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Livorno

Omicidio Samantha Sentenza a porte chiuse

Una sentenza a porte chiuse, in camera di consiglio. È l’effetto della scelta di Tonino Krstic di chiedere il rito abbreviato nel processo dove è imputato di omicidio volontario aggravato dalle...

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Una sentenza a porte chiuse, in camera di consiglio. È l’effetto della scelta di Tonino Krstic di chiedere il rito abbreviato nel processo dove è imputato di omicidio volontario aggravato dalle sevizie e maltrattamenti ai danni della piccola Samantha Castagnino, la figlia della compagna dominicana, trovata morta a 3 anni sul pavimento di una baracca a Calambrone - tra Livorno e Pisa - nel mese di aprile del 2016.
Nella mattinata di oggi, alle 10, è in programma l’udienza in Corte d’Assise.
Il difensore di Krstic, l’avvocato Francesco Mori, dopo la contestazione in fase dibattimentale anche dell’omicidio volontario, ha chiesto il giudizio con il rito abbreviato, che prevede discussione e sentenza in camera di consiglio.
Tonino Krstic, serbo di 32 anni, si è sempre proclamato innocente in questa vicenda e sostiene che a provocare le lesioni mortali alla piccola sia stata invece la madre per la quale, a sua volta, il pubblico ministero ha chiesto 8 anni di reclusione: per l’accusa non avrebbe difeso la piccina, morta a 3 anni, durante i pestaggi del patrigno.

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