti in scooter come fanno in molti è un azzardo) mentre l’asfalto si sgretola in più punti. È vero che quest’ultima è un’area di confine in cui si prevede il completamento del fosso e la futura realizzazione di una piazzetta sul mare a carico dell’Autorità portuale, ma ormai sono anni che è in queste condizioni.
In realtà un progetto che riguarda il lungomare, (però soltanto la parte del controviale e la sua pedonalizzazione fino all’acquario) l’amministrazione l’ha inserito un anno fa in agenda, partecipando al famoso bando sulle periferie per un finanziamento richiesto di 18 milioni di euro complessivi.
Il problema è che ci siamo classificati al settantacinquesimo posto, tra le proposte presentate, e per ora sono stati finanziati soltanto i primi 24 progetti. Sembra comunque che dal ministero - come dicono dagli uffici comunali - l’intenzione sia quella di arrivare a finanziare tutti e 120 i progetti ammessi, ma non si sa quando. Nel progetto presentato al ministero si prevede la ristrutturazione del controviale con la conseguente eliminazione del parcheggio fino in pratica alla Terrazza.
Questo progetto, che fa capo all’assessorato guidato da Alessandro Aurigi ed è stato approvato dalla giunta il 29 agosto dello scorso anno, «immagina - si legge nella scheda - il controviale Italia, nel tratto compreso tra largo Bellavista (escluso) e la piazzetta dell’Acquario, come uno spazio unitario affacciato sullo specchio acqueo della Bellana e fortemente integrato con i giardini di viale Italia».
E’ previsto dunque «l’allontanamento delle auto – recita ancora la scheda che è stata pubblicata sulla pagina del Comune dedicata al tema - e la restituzione a pedoni e biciclette dell’intero spazio stradale, che diverrà luogo di incontro e di soggiorno per abitanti e turisti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Stiamo parlando di quel tratto che versa incredibilmente in stato di pseudo abbandono - sembra oggettivamente terra di nessuno - che va dalla Bellana (dal muro del Cantiere Benetti) fino alla prima piazzetta con le baracchine della passeggiata a mare. E allo stato attuale non solo non pare che ci sia un progetto dell’amministrazione per il completamento della pavimentazione (e men che mai degli arredi voluti una quindicina di anni fa dall’allora sindaco Gianfranco Lamberti), nemmeno quello per provvedere ad un rattoppo che, tralasciando il decoro, sarebbe oltremodo necessario per motivi di sicurezza. Appena si interrompe la pavimentazione di epoca “lambertiana”, infatti, comincia un tratto di asfalto e cemento disconnesso e pieno di buche che finisce per sfociare, anzi dissolversi, in una radura di terra battuta, pietraglia mista e brecciolino bianco che immette nell’area verde che rasenta il cantiere Benetti fatta di erbacce, tamerici sbarbate e aiuole lasciate a se stesse.
Soltanto il piccolo marciapiede, come un baluardo isolato, prosegue idealmente quello che dovrebbe essere il completamento ideale del comparto. Tra buche e buchette fa capolino Milvio che passeggia con il suo cagnolino al guinzaglio, sessantanovenne residente da almeno vent’anni in uno dei palazzi che si affacciano sullo scempio. «Che vuole che le dica? Risponde prontamente con una domanda. La passeggiata lasciata così a metà non è bella. Alessandro Cosimi mise qualche tamerice, poi è finita così».
Nel frattempo le biciclette fanno lo slalom tra i pedoni sollevando un sottile polverone. «Poi vede le bici che sono inframezzate a chi passeggia a piedi? Ci vorrebbe più cura - prosegue sconsolato - non c’è una panchina apposto. Colpa anche di noi livornesi, ma insomma...». Per questo tratto - almeno da quanto è dato sapere - non ci sono indirizzi di ripristino né di messa in sicurezza da parte dell’attuale amministrazione anche perché poi su quel comparto il M5s ha rispolverato a più riprese in commissione consiliare la possibile realizzazione del porticciolo della Bellana.
Non vanno meglio le cose se si sbuca nel posteggio confusionario della Bellana, che diventa un percorso obbligato per tutti quelli che rientrano verso la città provenendo dall’acquario. Lì le buche raggiungono la dimensione di crateri lunari (avventurarsi da quelle parti in scooter come fanno in molti è un azzardo) mentre l’asfalto si sgretola in più punti. È vero che quest’ultima è un’area di confine in cui si prevede il completamento del fosso e la futura realizzazione di una piazzetta sul mare a carico dell’Autorità portuale, ma ormai sono anni che è in queste condizioni.
In realtà un progetto che riguarda il lungomare, (però soltanto la parte del controviale e la sua pedonalizzazione fino all’acquario) l’amministrazione l’ha inserito un anno fa in agenda, partecipando al famoso bando sulle periferie per un finanziamento richiesto di 18 milioni di euro complessivi.
Il problema è che ci siamo classificati al settantacinquesimo posto, tra le proposte presentate, e per ora sono stati finanziati soltanto i primi 24 progetti. Sembra comunque che dal ministero - come dicono dagli uffici comunali - l’intenzione sia quella di arrivare a finanziare tutti e 120 i progetti ammessi, ma non si sa quando. Nel progetto presentato al ministero si prevede la ristrutturazione del controviale con la conseguente eliminazione del parcheggio fino in pratica alla Terrazza.
Questo progetto, che fa capo all’assessorato guidato da Alessandro Aurigi ed è stato approvato dalla giunta il 29 agosto dello scorso anno, «immagina - si legge nella scheda - il controviale Italia, nel tratto compreso tra largo Bellavista (escluso) e la piazzetta dell’Acquario, come uno spazio unitario affacciato sullo specchio acqueo della Bellana e fortemente integrato con i giardini di viale Italia».
E’ previsto dunque «l’allontanamento delle auto – recita ancora la scheda che è stata pubblicata sulla pagina del Comune dedicata al tema - e la restituzione a pedoni e biciclette dell’intero spazio stradale, che diverrà luogo di incontro e di soggiorno per abitanti e turisti».
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