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Spunta un testimone «Ha fatto da sola»
di Federico Lazzotti
Inchiesta sulla morte di Silvia, accertamenti sui new jersey
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LIVORNO . Gli ultimi dubbi sul possibile coinvolgimento di un altro veicolo nel tragico incidente costato la vita a Silvia Bonistalli li ha spazzati via un testimone che pochi istanti dopo il momento in cui la commerciante ha perso il controllo dello scooter sul quale stava viaggiando in direzione sud, usciva dal ristorante Ca’ Moro, in piazza del Pamiglione.
Agli agenti dell’ufficio incidenti della polizia municipale che lo hanno ascoltato ha raccontato di non aver visto la cinquantenne perdere il controllo dello scooter prima di finire contro uno dei blocchi di cemento armato che delimitano la banchina dove sono ormeggiati i pescherecci, ma di non aver notato nessuno altro veicolo nelle vicinanze. Ora proprio il posizionamento dei new jersey e la loro conformità urbanistica rappresentano l’ultimo punto da chiarire di questa tragedia che ha distrutto una bella famiglia e commosso tutti gli universi che ruotavano intorno a Silvia, a suo marito Paolo e ai loro quattro figli.
I BLOCCHI. Posizionati lungo la banchina, in una zona demaniale e quindi di proprietà (e responsabilità) dell’Autorità Portuale, i blocchi sono stati sistemati a bordo strada otto anni fa proprio per garantire la sicurezza degli automobilisti e impedire – come successo in passato – che i veicoli potessero finire in acqua.
Adesso le domande alle quali dovranno rispondere gli investigatori riguardano in particolare la regolarità dei new jersey e la loro visibilità, soprattutto durante la notte. È in virtù di questi elementi, già in possesso degli investigatori, che il pubblico ministero Daniele Rosa ha aperto un fascicolo contro ignoti sull’incidente avvenuto intorno alle 22 di giovedì.
LE TELECAMERE. Oltre alla testimonianza finita agli atti, qualche dettaglio in più sulla dinamica potrebbero darla le telecamere presenti nella zona. In particolare in piazza del Pamiglione.
Vero è che gli occhi elettronici, per legge, non possono riprendere la strada, ma è possibile che mettendo insieme alcuni particolari registrati dalle telecamere sia possibile ricostruire il percorso della donna.
LA RICOSTRUZIONE. Dagli elementi in mano gli agenti, la commerciante stava percorrendo piazza del Pamiglione in direzione sud a bordo del suo scooter, aveva il casco allacciato ed era diretta a casa del fidanzato di una delle figlie. La donna, molto probabilmente a causa dell’asfalto bagnato, ha perso il controllo del motorino una ventina di metri dopo la rotonda di via San Giovanni. A questo punto la sfortuna ha voluto che il suo corpo sia stato sbalzato nella parte destra della carreggiata, proprio dove sono sistemati i blocchi di cemento armato. Un urto molto violento che purtroppo non ha lasciato scampo alla cinquantenne.
Ciò che resta di quella che più passano le ore e più appare come una tragica fatalità è la sofferenza della famiglia di Silvia, la disperazione del marito, le urla di una delle figlie. E quel senso di vuoto che nemmeno il tempo e i ricordi potranno purtroppo colmare.
@fedelazzotti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Agli agenti dell’ufficio incidenti della polizia municipale che lo hanno ascoltato ha raccontato di non aver visto la cinquantenne perdere il controllo dello scooter prima di finire contro uno dei blocchi di cemento armato che delimitano la banchina dove sono ormeggiati i pescherecci, ma di non aver notato nessuno altro veicolo nelle vicinanze. Ora proprio il posizionamento dei new jersey e la loro conformità urbanistica rappresentano l’ultimo punto da chiarire di questa tragedia che ha distrutto una bella famiglia e commosso tutti gli universi che ruotavano intorno a Silvia, a suo marito Paolo e ai loro quattro figli.
I BLOCCHI. Posizionati lungo la banchina, in una zona demaniale e quindi di proprietà (e responsabilità) dell’Autorità Portuale, i blocchi sono stati sistemati a bordo strada otto anni fa proprio per garantire la sicurezza degli automobilisti e impedire – come successo in passato – che i veicoli potessero finire in acqua.
Adesso le domande alle quali dovranno rispondere gli investigatori riguardano in particolare la regolarità dei new jersey e la loro visibilità, soprattutto durante la notte. È in virtù di questi elementi, già in possesso degli investigatori, che il pubblico ministero Daniele Rosa ha aperto un fascicolo contro ignoti sull’incidente avvenuto intorno alle 22 di giovedì.
LE TELECAMERE. Oltre alla testimonianza finita agli atti, qualche dettaglio in più sulla dinamica potrebbero darla le telecamere presenti nella zona. In particolare in piazza del Pamiglione.
Vero è che gli occhi elettronici, per legge, non possono riprendere la strada, ma è possibile che mettendo insieme alcuni particolari registrati dalle telecamere sia possibile ricostruire il percorso della donna.
LA RICOSTRUZIONE. Dagli elementi in mano gli agenti, la commerciante stava percorrendo piazza del Pamiglione in direzione sud a bordo del suo scooter, aveva il casco allacciato ed era diretta a casa del fidanzato di una delle figlie. La donna, molto probabilmente a causa dell’asfalto bagnato, ha perso il controllo del motorino una ventina di metri dopo la rotonda di via San Giovanni. A questo punto la sfortuna ha voluto che il suo corpo sia stato sbalzato nella parte destra della carreggiata, proprio dove sono sistemati i blocchi di cemento armato. Un urto molto violento che purtroppo non ha lasciato scampo alla cinquantenne.
Ciò che resta di quella che più passano le ore e più appare come una tragica fatalità è la sofferenza della famiglia di Silvia, la disperazione del marito, le urla di una delle figlie. E quel senso di vuoto che nemmeno il tempo e i ricordi potranno purtroppo colmare.
@fedelazzotti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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