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Livorno

Allarme per i bambini in auto, il produttore: «Valanga di ordini in un giorno»

Allarme per i bambini in auto, il produttore: «Valanga di ordini in un giorno»

Il produttore del dispositivo: «Dopo caso di Arezzo abbiamo ricevuto tantissime richieste"

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LIVORNO. «Sa quanti ordini ho dovuto spedire oggi? Almeno cento, di cui parecchi doppi o tripli. Tragedie come quella di Arezzo ci ricordano che tutti noi siamo in pericolo, in balia di una vita frenetica dove per dimenticarsi il bambino in auto basta un attimo».

Michele Servalli, 50 anni, mentre risponde alle domande del Tirreno non fa che alzare e abbassare la cornetta del telefono del suo ufficio, assalito dalle telefonate dei corrieri espresso che non riescono a ricevere tutti gli scatoloni. Servalli, bolognese, si è laureato in Architettura all’università di Firenze e quattro anni fa ha inventato Remmy, un dispositivo che segnala se ci siamo dimenticati il bebè a bordo. Uno dei pochi sul mercato.

Servalli, in futuro il suo dispositivo potrebbe diventare obbligatorio per legge. Finora in quanti lo hanno comprato?

«Migliaia di persone, ma poche se consideriamo che ogni anno nascono circa mezzo milione di bambini. Io non voglio guadagnare sulle tragedie, ma evitare che accadano. Secondo una ricerca condotta da Safe Kids Worldwide un genitore su quattro, almeno una volta nella vita ha dimenticato il figlio in auto».

Serve l’obbligo, quindi.

«Sì. E a quel punto, con i nuovi seggiolini intelligenti, Remmy non servirà più».

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Perché? Come funziona?

«È un dispositivo con un allarme acustico e uno visivo. Da una parte si collega alla presa accendisigari dell’auto e l’altra va sotto il seggiolino. Avverte il peso del bambino e se si muove. Se ce lo stiamo dimenticando a bordo, prima di scendere, suona».

Quanto costa?

«60 euro, 80 in configurazione doppia: per due seggiolini nella stessa macchina».

Com’è nata la sua idea?

«Nel 2008 ero in macchina con mia figlia, quando alla radio ho sentito di una tragedia a Lecco, simile a quella toscana. Con il mio socio, Carlo Donati, ci siamo detti: “Dobbiamo fare qualcosa”. Così abbiamo inventato Remmy».

Secondo lei i seggiolini 2.0 diventeranno mai obbligatori?

«Prima o poi lo saranno. Il dilemma è quando. Dobbiamo aspettare altre tragedie o ci diamo una mossa? (s.t.)
 

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