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Livorno

Caso Malta, il Pd all'attacco: "Dai 5 Stelle bugie e doppia morale"

Il segretario regionale del Pd, Dario Parrini
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Il segretario regionale del Pd, Dario Parrini

Parrini, Monni e Gazzetti: "Anche Grillo, Di Maio, Nogarin e il gruppo regionale del Movimento devono fare chiarezza dimostrando di non essere stati al corrente della mail inviata tre giorni prima delle dimissioni di Cantone da parte dell'Espresso"

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LIVORNO. "Bugie, ipocrisie e manipolazioni: questo il vero volto del Movimento 5 Stelle alla luce dell'inchiesta dell'Espresso sulle società maltesi di Enrico Cantone": è quanto dichiarano il segretario regionale del Pd Dario Parrini, la vice presidente del gruppo Pd in consiglio regionale, Monia Monni e il consigliere Pd, Francesco Gazzetti. I vertici regionali del Pd usano parole durissime e aprono così la polemica politica.

L'intervento del Pd toscano. "L'inchiesta dell'Espresso - scrivono Parrini, Monni e Gazzetti - fa cadere definitivamente la maschera del Movimento 5 Stelle che dopo questa vicenda perde per sempre il diritto di impartire lezioni di coerenza e correttezza. Uno dei suoi rappresentanti più importanti a livello regionale e che ha ricoperto anche il delicatissimo ruolo di capogruppo ha deliberatamente omesso di dichiarare che non è stata la sua coscienza di "eroe civile" a spingerlo a dimettersi bensì una mail inviata dai giornalisti dell'Espresso.

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Questo suo comportamento è un'offesa non solo al ruolo che ha ricoperto ma ai principi di trasparenza, lealtà e correttezza con cui si riempiono la bocca persone che poi, alla riprova dei fatti, si comportano in maniera esattamente opposta. Un atteggiamento vergognoso che dovrebbe far riflettere le cittadini ed i cittadini che li hanno votato e che, in queste settimane, stanno ascoltando in campagna elettorale dai grillini slogan e promesse che ora sanno essere vuote ed ipocrite.

Ma c'è di più. Se come dichiarato a più riprese da Cantone, anche in un'intervista rilasciata proprio a Juna Goti su "Il Tirreno", la scelta di dimettersi era stata "condivisa" con il gruppo dirigente nazionale, regionale e locale allora tutti hanno scelto di mentire, sapendo di mentire. Se così, fosse l'intero gruppo dirigente grillino avrebbe provato a manipolare ed imbrogliare i cittadini facendo credere che si fosse trattata di una semplice leggerezza, una dimenticanza, provando a far passare Cantone come un eroe ed il suo un comportamento virtuoso da indicare ad esempio. L'articolo dell'Espresso e la mail inviata a Cantone venerdì 12 maggio e che ha spinto il grillino a presentare, il 15 maggio, le sue dimissioni, dimostrano come questi presunti paladini dell'onestà e della trasparenza non siano altri che professionisti della doppia morale, pronti a condannare gli avversari ed a provare a salvare, ad ogni costo, i propri sodali, calpestando ed offendendo la Verità.

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Non è compito nostro giudicare i profili di responsabilità connessi alla mancata dichiarazione al fisco di due società straniere, ma non possiamo accettare di essere presi in giro. Grillo, Di Maio, Nogarin e il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle devono fare chiarezza su quanto accaduto dimostrando di non essere stati al corrente della mail inviata tre giorni prima delle dimissioni di Cantone da parte dell'Espresso. Per quello che ci riguarda servirà più di qualche parola da parte di chi ha commentato le dimissioni di Cantone come un gesto coraggioso e meritevole di rispetto, un grave errore commesso, ad esempio, dal sindaco di Livorno Nogarin.

Per chiudere ci sia permesso ringraziare le giornaliste e i giornalisti che ogni giorno, con il loro lavoro, svolgono un compito fondamentale per la qualità della nostra democrazia. Anche questa vicenda lo dimostra e fa emergere con chiarezza perché il Movimento 5 Stelle si accanisca contro la stampa, invitando a non acquistare i giornali o a guardare in faccia i cronisti per ricordarsene in futuro. I grillini ed il Movimento 5 Stelle hanno paura di una cosa sola, della Verità e la vicenda di Cantone, raccontata sin da subito anche sulle pagine del Tirreno, lo dimostra. Anche noi vogliamo guardare in faccia le giornaliste e i giornalisti, lo facciamo tutti i giorni, rispondendo con sincerità alle loro domande e sottoponendosi, senza scorciatoie e tentativi di manipolazione, al loro giudizio. Ed anche questo ci rende differenti dai 5 Stelle, un'altra differenza della quale andiamo orgogliosi".

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di Redazione web