Il Tirreno

Livorno

la crisi dei NEGOZIANTI di via delle cateratte 

«Qui c’è troppo degrado  la gente evita il quartiere»

«Qui c’è troppo degrado  la gente evita il quartiere»

LIVORNO. «Noi siamo qui da 60 anni e abbiamo clienti fissi che vengono per i nostri prodotti: sicuramente se dovessi aprire un’attività oggi certo non sceglierei questo quartiere che non riconosco...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Noi siamo qui da 60 anni e abbiamo clienti fissi che vengono per i nostri prodotti: sicuramente se dovessi aprire un’attività oggi certo non sceglierei questo quartiere che non riconosco più». Lapidario, scoraggiato e amareggiato è Fabio Del Corso, al timone di una delle attività storiche di Torretta. “Ceramiche, pavimenti e rivestimenti”: l’insegna in via delle Cateratte, nel cuore del quartiere, davanti alla Caritas, è li da oltre mezzo secolo. «Quando questo rione era un piccolo paese, ci conoscevamo e ci aiutavamo tutti: adesso ha preso una china così evidente che sarà difficilissimo recuperare la vivibilità di un tempo».
Lo scoramento accomuna tanti commercianti e imprenditori di quel piccolo gruppo di strade attorno alla chiesa di Santa Maria Assunta e al polo Caritas. Dicono che il quartiere, giorno e notte, è malfrequentato. «Qui alla panetteria - dice Francesca Riccioni - entrano spacciatori e sbandati a chiedere soldi, oppure chiedono se regaliamo loro vino e acqua: io rispondo che un panino si regala, altro no». Ha sempre davanti agli occhi la scena di qualche tempo fa di una persona che non voleva far aprire il negozio: «Minacciava di prendermi a pedate, vennero i carabinieri», aggiunge. E rilancia: «In questo contesto di degrado il passaggio dei clienti è azzerato e noi facciamo fatica ad andare avanti». Appena fuori dai profumi di panini, pizza e schiacciata rincara il concetto Bruno Landi: «Questo è un rione abbandonato: non so come ma bisognerebbe intervenire», esclama lui che ha un’attività che lavora in campo navale in zona. Si descrive un rione che un tempo era colmo di negozi. Oggi si concentrano, quelli rimasti, davanti alla Caritas. Questo declino lo conosce bene l’attivissima tabaccaia Sarah Gherarducci: «Dal 2009 qui le cose sono peggiorate, c’era più passaggio e meno degrado. Le attività sono in difficoltà economica vista la situazione di degrado della zona che non attira più il passaggio delle persone».
Al di là della ferrovia, in via delle Cateratte, nell’area ex Borma, c’è invece il grande centro direzionale: qualche fondo sfitto ma anche molti uffici e attività. Tra quelle storiche c’è la pasticceria “Angela” di Giovanni Littera, che dà lavoro a 27 persone. È stato tra i primi a trasferirsi nel blocco, nel 1997, quando non c’è ancora praticamente nessuno. «Una volta – racconta – litigavano per venire qui, c’era tanto passaggio, ora vogliono andare via» e «i turisti sono di passaggio e basta». Littera è uno di quelli che si rimboccano le maniche da soli, ma chiede «più servizi» e «più decoro». «E lo dico anche ai livornesi, è un fatto di rispetto per chi lavora, non si può ad esempio lasciare di tutto ai cassonetti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web