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Livorno

«Al fianco degli anziani messi in ginocchio da crisi e solitudine» 

«Al fianco degli anziani messi in ginocchio da crisi e solitudine» 

Martelloni: il welfare ora si regge soprattutto sui nonni Più bisogni da fronteggiare ma meno energie disponibili 

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LIVORNO. «È stando nella trincea del volontariato che ci si accorge davvero cosa succede quando il morso della crisi la smette di essere una briciola di punto di Pil e si trasforma nel terremoto della dignità di tanti anziani che magari fino all’altro ieri hanno avuto una vita normale e ora si trovano impoveriti e disperati». A dirlo non è una suora della Caritas o il viceparroco in un quartiere di frontiera: è Ivano Martelloni, ex presidente della Lega Coop, che al momento di andare in pensione ha fatto una scelta di vita e si è messo in gioco scegliendo di andare a prestare il proprio servizio nell’Auser, della quale è responsabile a livello comunale mentre su scala territoriale la presidente è Paola Sinatti.
Stiamo parlando di una realtà del volontariato di anziani e a servizio di anziani. Passando dai bilanci delle grandi cooperative alle spese da consegnare a domicilio a chi non ce la fa a fare le scale.
Ma non è di lui che dobbiamo parlare: semmai di quel che si è trovato davanti. A cominciare dal fatto che «lo stato di crisi delle nostra realtà si percepisce in modo eclatante», dice. Con un incrociarsi fatale di tendenze: da un lato, – afferma – aumenta la pressione dei bisogni di persone che si sentono «più sole e abbandonate, ma soprattutto manifestano una fortissima domanda di dignità di fronte a questo spaesamento»; dall’altro, sono proprio le difficoltà («economiche e non solo economiche») che riducono la disponibilità di tanta gente nel mettersi a disposizione degli altri.
L’ex presidente delle “coop rosse” ricorda che «adesso il welfare lo tengono sulle spalle soprattutto i nonni». Tradotto: se sono in salute si fanno in quattro per far fronte alle esigenze dei figli nella cura dei nipoti, sono loro – avverte – che vanno a prenderli a scuola, che li portano in piscina, che preparano la merenda con gli amichetti perché ormai non ci sono più i cortili e i bambini hanno una agenda di impegni che neanche un manager...
Eppure l’Auser mette in pista numeri importanti per disegnare l’identikit del servizio per il 2016: 445 soci a Livorno, 862 a Collesalvetti, 4.633 in tutto il comprensorio, con 287 volontari (57 dei quali nell a città capoluogo e 20 a Collesalvetti), producendo 7.942 servizi nel solo territorio cittadino (oltre 23mila complessivi). In dettaglio per la sola Livorno città: 2.420 ore di compagnia a domicilio, 366 persone accompagnate a terapie, visite e spesa, 58 persone accompagnate al mare giornalmente, 253 partecipanti a gite, pranzi e attività varie, 2.294 spese consegnate...
Questi numeri non dicono una cosa: la relazione che si instaura fra le persone. «I volontari Auser – spiega – vanno a casa dei anziani indicati dal Comune di Livorno: non per prestarzioni sanitarie ma per dare un po’ di compagnia. Vale anche per gli autosufficienti: il peso maggiore è la solitudine. Talvolta si tratta di una passeggiata, magari è la lettura di qualcosa per chi non è in grado di uscire. Sì, è importante esser curati dal punto di vista della salute ma c’è un dolore che, girando tante case, emerge quasi come un grido muto: è il bisogno di sentirsi vivi».
Fra i servizi dei volontari Auser c’è anche quello di accompagnare gli anziani a fare un prelievo di sangue o una visita specialistica o all’ambulatorio del medico.
In collaborazione con la Coop è stato strutturato – dice Martelloni – un servizio di spesa a domicilio, «ovviamente senza maggiorazioni di prezzo». È una cosa utile: permette l’approvvigionamento del frigo dell’anziano che magari ha difficoltà a uscire perché non c’è l’ascensore e sta a un piano alto. «Ma – rincara – diventa spesso il pretesto per fare quattro chiacchiere: l’importante è mantenere il contatto. L’abbiamo fatto anche per una iniziativa insieme alle forze dell’ordine: non ci stiamo a vedere tanti anziani in preda a truffatori senza scrupoli. Per questo abbiamo fatto iniziative e incontri per spiegare bene come difendersi e mettere in guardia dai rischi».(m.z.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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