Il presidio
Darsena Europa, un pool per correggerla
Livorno scampa alla spending review dei grandi progetti: ma il ministro e il governatore vogliono rivedere il piano
LIVORNO. Stavolta l’annuncio relativo alla maxi-Darsena non arriva da Palazzo Rosciano bensì direttamente dal ministero delle infrastrutture: non riguarda la scadenza del bando bensì una brusca sterzata alla rotta strategica di questa opera infrastrutturale da record.
«Su richiesta dell’Autorità di sistema portuale Livorno-Piombino e d'intesa con la Regione Toscana» – dicono dal quartier generale del dicastero guidato da Graziano Delrio – si è insedito «il gruppo di lavoro congiunto per la revisione del progetto Darsena Europa».
Non potrebbe essere più chiaro: il progetto va rivisto. E stiamo parlando di qualcosa che è già nero su bianco come bando in corso, la cui scadenza per la prima manifestazione d’interesse è stata rinviata già più volte.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.14477972:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/11/27/news/darsena-europa-i-dubbi-della-regione-1.14477972]]
Ancora uno stop? L’ennesimo intoppo che mette altro zucchero nel motore? Macché, al contrario: è «una accelerazione», giurano dall’Authority di fronte al taccuino del cronista che chiede conto della svolta avvenuta nelle ultime ore a Roma.
Magari definirla accelerazione è un eccesso di ottimismo, ma dev’esser chiaro che un team al lavoro sulla revisione del progetto significa prima di tutto che il progetto c’è ancora e che, in qualche modo, ha superato quel giro di vite sul fronte della “spending review” dei progetti infrastrutturali che viene compiuta dall’équipe dell’ingegner Ennio Cascetta. Del resto, il ministro Delrio l’aveva promesso fin dal varo del Piano nazionale della logistica (ed è la ragione che sta dietro la riduzione del numero delle Autorità portuali a suon di accorpamenti e accentrando a Roma la regia sulle decisioni-chiave).
Perché c’è bisogno di rivedere il progetto? Il ministero prova a salvarsi in corner con il vecchio escamotage dell’adeguamento ai mutamenti della normativa («le importanti innovazioni normative introdotte negli ultimi due anni in materia di portualità ed opere pubbliche, prime fra tutte la riforma della normativa per i dragaggi ed il nuovo Codice appalti, offrono una importante opportunità di rilettura di alcuni significativi aspetti del progetto al fine di ridefinirne modalità e tempi di realizzazione»). A ciò si aggiunga, inutile dirlo, il fatto che nel frattempo è entrata in vigore la “riforma della riforma” della portualità (e dunque tale opera «può essere meglio inquadrata all’interno delle più complessive strategie nazionali per il settore poste in capo al ministero»).
Sta di fatto che «il presidente Rossi e il ministro Delrio ribadiscono la centralità del porto labronico, e dell’intero sistema logistico della costa toscana, nel più vasto disegno di rilancio della “risorsa mare” quale volano di sviluppo e crescita dell’intero Paese».
La traduzione in concreto potrebbe essere un differente dimensionamento dell’infrastruttura: forse un po’ più piccola, forse fatta per gradi. Non è ancora chiaro ma risulta sempre più evidente che il ministro avrebbe mandato un proprio uomo di stretta fiducia al timone dell’Authority (Stefano Corsini)proprio con l’idea di riscrivere il bando per metterlo su altri binari. Ma con una missione: farlo.
Diversamente da quanto accaduto per altri porti che si sono visti cancellare i progetti infrastrutturali, la maxi-Darsena sembra uscire dal rischio cancellazione ma a prezzo di una riscrittura. Dopo la sbornia delle Grandi Opere, il ministro Delrio e il suo staff ora mette l’accento sulle Opere Utili. Nel ventaglio di questi progetti ce n’è uno che riguarda Livorno: quello della ferroviarizzazione dei collegamenti con il porto. Delle due l’una: o è una assurda cattedrale nel deserto o è il primo passo del nuovo assetto del porto. Già, ma quale assetto se il ministro insiste spesso sulla sovracapacità? L’espansione a mare potrebbe restare ma di minore portata (e minor costo) così da spostarvi il polo container e dare risposta alla fame di spazi che da qualche tempo comincia a agitare il nostro scalo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
