Italia
Maxi truffa immobiliare, sei condanne
di Federico Lazzotti
In aula gli acquirenti raggirati piangono di gioia, disposto un risarcimento milionario ma solo dopo l’ok della Cassazione
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LIVORNO . Sono lacrime di gioia quelle che si sentono nell’aula B del Tribunale di Livorno mentre il presidente del collegio, la giudice Maria Giuliana Civinini, finisce di leggere la sentenza del processo Ghiaccione, la maxi truffa immobiliare alla periferia di Collesalvetti. Sei le condanne, due le assoluzioni. E soprattutto un risarcimento che sfiora i 4 milioni di euro per le parti civili.
Ma i soldi – è questa l’unico particolare che sa di beffa – saranno versati nel momento in cui la sentenza sarà confermata in Cassazione.
«Abbiamo aspettato tanto, aspetteremo ancora. La cosa importante è che oggi sia stata fatta giustizia», spiega trattenendo la commozione Marco Nocchi, una delle anime di questa battaglia civile.
Piangono e si abbracciano i componenti delle dieci famiglie che a partire dal 2008 hanno investito tutti i loro risparmi, oltre 3 milioni di euro, sognando una casa e invece sono stati raggirati da chi doveva costruire gli appartamenti e presi i giro perfino dalla banca che invece di tutelarne l’investimento ha foraggiato scellerati imprenditori e concorso nel crac tanto da diventarne responsabile.
Due i dipendenti della Cassa di Risparmio di San Miniato condannati: a due anni l’ex direttore dell’agenzia 1 di Livorno, Marco Bracci, 47 anni, a tre l’allora sua vice, Susanna Audiberti, 66 anni.
Il primo con l’accusa di truffa in concorso perché ha prospettato la vendita a prezzi convenienti di immobili residenziali e predisponendo preliminari di vendita privi di una dettagliata indicazione; la seconda per estorsione prospettando alla famiglia Nocchi mediante minaccia e con insistenza la perdita di tutte gli anticipi versati e facendoli così firmare una fideiussione non dovuta pari a 65mila euro.
Se i due dipendenti di Carismi sono state le pedine del raggiro, le menti che hanno pianificato la truffa scoperta dal nucleo investigativo dei carabinieri hanno i nomi di Attilio Petrillo, 52 anni, agente immobiliare della Edil Centro che aveva mandato di vendere in esclusiva per conto della ditta costruttrice (Carolina Srl) gli immobili a Ghiaccione, Nicola Pagliuca, 58, nella sua veste di procuratore speciale della stessa Carolina, la moglie di quest’ultimo, Letizia Luci, 57 anni, amministratrice unica della società costruttrice dichiarata fallita il 7 novembre 2012 e l’architetto Daniele Lotti, 67 anni da compiere, direttore tecnico del cantiere alle porte di Collesalvetti.
Petrillo è stato condannato a 7 anni (il pm ne aveva chiesto otto mesi in più). E oltre al raggiro è stato riconosciuto colpevole anche dell’estorsione in concorso con la Audiberti e della bancarotta fraudolenta della Carolina Srl.
Pagliuca, invece, è stato condannato a 6 anni per truffa e bancarotta. Gli stessi reati che hanno portato alla condanna della amministratrice della Carolina a 4 anni e 6 mesi, quasi il doppio rispetto alla richiesta della Procura.
Per la sola truffa aggravata in concorso è stato infine condannato anche il professionista considerato dalla Procura «l’ideatore dell’operazione truffaldina».
Le motivazioni a questa sentenza storica saranno depositate entro 45 giorni, ma i difensori dei sei condannati fanno già sapere che presenteranno appello dopo aver letto le ragioni dei tre giudici.
«Questo sta nel gioco delle parti – spiegano gli avvocati Nicola Sodano e Andrea Passarini che hanno rappresentato la maggior parte delle parti civili – oggi possiamo solo dire che dalle lacrime amare siamo passati a lacrime di gioia. E soprattutto che questi signori non erano dei pazzi visionari ma ciò che avevano denunciato era vero».
@fedelazzotti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma i soldi – è questa l’unico particolare che sa di beffa – saranno versati nel momento in cui la sentenza sarà confermata in Cassazione.
«Abbiamo aspettato tanto, aspetteremo ancora. La cosa importante è che oggi sia stata fatta giustizia», spiega trattenendo la commozione Marco Nocchi, una delle anime di questa battaglia civile.
Piangono e si abbracciano i componenti delle dieci famiglie che a partire dal 2008 hanno investito tutti i loro risparmi, oltre 3 milioni di euro, sognando una casa e invece sono stati raggirati da chi doveva costruire gli appartamenti e presi i giro perfino dalla banca che invece di tutelarne l’investimento ha foraggiato scellerati imprenditori e concorso nel crac tanto da diventarne responsabile.
Due i dipendenti della Cassa di Risparmio di San Miniato condannati: a due anni l’ex direttore dell’agenzia 1 di Livorno, Marco Bracci, 47 anni, a tre l’allora sua vice, Susanna Audiberti, 66 anni.
Il primo con l’accusa di truffa in concorso perché ha prospettato la vendita a prezzi convenienti di immobili residenziali e predisponendo preliminari di vendita privi di una dettagliata indicazione; la seconda per estorsione prospettando alla famiglia Nocchi mediante minaccia e con insistenza la perdita di tutte gli anticipi versati e facendoli così firmare una fideiussione non dovuta pari a 65mila euro.
Se i due dipendenti di Carismi sono state le pedine del raggiro, le menti che hanno pianificato la truffa scoperta dal nucleo investigativo dei carabinieri hanno i nomi di Attilio Petrillo, 52 anni, agente immobiliare della Edil Centro che aveva mandato di vendere in esclusiva per conto della ditta costruttrice (Carolina Srl) gli immobili a Ghiaccione, Nicola Pagliuca, 58, nella sua veste di procuratore speciale della stessa Carolina, la moglie di quest’ultimo, Letizia Luci, 57 anni, amministratrice unica della società costruttrice dichiarata fallita il 7 novembre 2012 e l’architetto Daniele Lotti, 67 anni da compiere, direttore tecnico del cantiere alle porte di Collesalvetti.
Petrillo è stato condannato a 7 anni (il pm ne aveva chiesto otto mesi in più). E oltre al raggiro è stato riconosciuto colpevole anche dell’estorsione in concorso con la Audiberti e della bancarotta fraudolenta della Carolina Srl.
Pagliuca, invece, è stato condannato a 6 anni per truffa e bancarotta. Gli stessi reati che hanno portato alla condanna della amministratrice della Carolina a 4 anni e 6 mesi, quasi il doppio rispetto alla richiesta della Procura.
Per la sola truffa aggravata in concorso è stato infine condannato anche il professionista considerato dalla Procura «l’ideatore dell’operazione truffaldina».
Le motivazioni a questa sentenza storica saranno depositate entro 45 giorni, ma i difensori dei sei condannati fanno già sapere che presenteranno appello dopo aver letto le ragioni dei tre giudici.
«Questo sta nel gioco delle parti – spiegano gli avvocati Nicola Sodano e Andrea Passarini che hanno rappresentato la maggior parte delle parti civili – oggi possiamo solo dire che dalle lacrime amare siamo passati a lacrime di gioia. E soprattutto che questi signori non erano dei pazzi visionari ma ciò che avevano denunciato era vero».
@fedelazzotti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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