«Rilancio ok, ma di notte è terra di nessuno»
di Rosanna Harper
Il comitato di quartiere ha incontrato il sindaco nella chiesa di Sant’Andrea in una affollata assemblea pubblica
4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Un’assemblea partecipata, nella quale non sono mancati momenti di sfogo e di confronto sul tema della sicurezza che i residenti della zona Garibaldi reclamano a gran voce, lamentando continue situazioni di illegalità, spaccio di droga in primis. Il comitato di quartiere Sant'Andrea martedì sera ha organizzato negli spazi della chiesa di Sant'Andrea, una assemblea partecipata da numerosi cittadini, residenti e commercianti del quartiere, per parlare di sicurezza, anche rispetto all'ordinanza firmata dal sindaco Filippo Nogarin che stabilisce, in orario serale, il divieto di vendita di bevande alcoliche nel “comparto Garibaldi” e che ha portato, nei giorni scorsi, alla chiusura di un minimarket in via della Pina d'Oro. Presenti, all'assemblea, il sindaco Nogarin, la vicesindaca Stella Sorgente, l'assessora al commercio Paola Baldari. Ad aprire la discussione, don Edoardo Medori, parroco della chiesa di Sant'Andrea. «Vietare la vendita degli alcolici – spiega don Medori – costituisce un passo coraggioso da parte dell'amministrazione. Di questo ringraziamo il sindaco, anche se 5 giorni di chiusura non bastano. Siamo contrari alle persone che non rispettano la legge: non abbiamo niente contro nessuno, vorremmo vivere bene tutti insieme, in zona tuttavia sono riapparsi cartelli con la scritta “vendesi”, in molti hanno deciso di lasciare il quartiere, la presenza di residenti si è ridotta».. Alle parole del parroco, seguono quelle di Nogarin. «Cinque giorni – spiega il sindaco – non sono moltissimi, ma l'ordinanza rappresenta già un primo passo avanti. Stasera il questore mi ha riferito che è stata emessa una ulteriore ordinanza di chiusura nei confronti di un secondo minimarket e che, al vaglio, c'è l'analisi di ulteriori esercizi commerciali che hanno violato l'ordinanza». Nogarin parla del progetto “Sicurezza in Garibaldi”, di come il rilancio della piazza costituisca un “presidio” sul territorio. «Questa amministrazione – aggiunge Nogarin – ha investito tantissimo nel rilancio di piazza Garibaldi: credo che attività come queste rappresentino un presidio del territorio, la piazza, grazie alla circolazione di persone, sta cambiando faccia». Il sindaco ha riferito che, a partire dalla fine di giugno (inizio luglio), dovrebbero partire i lavori che, per un mese, in piazza Garibaldi, dovrebbero portare alla realizzazione di due parchi gioco e un palco: la piazza, spiega il sindaco, verrà inoltre interdetta alle automobili, grazie alla realizzazione di barriere. «Piazza Garibaldi – continua Nogarin – è una piazza difficile, la questura e la prefettura stanno facendo un lavoro importante: ho convocato, tramite la prefettura, un nuovo tavolo aperto alla cittadinanza: quando avrò la data estenderò l'invito ai rappresentanti dei cittadini». Scettico, invece, riguardo un nuovo incontro in prefettura don Medori. «Una cosa limitata – spiega il parroco.Cosa andiamo a fare, a ribadire ciò che chiediamo da sempre? - domanda. Chiedo una cosa alla prefettura: vedere, prevedere e agire». E riguardo il progetto “Sicurezza in Garibaldi”, aggiunge: «Il presidio – spiega – è necessario, ma dopo le 21 la zona è morta. Le baracchine resteranno aperte per un solo mese, dopo che cosa succederà?». Sono i cittadini a prendere la parola. «Il quartiere – reclama il signor Francesco, che abita in piazza dei Mille – è stato svenduto al peggiore offerente tra spaccio di droga e prostituzione. Sono venti anni che viviamo in queste condizioni». «Il problema – spiega Maurizio Antonini, residente in via della Pina d'Oro – è soprattutto notturno. Dopo le 21, in piazza Garibaldi non ci sono controlli che, invece, sono più assidui in piazza della Repubblica». «Gli interventi della polizia non sono repentini – lamenta Paolo Cianchetti, residente in piazza Garibaldi. Ben vengono le attività, ma le baracchine costituiscono una copertura per lo spaccio». C'è chi, come Loris Rispoli, del circolo Arci #Iosono141 in via Terrazzini, guarda con favore la riapertura dei fondi in zona. Il sindaco invita i residenti a partecipare alla prossimo tavolo in prefettura, e lavorare congiuntamente, attraverso la collaborazione dei quartieri per arginare la microcriminalità. «Gli effetti dell'ordinanza del sindaco – chiude la vicesindaca – sono il risultato del lavoro della polizia municipale che riceve le segnalazioni dei cittadini, monitorando la situazione. Per il 2018, grazie a risorse del bilancio, 650 mila euro che provengono da sanzioni del codice della strada, amplieremo il sistema di videosorveglianza: nel 2017 con l'adeguamento delle vecchie telecamere e nel 2018 con 40 nuove telecamere di nuova tecnologia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
