Il Tirreno

Livorno

Si fermano i Caf, dal 15 maggio niente Isee

di Giulio Corsi
Si fermano i Caf, dal 15 maggio niente Isee

Livorno, sospesi tutti gli appuntamenti, oltre seimila famiglie livornesi rischiano di restare senza la documentazione

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LIVORNO. Dal 15 maggio gli sportelli dei Caf abbasseranno le tendine e per i cittadini non sarà più possibile richiedere il calcolo dell’Isee, l’indicatore che misura la condizione economica del nucleo familiare sulla base delle proprietà e del reddito.


Oltre seimila famiglie livornesi rischiano così di non poter avere la documentazione che permette di richiedere esenzioni e riduzioni dei costi per numerosi servizi, da quelli socio-sanitari agli assegni familiari, dall’asilo nido all’università e alle mense scolastiche.
Il blocco dei Caf (tutti, da quelli sindacali a quelli delle associazioni imprenditoriali, dalle associazioni cattoliche a quelle professionali) nasce da un braccio di ferro con l’Inps e il ministero del lavoro iniziato l’anno scorso. Il 31 dicembre 2016 infatti è scaduta la convenzione che regolava il contributo dell’Inps ai Caf per la compilazione dell’Isee, che per il cittadino è gratuita.


«Da gennaio lavoriamo senza convenzione - spiega Daniele Mercati, responsabile regionale del Caf Cgil, che a Livorno elabora il 35% degli Isee totali, circa 10mila l’anno -. Già nel 2016 eravamo andati avanti a suon di proroghe, una soluzione che era stata valutata anche per quest’anno, ma che non è andata in porto. Ancora 20 giorni fa sembrava vicino un accordo, ma a fronte di maggiori adempimenti a cui i Caf devono sottostare, il budget proposto dall’Inps era ridotto del 30% rispetto a quello del 2016. Vorrei ricordare che tra l’altro si tratta di una contribuzione che a noi basta esclusivamente per pagare le spese del personale addetto». Da qui la spaccatura definitiva e questo vero e proprio ultimatum: il 15 maggio i Caf si fermeranno.


«Finora abbiamo continuato a lavorare perché non riteniamo giusto che siano gli utenti ad avere ripercussioni - continua Mercati -. Ma se entro il 15 maggio non arriveremo ad una soluzione, l’attività sarà bloccata».
Al Caf Acli - che ogni anno in città elabora circa 2300 Isee - le agende sono impegnate fino a giugno. «Abbiamo telefonato a chi ha l’appuntamento fissato per dopo metà maggio, avvertendo che per adesso le compilazioni sono sospese», spiega la responsabile Lucrezia Draicchio.


Va detto che la maggiorparte dei calcoli Isee sono già stati fatti nei primi quattro mesi dell’anno: alla Cgil ad esempio sono già stati compilati seimila indicatori, all’Acli 1500. «Finora abbiamo fatto quelli per la sanità, il bando affitti del Comune, i servizi sociali», spiega Draicchio. «Mancano però quelli dell’Università, delle scuole, delle mense». Una fetta importante formata dalle famiglie con figli piccoli o studenti che rischia di rimanere fuori.
Alternative al Caf di fatto non ce ne sono. «In teoria potrebbero farli i Comuni - spiega Mercati della Cgil -. Anzi dovrebbero essere loro a supportare il nostro lavoro, ma da anni non accade».
«La soluzione proposta dall’Inps è l’autocompilazione sul sito dell’istituto - aggiunge Draicchio - ma è impraticabile. Servirebbe un’alternativa valida che però non c’è».

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