«Basta moralizzatori» Pd spara a zero su M5S
All’indomani della surroga, in consiglio regionale scoppia la polemica: sventolate le copie dell’Espresso
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LIVORNO. “Processo” postumo nell'aula del consiglio regionale della Toscana, ieri, per la vicenda dell'ex consigliere del Movimento 5 Stelle, Enrico Cantone, che si è dimesso per le due società a Malta non dichiarate alla Regione. Martedì c'è stata la surroga in aula, dove è entrata l’ex consigliera grillina Monica Pecori, che è entrata nel gruppo misto fondando “Toscana per tutti”. Martedì in aula non c’è stato un vero dibattito, mentre ieri una mozione del Pd sull'opportunità di implementare la trasparenza patrimoniale e associativa di consiglieri e assessori è stata l'occasione per una discussione sulle dimissioni del pentastellato e anche sull'atteggiamento “moralizzatore” dei Cinque Stelle – così è stato definito – dall'inizio della legislatura.
Molti consiglieri del Pd, guidati dal capogruppo Leonardo Marras, hanno mostrato in aula l'ultimo numero dell'Espresso che riporta l’inchiesta sugli italiani che hanno società a Malta, tra i quali Cantone. Durante il dibattito la vicecapogruppo Pd, Monia Monni, ha parlato di «trasparenza mancata ai 5 stelle» e a proposito della «pretesa superiorità morale del M5S» ha aggiunto: «Una dimenticanza capita a tutti ma questa è durata anni. Cantone non è stato folgorato dal ricordo ma da una mail dell'Espresso che gli annunciava l'inchiesta giornalistica in corso. Quando voi Cinque Stelle ammetterete di non essere senza peccato, allora forse inizierete a fare politica sui fatti veri. Vi siete autoproclamati detentori dell'onestà solo per appartenenza a un partito e giudicate gli altri, ma prima di giudicare gli altri ci si dovrebbe sciacquare la bocca».
Nel corso del dibattito, anche Antonio Mazzeo e Francesco Gazzetti (Pd) hanno preso la parola per spingere Giacomo Giannarelli (M5S) a rispondere alle domande dai consiglieri Pd. «Le risposte le dovete non a noi, ma ai cittadini – ha detto Mazzeo – Ripeto la domanda: Cantone ha mentito da solo o lo ha fatto insieme a voi? Sapevate della mail dell’Espresso? Rispondete, siamo stufi della doppia morale, facciamo valere le ragioni della verità».
«Le domande che poniamo – ha detto Gazzetti – travalicheranno le mura di quest’aula, state tranquilli. Averne le risposte, d’ora in poi, sarà una delle ragioni della mia vita politica. Se sapevate della mail dell’Espresso, perché avete definito le dimissioni di Cantone un gesto eroico? Continuo a non riconoscervi alcuna superiorità etica e morale».
Marras si è rivolto direttamente al sindaco Filippo Nogarin: «Dove sta l’eroismo nel dimettersi perché un consigliere si è dimenticato di dichiarare due società a Malta?».
Molti consiglieri del Pd, guidati dal capogruppo Leonardo Marras, hanno mostrato in aula l'ultimo numero dell'Espresso che riporta l’inchiesta sugli italiani che hanno società a Malta, tra i quali Cantone. Durante il dibattito la vicecapogruppo Pd, Monia Monni, ha parlato di «trasparenza mancata ai 5 stelle» e a proposito della «pretesa superiorità morale del M5S» ha aggiunto: «Una dimenticanza capita a tutti ma questa è durata anni. Cantone non è stato folgorato dal ricordo ma da una mail dell'Espresso che gli annunciava l'inchiesta giornalistica in corso. Quando voi Cinque Stelle ammetterete di non essere senza peccato, allora forse inizierete a fare politica sui fatti veri. Vi siete autoproclamati detentori dell'onestà solo per appartenenza a un partito e giudicate gli altri, ma prima di giudicare gli altri ci si dovrebbe sciacquare la bocca».
Nel corso del dibattito, anche Antonio Mazzeo e Francesco Gazzetti (Pd) hanno preso la parola per spingere Giacomo Giannarelli (M5S) a rispondere alle domande dai consiglieri Pd. «Le risposte le dovete non a noi, ma ai cittadini – ha detto Mazzeo – Ripeto la domanda: Cantone ha mentito da solo o lo ha fatto insieme a voi? Sapevate della mail dell’Espresso? Rispondete, siamo stufi della doppia morale, facciamo valere le ragioni della verità».
«Le domande che poniamo – ha detto Gazzetti – travalicheranno le mura di quest’aula, state tranquilli. Averne le risposte, d’ora in poi, sarà una delle ragioni della mia vita politica. Se sapevate della mail dell’Espresso, perché avete definito le dimissioni di Cantone un gesto eroico? Continuo a non riconoscervi alcuna superiorità etica e morale».
Marras si è rivolto direttamente al sindaco Filippo Nogarin: «Dove sta l’eroismo nel dimettersi perché un consigliere si è dimenticato di dichiarare due società a Malta?».
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