Il Tirreno

Livorno

Addio Giorgio Lupi, imprenditore di razza impegnato per la città  

Addio Giorgio Lupi, imprenditore di razza impegnato per la città  

Aveva 89 anni e aveva creato un impero con i prodotti per la panificazione. In prima linea anche con il Rotary 

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LIVORNO. È stato un imprenditore di razza. Con intuizioni che hanno rivoluzionato le tecniche di panificazione in Italia. Ha fondato una società dai fatturati record, tanto da farlo diventare per qualche anno uno dei maggiori contribuenti livornesi. Ed è stato un uomo molto impegnato nel sociale e nelle iniziative rivolte alla città, soprattutto attraverso il Rotary. Avrebbe festeggiato 89 anni ad agosto Giorgio Lupi: se ne è andato dopo una malattia.

Era molto conosciuto in città e non solo, per la carriera fatta nel settore che gli inglesi chiamano bakery e che ruota intorno alla pastificazione e alla pasticceria. «Dopo essersi laureato – ricordano dalla famiglia – ha iniziato a lavorare in Olivetti. Aveva già una carriera avviata, ma il suo pallino è sempre stato di creare una sua azienda. Così lasciò tutto e si mise a importare prodotti. Andava alle fiere e in una di queste, in giro per l’Europa, trovò un prodotto, un semilavorato per la panificazione, e iniziò a importarlo in Italia».

È l’inizio di una lunga corsa. «Come Re Mida ha trasformato il lievito in oro», titolava il Tirreno nel 2011, raccontando come era entrato di diritto nel Gotha della finanza. Più che di lievito, si tratta di semilavorati a base di farine per panificazione e pasticceria. Ma la sostanza cambia di poco: il suo impegno nell’azienda, la Lupi import-export spa in piazza Benamozegh, è stato cinquantennale, fino a quando nel 2002 la società è stata acquisita dalla multinazionale belga Puratos.

Molto stimato, Lupi è stato anche presidente nazionale di Assitol, che riuniva gli operatori italiani del settore.
Il suo successo, insomma, è stato collegato alla sua azienda, specializzata nell'import-export, ma anche ad alcune intuizioni davvero particolari, come l'invenzione del «pane del Giubileo» o «Pane Caritas». «A fine anni Novanta – ricordano dalla famiglia –, in occasione del Giubileo, facemmo questa bellissima operazione, con una parte del ricavato che andava in beneficenza, e raccogliemmo più di un miliardo di lire».

Accanto a lui la moglie Tania, le figlie Claudia e Marzia, e tutta la famiglia. «Era una brava persona, un buono», ripete chi lo conosceva. Tra questi anche l’amico Giovanni Verugi: «È stato uno dei pionieri delle nuove tecniche di pianificazione in Italia – ricorda –, la sua società iniziò a importare in esclusiva i primi prodotti che negli anni Sessanta iniziarono a rivoluzionare le tecniche di panificazione».

«È stato presidente del Rotary club – ricorda ancora –, uno dei soci più anziani, sempre presente alle iniziative a sfondo sociale». «Giorgio Lupi – conclude – è stato per tutti coloro che lo hanno conosciuto un esempio di rettitudine e dedizione alla famiglia e al lavoro. Per me un modello di vita».

I funerali, per l’ultimo abbraccio dei familiari e di tutti coloro che lo hanno conosciuto, saranno celebrati lunedì 15 alle 15.30 nella parrocchia Santissima Trinità di Borgo Cappuccini, alla quale era molto legato.

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