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Ospedale, tra 10 giorni apre il secondo padiglione dopo 7 anni di lavori
Livorno, il quinto padiglione sarà svuotato: ecco tutti i dettagli di questa operazione che porterà migliorie ai pazienti
LIVORNO. L’odore di nuovo, il pavimento gommoso e i colori pastello delle pareti danno la sensazione di essere ovunque fuorché dentro un padiglione del nostro ospedale. Due operai con una scrivania sulle spalle attraversano il corridoio deserto, mentre Bruna Pastori, caposala di gastroenterologia, guida l’ultimo sopralluogo del suo gruppo di lavoro.
«Noi siamo pronti. A parte le apparecchiature, manca solo il monitor in sala d’attesa, ma lo porteremo l’ultimo giorno per evitare sorprese. Venerdì 19 si parte col trasloco».
E’ un momento storico per la città. Comunque la si pensi sul futuro dell’ospedale e comunque vada a finire questa storia infinita. Dopo 7 anni dall’inizio dei lavori, il secondo padiglione è pronto a riaprire. Nuovo. E dopo 15 di anni di utilizzo forzato, il quinto padiglione, struttura disastrata e indegna di ospitare i malati, è pronto ad essere svuotato (ma non a chiudere: sarà utilizzato per alcune prestazioni ambulatoriali dopo una piccola ristrutturazione).
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IL CALENDARIO. Le luci dentro al secondo si accenderanno tra una settimana, tra venerdì e sabato prossimi, quando saranno spostati i macchinari per gastroscopie e colonscopie. In quei giorni l’attività del reparto di gastroenterologia guidato da Giovanni Niccoli proseguirà al quinto con qualche possibile ritardo. A questo proposito, per ridurre al minimo i disagi, sono state anticipate le endoscopie a sedazione programmate in quei giorni.
Da martedì 23 maggio poi l’attività ambulatoriale sarà effettuata al secondo terreno.
Lunedì 22, festa di Santa Giulia, è invece previsto il taglio del nastro dei reparti di medicina collocati al primo, secondo e terzo piano. Verrà l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi, che insieme al dg dell’Asl Toscana Nord Ovest Maria Teresa De Lauretis ha impresso un’accelerata alla ripartenza dei lavori alla struttura, iniziati nel 2010 e fermatisi nel giugno 2011, a quattro mesi dalla conclusione, a causa di un contenzioso con la ditta incaricata della ristrutturazione, durato poi per anni.
Nonostante gli ultimi recenti slittamenti (prima per la necessità sopraggiunta di lavori di adeguamento ai bagni, e in ultimo per il ritardo nella consegna del mobilio, che sarà tutto nuovo, a parte letti e comodini), stavolta finalmente ci siamo.
Sarà una inaugurazione a padiglione vuoto, così voluta dalla Saccardi, in modo da non arrecare disturbo ai degenti.
Nei tre giorni successivi - da martedì 23 a giovedì 25 -, verrà effettuato lo spostamento dei malati: attraverso i corridoi interni e il percorso sopraelevato che collega tutto l’ospedale, i pazienti del quinto saranno trasferiti uno dopo l’altro, letto dopo letto, nelle nuove stanze. Da camerate a sei posti, a camerette per quattro persone con bagno interno anziché in fondo ai corridoi, climatizzazione estiva e invernale, avvolgibili elettriche, soffitti ribassati.
IL TRASFERIMENTO DEI MALATI DAL QUINTO. Saranno giorni caldi: «Ci saranno momenti in cui medici e infermieri lavoreranno contemporaneamente su due padiglioni», spiega Roberto Bigazzi, direttore del dipartimento delle specialistiche mediche della maxi Asl e primario di nefrologia, regista di questo storico trasloco. «Non sarà possibile fare lo spostamento tutto in un giorno, il nostro auspicio è di riuscirci tra martedì e mercoledì con una possibile appendice a giovedì».
114 POSTI LETTO NUOVI. Ad oggi il quinto è completamente saturo: 114 letti occupati su 114. I degenti saranno spostati uno alla volta, nel loro letto. «Utilizzeremo i corridoi sopraelevati che al primo piano permettono un accesso diretto, e tre dei quattro ascensori nelle torri- spiega Bigazzi -. Il primo giorno dovrebbe essere trasferito tutto il primo piano e i letti che saranno collocati al terreno. Il giorno successivo gli altri». Il primo e secondo piano ospiteranno entrambi 35 pazienti, il terzo 27, al pian terreno sono previsti 17 letti.
Come dicevamo è la fine di un’epoca, sebbene il rinnovato secondo padiglione sia già datato rispetto alla normativa antisismica e al comfort garantito da un nuovo ospedale: dal 25 maggio chi sarà ricoverato a medicina non dovrà più fare i conti con una struttura vecchia, cadente, inadeguata come era il quinto. I livornesi oggi possono applaudire.
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