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Barca affonda alla Meloria salvati tre amici pescatori
Erano a 7 miglia dal porto quando il loro Moby Dick ha iniziato a imbarcare acqua Tempestivi soccorsi della Guardia costiera e dei sommozzatori dei vigili del fuoco
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LIVORNO. Erano usciti di prima mattina per godersi una giornata di pesca in mare aperto. Qualcosa però è andato storto: attorno alle 9 la loro barca, un Moby Dick T19 di sei metri, ha iniziato a prendere acqua. E a niente sono valsi i tentativi di tappare la falla e rientrare velocemente verso terra.
A circa sette miglia dal porto, poco a sud delle Secche della Meloria, il natante ha iniziato a colare a picco. Il primo a prestare soccorso è stato l’equipaggio di un’unità da diporto che si trovava in zona.
È da lì che è partito l’allarme al 1530, il numero verde della capitaneria: «Una barca sta affondando, a bordo ci sono tre uomini in pericolo, venite ad aiutarci».
I tre - amici livornesi, tra i 55 e i 60 anni - hanno trovato riparo proprio sull’unità che ha lanciato l’sos.
In pochi minuti interveniva la motovedetta classe 800 della guardia costiera dedicata alle emergenze, che procedeva al trasbordo dei naufraghi. I tre uomini si presentavano scossi ma in buone condizioni di salute. Della loro barca invece emergeva ormai solo una piccola porzione della prua.
Per tentare di recuperarla veniva richiesto l’intervento del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco, che giungevano sul posto con due unità di supporto. I subacquei riuscivano a riportare il Moby Dick in galleggiamento, utilizzando due grossi palloni di sollevamento applicati sulla parte poppiera. Poi agganciavano la barca e la rimorchiavano sino al porto, dove il mezzo veniva alato presso l’area in concessione all’Assonautica.
Durante le operazioni, un battello veloce della Guardia Costiera rimaneva costantemente in zona per avvisare natanti e pescherecci in transito, mentre i mercantili venivano informati direttamente dalla Sala Operativa.
Sulle cause del naufragio sta conducendo gli accertamenti del caso la Capitaneria di porto.
(g.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A circa sette miglia dal porto, poco a sud delle Secche della Meloria, il natante ha iniziato a colare a picco. Il primo a prestare soccorso è stato l’equipaggio di un’unità da diporto che si trovava in zona.
È da lì che è partito l’allarme al 1530, il numero verde della capitaneria: «Una barca sta affondando, a bordo ci sono tre uomini in pericolo, venite ad aiutarci».
I tre - amici livornesi, tra i 55 e i 60 anni - hanno trovato riparo proprio sull’unità che ha lanciato l’sos.
In pochi minuti interveniva la motovedetta classe 800 della guardia costiera dedicata alle emergenze, che procedeva al trasbordo dei naufraghi. I tre uomini si presentavano scossi ma in buone condizioni di salute. Della loro barca invece emergeva ormai solo una piccola porzione della prua.
Per tentare di recuperarla veniva richiesto l’intervento del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco, che giungevano sul posto con due unità di supporto. I subacquei riuscivano a riportare il Moby Dick in galleggiamento, utilizzando due grossi palloni di sollevamento applicati sulla parte poppiera. Poi agganciavano la barca e la rimorchiavano sino al porto, dove il mezzo veniva alato presso l’area in concessione all’Assonautica.
Durante le operazioni, un battello veloce della Guardia Costiera rimaneva costantemente in zona per avvisare natanti e pescherecci in transito, mentre i mercantili venivano informati direttamente dalla Sala Operativa.
Sulle cause del naufragio sta conducendo gli accertamenti del caso la Capitaneria di porto.
(g.c.)
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