Meteo
Cantone e le società non dichiarate: «Sono stato superficiale»
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ha dato le dimissioni: «Mi sono ricordato della loro esistenza dopo due anni...»
LIVORNO. Si è dimesso Enrico Cantone. Dimissioni «irrevocabili» dal consiglio regionale, come aveva fatto capire lunedì 15 maggio parlando di «passo indietro» e come martedì – confermando quanto anticipato dal Tirreno – ha palesato via Facebook pubblicando la lettera inviata al presidente dell’assemblea toscana, Eugenio Giani. Chiariamolo subito: formalmente non esiste norma regionale o nazionale che lo obblighi a dimettersi. O che ne determini l’incompatibilità con l’incarico finora ricoperto. Dal punto di vista politico, però, le due società con sede a Malta (la Cr Holdings e la Carsins.eu, nate nel 2010) di cui non vi è traccia né nella dichiarazione consegnata al consiglio regionale all'atto dell'insediamento né nelle sue dichiarazioni fiscali, qualche problema ai Cinque Stelle avrebbero rischiato di crearlo... «Sarà mia cura dare altri elementi appena l’errore sarà sanato», ha scritto ieri Cantone: «Continuerò da libero cittadino a sostenere il nostro sogno: cambiare in meglio questo paese. E anche oggi il M5S ha dimostrato quale etica animi le persone che vi stanno all’interno. Me incluso».
Cantone, sono davvero dimissioni irrevocabili?
«Certamente. È un gesto maturato con la mia famiglia, deciso con il mio gruppo regionale e con il gruppo nazionale».
Sono stati informati anche Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede?
«Sì. Era una decisione necessaria per correggere un mio errore, una mia leggerezza, e perché la trasparenza è un principio basilare di questo Movimento nel quale credo. Mi sono consultato con i miei collaboratori».
Ed eravate tutti d’accordo?
«Eravamo d’accordo sul fatto che sbagliando avrei potuto mettere in difficoltà questo progetto, e non è mia intenzione. C’è un’idea che deve andare avanti».
Ma com’è che improvvisamente, a due anni dall’elezione, e a sette dalla creazione, le è tornato in mente di avere due società a Malta e lunedì sera ha scritto su Fb che si sarebbe dimesso? Cosa è accaduto nel mezzo?
«Lunedì pomeriggio mi è arrivata una comunicazione dal consiglio regionale, che poi ho letto una volta arrivato a casa, dove mi veniva comunicato l’esito positivo del controllo sulla veridicità delle mie dichiarazioni. A quel punto ho riletto la lista dei miei beni e pensandoci bene mi è venuto in mente...».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.15366235:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2017/05/21/news/caso-malta-il-pd-all-attacco-dai-5-stelle-bugie-e-doppia-morale-1.15366235]]
Scusi, sta davvero dicendo che dovremmo credere che il giorno ha ricevuto una comunicazione dove le veniva detto che andava tutto bene, che proprio questo le ha fatto venire in mente le due società a Malta e che ha subito annunciato il passo indietro via Fb...?
«Questo è quello che mi sento di dire».
Può spiegare perché le ha aperte e di cosa si occupano?
«Sono nato a Tripoli, sono venuto qui da ragazzo, ma ho sempre mantenuto un rapporto con il mio luogo di nascita, e il popolo libico ha un’amicizia spontanea con i maltesi. Volevo creare un’attività commerciale (non solo nel settore delle auto, ma campionature di vari prodotti, dal food all’anti-infortunistica, ndr) che mettesse in contatto fornitori italiani con clienti libici. Formalmente sono due società, ma di fatto sono la composizione amministrativa di una piccola azienda, divido le quote con mia figlia (al 95% lui e al 5% lei). Il capitale sociale era di 2.500 euro. Poi qualcuno ha avuto la “bella” idea di andare a bombardare la Libia ed è iniziato il problema. Per quanto ne so, negli ultimi anni siamo sempre andati in perdita, tranne che per l’ultimo capitale censito dalla holding, di circa 10mila euro. Il mio commercialista si è già attivato per fare il ravvedimento operoso».
Ma perché non le ha denunciate? Come si fa a dimenticarsi di avere due società all’estero?
«Perché sono un bischero. Sono stato superficiale. E così ho contravvenuto a una delle regole principali del Movimento, da qui la decisione di dimettermi. Chi sbaglia paga».
Rischia la sospensione o l’espulsione dal M5S?
«No, il mio gesto è stato per mettere a riparo il Movimento, non per metterlo in difficoltà».
Ma avete riflettuto sul fatto che il gruppo in consiglio regionale potrebbe restare con un rappresentante in meno, visto che la prima in lista, Monica Pecori, è uscita dal M5S da tempo?
«Sì sì, è uscita ed è ha espresso molte critiche...».
Quindi?
«Lo stanno analizzando gli altri quattro consiglieri, è ancora presto. C’è un gruppo che lavora bene, produciamo tanti atti».
Ok, ma lei cosa si aspetta: che entri nel gruppo M5S?
«Noi ci aspettiamo che lo faccia. Poi secondo me, qualora non lo volesse fare, sarebbe più giusto che rinunciasse al posto in consiglio, facendo entrare chi c’è dopo, perché si è presentata alle elezioni con il M5S...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
