Italia
La sua casa? In un anno solo 1500 visite
È meta di molte scolaresche italiane, ma non di quelle livornesi. Per arrivarci sono poche le informazioni rivolte ai turisti
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LIVORNO. Ad Arles, piccolo paese della bassa Provenza, Vincent van Gogh ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, tra i paesaggi poi immortalati su tela e la follia che lo ha portato a tagliarsi via un orecchio. Oggi, in questo borgo francese, non c’è una sola opera del genio olandese, però le viuzze, i fondi e le strade sono ideate per stimolare l’interesse del visitatore, riportandolo nei suoi luoghi. E ce sono molti i visitatori incuriositi che ogni anno fanno tappa ad Arles. E Livorno con il suo Modì? Che in città non ci siano originali dell’artista di via Roma (se non tre giovanili) è cosa nota, ma è sfruttata in qualche modo la sua memoria? Il Tirreno ha cercato di scoprirlo, vestendo i panni di un turista occasionale che capita a Livorno per un giorno con l’intenzione di ripercorrere le orme del giovane Amedeo Modigliani.
Digitando su Google “tour Modigliani Livorno” salta subito fuori il portale del Comune con un’offerta: 30 euro con partenza alle 10.30 al mercato centrale (dove l’artista aveva uno studio) con tanto di degustazione di “5 e 5” e “roschette” ebraiche, visita alla Casa Natale e infine il giro in battello dei Fossi, così da respirare anche la suggestione di Livorno. «Durante tutto l’anno» c’è scritto sul portale del Comune, ma alle 10.30 nell’Ufficio Informazioni Turistiche (ritrovo per la partenza) non c’è nessuno se non gli operatori, che restano spiazzati di fronte alla richiesta di poter usufruire dell’offerta. «Serve la prenotazione», spiegano, scusandosi per l’imprecisione sul sito web. L’operatrice è disponibile e prova a rimediare: fa due telefonate, parla con le guide storiche ma niente, il tour non s’ha da fare.
L’unica alternativa per l’appassionato è quella di saltare le tappe intermedie e dirigersi per conto proprio alla Casa Natale. Ma una volta arrivati in via Roma (lunga un chilometro e mezzo), non è semplice capire quale sia l’entrata. Non c’è un cartello né un’indicazione, quindi serve scandire i numeri civici fino ad arrivare al 38, dove la vecchia lapide commemorativa all’altezza del secondo piano e un poster malandato in bianco e nero vicino all’ingresso sono gli unici indizi per capire che sì, è il portone giusto. Sul citofono l’etichetta «archivi Modigliani» al quale risponde Gilda Vigoni, responsabile e guida della struttura. Ingresso: 5 euro. La struttura è privata, quindi va avanti con i soli soldi degli incassi, che certo non sono stellari. Nel 2016, sono stati appena 1.500. «Ci sono stranieri che, venendo a visitare le città d’arte toscane, fanno tappa a Livorno solo per venire qui», dice la guida. Poi ci sono le scolaresche, da Milano a Roma, a cui vengono proposti anche piccoli laboratori artistici. «Vengono da tutta Italia, mai da Livorno», continua Vigoni.
L’intera palazzina apparteneva alla famiglia Modigliani, mentre oggi la Casa Natale è limitata all’appartamento al secondo piano, suddivisa in cinque stanze dove solo i pavimenti sono gli stessi dell’epoca. L’arredamento è rivisto benché ricordi la fine dell’Ottocento, mentre le opere e le fotografie al muro sono ovviamente delle riproduzioni. L’allestimento è messo in piedi alla meglio: capita di intravedere fili dell’Adsl che corrono scoperti lungo i muri o delle sedie in legno ammucchiate dietro una stampa, mentre il biglietto d’ingresso viene staccato vicino al lavabo in cucina. Ma nel complesso l’ambiente è confortevole e stimolante per gli appassionati, che possono immergersi a basso costo nella vita livornese dell’artista. L’infanzia, la tubercolosi, la fuga a Venezia e il ritorno dopo il daspo: la storia di Modì è ben raccolta alle pareti. C’è anche una foto insieme a Giovanni Fattori, che fu suo maestro. «I turisti non hanno idea di chi sia Fattori, così gli consiglio di andare a visitare il museo per completare il loro giro artistico in città», spiega Vigoni. Queste stanze, tra le riproduzioni di nudi e teste, sono un ottimo termometro per misurare il gradimento dei turisti nei confronti di Livorno. «Una signora inglese era scioccata per lo sporco che aveva trovato in giro», dice per fare un esempio la guida. Ma chi arriva per Modigliani, stando anche alle recensioni su internet, non rimane deluso. «Noi cerchiamo di andare incontro ai turisti - continua Vignali - Una coppia canadese è andata in estasi quando gli abbiamo proposto una degustazione di assenzio: berlo in casa di Modì è stato un sogno per loro». La responsabile ha anche allestito un piccolo tavolo affacciata sul giardino dove offrirà bevande ai visitatori.
Finito il tour tra le cinque stanze della Casa Natale, poi, la Livorno di Modì è terminata. Certo, ci sono depliant in cui si suggeriscono gli itinerari nei suoi luoghi, come il mercato o la sinagoga, ma riferimenti espliciti del pittore non ci sono. Neanche al Caffè Bardi, lo storico ritrovo degli artisti livornesi, dove Amedeo gettava al vento interi pomeriggi. La targa sopra l’ingresso ricorda il Gruppo Labronico, ma non lui. Come se Modigliani non fosse mai esistito. (al.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Digitando su Google “tour Modigliani Livorno” salta subito fuori il portale del Comune con un’offerta: 30 euro con partenza alle 10.30 al mercato centrale (dove l’artista aveva uno studio) con tanto di degustazione di “5 e 5” e “roschette” ebraiche, visita alla Casa Natale e infine il giro in battello dei Fossi, così da respirare anche la suggestione di Livorno. «Durante tutto l’anno» c’è scritto sul portale del Comune, ma alle 10.30 nell’Ufficio Informazioni Turistiche (ritrovo per la partenza) non c’è nessuno se non gli operatori, che restano spiazzati di fronte alla richiesta di poter usufruire dell’offerta. «Serve la prenotazione», spiegano, scusandosi per l’imprecisione sul sito web. L’operatrice è disponibile e prova a rimediare: fa due telefonate, parla con le guide storiche ma niente, il tour non s’ha da fare.
L’unica alternativa per l’appassionato è quella di saltare le tappe intermedie e dirigersi per conto proprio alla Casa Natale. Ma una volta arrivati in via Roma (lunga un chilometro e mezzo), non è semplice capire quale sia l’entrata. Non c’è un cartello né un’indicazione, quindi serve scandire i numeri civici fino ad arrivare al 38, dove la vecchia lapide commemorativa all’altezza del secondo piano e un poster malandato in bianco e nero vicino all’ingresso sono gli unici indizi per capire che sì, è il portone giusto. Sul citofono l’etichetta «archivi Modigliani» al quale risponde Gilda Vigoni, responsabile e guida della struttura. Ingresso: 5 euro. La struttura è privata, quindi va avanti con i soli soldi degli incassi, che certo non sono stellari. Nel 2016, sono stati appena 1.500. «Ci sono stranieri che, venendo a visitare le città d’arte toscane, fanno tappa a Livorno solo per venire qui», dice la guida. Poi ci sono le scolaresche, da Milano a Roma, a cui vengono proposti anche piccoli laboratori artistici. «Vengono da tutta Italia, mai da Livorno», continua Vigoni.
L’intera palazzina apparteneva alla famiglia Modigliani, mentre oggi la Casa Natale è limitata all’appartamento al secondo piano, suddivisa in cinque stanze dove solo i pavimenti sono gli stessi dell’epoca. L’arredamento è rivisto benché ricordi la fine dell’Ottocento, mentre le opere e le fotografie al muro sono ovviamente delle riproduzioni. L’allestimento è messo in piedi alla meglio: capita di intravedere fili dell’Adsl che corrono scoperti lungo i muri o delle sedie in legno ammucchiate dietro una stampa, mentre il biglietto d’ingresso viene staccato vicino al lavabo in cucina. Ma nel complesso l’ambiente è confortevole e stimolante per gli appassionati, che possono immergersi a basso costo nella vita livornese dell’artista. L’infanzia, la tubercolosi, la fuga a Venezia e il ritorno dopo il daspo: la storia di Modì è ben raccolta alle pareti. C’è anche una foto insieme a Giovanni Fattori, che fu suo maestro. «I turisti non hanno idea di chi sia Fattori, così gli consiglio di andare a visitare il museo per completare il loro giro artistico in città», spiega Vigoni. Queste stanze, tra le riproduzioni di nudi e teste, sono un ottimo termometro per misurare il gradimento dei turisti nei confronti di Livorno. «Una signora inglese era scioccata per lo sporco che aveva trovato in giro», dice per fare un esempio la guida. Ma chi arriva per Modigliani, stando anche alle recensioni su internet, non rimane deluso. «Noi cerchiamo di andare incontro ai turisti - continua Vignali - Una coppia canadese è andata in estasi quando gli abbiamo proposto una degustazione di assenzio: berlo in casa di Modì è stato un sogno per loro». La responsabile ha anche allestito un piccolo tavolo affacciata sul giardino dove offrirà bevande ai visitatori.
Finito il tour tra le cinque stanze della Casa Natale, poi, la Livorno di Modì è terminata. Certo, ci sono depliant in cui si suggeriscono gli itinerari nei suoi luoghi, come il mercato o la sinagoga, ma riferimenti espliciti del pittore non ci sono. Neanche al Caffè Bardi, lo storico ritrovo degli artisti livornesi, dove Amedeo gettava al vento interi pomeriggi. La targa sopra l’ingresso ricorda il Gruppo Labronico, ma non lui. Come se Modigliani non fosse mai esistito. (al.f.)
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