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cambia il regolamento
Le associazioni discutono sull’obbligo della Pec
LIVORNO. Dalla posta elettronica certificata al numero minimo di presenze per la validità dell'assemblea. Si è svolta ieri una commissione sul regolamento emanato dall'amministrazione relativo ai...
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LIVORNO. Dalla posta elettronica certificata al numero minimo di presenze per la validità dell'assemblea. Si è svolta ieri una commissione sul regolamento emanato dall'amministrazione relativo ai rapporti con le realtà associative cittadine e gli altri enti del terzo settore.
Alla base dei problemi, il fatto che la Regione Toscana indichi chiaramente con un decreto legislativo che le associazioni debbano munirsi di una posta elettronica certificata, la così detta pec. Per Bruciati (Bl) «avere la pec serve per stare al passo con i tempi, fa da garanzia per l'associazione rispetto ai messaggi che manda e alla sua trasparenza».
I consiglieri di maggioranza hanno evidenziato che qualche associazione più piccola non ha neanche il computer e dunque non può munirsi della Pec.
Poi si è passati alla questione delle votazioni: «Per favorire l'aggregazione e la partecipazione – ha spiegato l'assessore Morini – abbiamo diminuito il numero minimo degli aventi diritto per rendere valida un'assemblea: dalla metà più uno e un terzo dopo la prima mezz'ora a un quinto del numero totale». (n.c.)
Alla base dei problemi, il fatto che la Regione Toscana indichi chiaramente con un decreto legislativo che le associazioni debbano munirsi di una posta elettronica certificata, la così detta pec. Per Bruciati (Bl) «avere la pec serve per stare al passo con i tempi, fa da garanzia per l'associazione rispetto ai messaggi che manda e alla sua trasparenza».
I consiglieri di maggioranza hanno evidenziato che qualche associazione più piccola non ha neanche il computer e dunque non può munirsi della Pec.
Poi si è passati alla questione delle votazioni: «Per favorire l'aggregazione e la partecipazione – ha spiegato l'assessore Morini – abbiamo diminuito il numero minimo degli aventi diritto per rendere valida un'assemblea: dalla metà più uno e un terzo dopo la prima mezz'ora a un quinto del numero totale». (n.c.)
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