Il Tirreno

Livorno

Calci e pugni alla compagna Condannato a otto mesi

LIVORNO. Lei, una 40enne domiciliata a Livorno e vittima delle botte, in aula ha ridimensionato le accuse. «È successo solo una volta perché aveva bevuto». E sul referto del pronto soccorso di...

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LIVORNO. Lei, una 40enne domiciliata a Livorno e vittima delle botte, in aula ha ridimensionato le accuse. «È successo solo una volta perché aveva bevuto». E sul referto del pronto soccorso di Cisanello da cui era uscita con una prognosi di 30 giorni, ha ribattuto: «Sono guarita prima, in un paio di settimane».
In carcere dalla fine di dicembre per lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale, Abdelmajid Loutfi, marocchino di 40 anni, ieri è stato condannato a 8 mesi con la condizionale: dopo la lettura della sentenza è tornato in libertà. Il giudice Pietro Murano lo ha riconosciuto colpevole solo per le lesioni e lo ha assolto per la resistenza perché «il fatto non sussiste». L’avvocato Tommaso Azzaro aveva invocato l’assoluzione causa improcedibilità per le lesioni per l’assenza di querela.
La compagna dell’imputato ha sminuito le accuse contro la stessa persona che, a dicembre, la prese a bottigliate in testa colpendola poi con calci e pugni dentro la stazione di Pisa. Una furia prolungata anche quando la donna era nell’ambulanza.

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