Il Tirreno

Livorno

Riscuotono gli affitti per due società fallite: cinque persone indagate

Un militare della guardia di finanza su un'auto di servizio (foto d'archivio)
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Un militare della guardia di finanza su un'auto di servizio (foto d'archivio)

Operazione della Guardia di finanza di Livorno: sequestrati 370mila euro. Il denaro, secondo l'accusa sottratto delle imposte e da Equitalia per la riscossione dei debiti, era occultato in cassette di sicurezza

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LIVORNO. Continuavano a riscuotere gli affitti dagli inquilini degli appartamenti di proprietà di due società fallite, occultando il denaro in cassette di sicurezza e sottraendolo dalle imposte: è quanto scoperto a Livorno dalla Guardia di finanza che ha dato esecuzione a un decreto del gip Fabrizio Nicoletti, finalizzato al sequestro preventivo di denaro per circa 370mila euro riconducibile a cinque persone che sono indagate per bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta di denaro al pagamento delle imposte.

Le indagini, dirette dal pm Massimo Mannucci, sono state avviate nel 2016 dopo il fallimento di due società livornesi dichiarato al tribunale nel 2015. Già le prime investigazioni svolte dalla polizia giudiziaria avevano permesso di individuare e sottoporre a sequestro probatorio il denaro contante, parte (14mila euro) trovato nelle abitazioni degli indagati e parte (350mila euro) in cassette di sicurezza intestate a due indagati, uno dei quali aveva dichiarato redditi irrisori, mentre l'altro non aveva presentato denuncia dei redditi.

Per quanto contenuto nelle cassette era prevista una delega a operare anche da parte degli altri due indagati, già amministratori di fatto delle società fallite. Coinvolta a vario titolo anche una quinta persona. Gli indagati, secondo quanto emerso, si sarebbero così adoperati per evitare l'aggressione coattiva da parte dell'agente di riscossione delle tasse per rilevanti debiti tributari (700mila euro) già iscritti a ruolo da Equitalia.

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