Stop alla vendita di alcolici dalle 21 alle 7
di Juna Goti
Nogarin: «Contro la vendita a basso prezzo di birre e liquori da asporto. Controlli severi»
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LIVORNO. Stop alla vendita di alcolici per asporto dalle 21 alle 7, tutti i giorni della settimana, da stasera fino al 31 ottobre. Dove? Nella zona calda di piazza della Repubblica, piazza Garibaldi e Sant’Andrea. Più nel dettaglio, nel quadrilatero stretto tra piazza della Repubblica (tutta), via Pellettier, via Galilei (quindi sono compresi anche un tratto degli scali delle Cantine, piazza Garibaldi, la prima parte di via Garibaldi e via Terrazzini), via Sant’Andrea, piazza dei Mille e via de Larderel (nel tratto finale, lato piazza dei Mille). In altre parole in quell’area dove mese dopo mese sono fioriti anche minimarket che vendono bottiglie di birra e alcolici a prezzi stracciati a tutte le ore e dove spesso si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per gente ubriaca che disturba e provoca caos.
Questa misura è stata introdotta per la prima volta con l’ordinanza firmata ieri dal sindaco Filippo Nogarin, dopo l’entrata in vigore della legge Minniti. Alla lettera ordina il «divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi genere e gradazione», «dalle 21 alle 7 di tutti i giorni della settimana», da oggi fino al 31 ottobre. Chiariamolo subito: l’atto non riguarda bar, pizzerie e in generale i pubblici esercizi che sono autorizzati alla somministrazione, ma riguarda i punti vendita. Insomma, di fatto è una mossa ad hoc per limitare la vendita di alcolici a basso costo e per tutta la notte negli esercizi commerciali, come avevano chiesto anche al Caffè Tirreno gli stessi residenti. Tenendo presente che nel comparto Garibaldi – si legge in premessa – «persiste una situazione di grave degrado urbano e allarme sociale, oltre a crescenti problemi di ordine pubblico», e che «le attività che effettuano la vendita di bevande alcoliche presenti nell’area, aperte al pubblico anche nelle ore serali, favoriscono le situazioni di degrado urbano e di insicurezza sociale» perché «rappresentano un punto di aggregazione di persone dedite all’abuso di sostanze alcoliche, favoriscono fenomeni di disturbo alla quiete notturna, risse, liti e svolgimento di attività illecite».
«Va fatta una distinzione – ribadisce il comandante della polizia municipale, Riccardo Pucciarelli – tra i pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande (come bar, locali e ristoranti) che potranno continuare a somministrare anche gli alcolici nel rispetto delle normative già in vigore, e i punti vendita che sono oggetto dell’ordinanza e che nella fascia oraria indicata non potranno vendere alcolici, neanche per asporto». Tradotto: alle 23 di stasera si potrà bere una birra al bar o in pizzeria, ma non la si potrà comprare al minimarket per poi portarla in strada.
«Con questa ordinanza – interviene Nogarin – vogliamo dare una prima risposta alle pressanti richieste di incremento della sicurezza che ci arrivano dai residenti. Avevamo in mente da tempo di prendere un provvedimento simile, ma abbiamo visto che i Comuni che lo hanno fatto, penso in particolare a Firenze, sono stati bloccati dal Tar. Ben venga dunque l’intervento del governo che con la legge Minniti ha voluto incrementare i poteri di noi sindaci per contrastare il degrado che troppo spesso rovina alcune zone della città».
«Sia chiaro – sottolinea – questo non è un provvedimento contro la movida, ma contro la vendita di alcolici da asporto a basso prezzo. I commercianti, i ristoratori e i proprietari dei locali che fanno somministrazione non avranno nulla da temere: potranno continuare a lavorare come hanno sempre fatto, servendo alcolici all’interno dei loro locali o ai tavolini all’aperto».
«Appena l’ordinanza sarà in vigore – chiude – inizieranno i controlli a tappeto all’interno del quadrilatero, perché sappiamo bene che una norma da sola non basta. È necessario potenziare la sorveglianza e fare in modo che l’applicazione sia continua».
Per chi non rispetterà l’ordinanza sono previste sanzioni da 25 a 500 euro (il pagamento in misura ridotta è di 50 euro). In caso di reiterata violazione (due volte nell’arco di validità dell’ordinanza) il questore potrà disporre la sospensione dell'attività.
Questa misura è stata introdotta per la prima volta con l’ordinanza firmata ieri dal sindaco Filippo Nogarin, dopo l’entrata in vigore della legge Minniti. Alla lettera ordina il «divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche di qualsiasi genere e gradazione», «dalle 21 alle 7 di tutti i giorni della settimana», da oggi fino al 31 ottobre. Chiariamolo subito: l’atto non riguarda bar, pizzerie e in generale i pubblici esercizi che sono autorizzati alla somministrazione, ma riguarda i punti vendita. Insomma, di fatto è una mossa ad hoc per limitare la vendita di alcolici a basso costo e per tutta la notte negli esercizi commerciali, come avevano chiesto anche al Caffè Tirreno gli stessi residenti. Tenendo presente che nel comparto Garibaldi – si legge in premessa – «persiste una situazione di grave degrado urbano e allarme sociale, oltre a crescenti problemi di ordine pubblico», e che «le attività che effettuano la vendita di bevande alcoliche presenti nell’area, aperte al pubblico anche nelle ore serali, favoriscono le situazioni di degrado urbano e di insicurezza sociale» perché «rappresentano un punto di aggregazione di persone dedite all’abuso di sostanze alcoliche, favoriscono fenomeni di disturbo alla quiete notturna, risse, liti e svolgimento di attività illecite».
«Va fatta una distinzione – ribadisce il comandante della polizia municipale, Riccardo Pucciarelli – tra i pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande (come bar, locali e ristoranti) che potranno continuare a somministrare anche gli alcolici nel rispetto delle normative già in vigore, e i punti vendita che sono oggetto dell’ordinanza e che nella fascia oraria indicata non potranno vendere alcolici, neanche per asporto». Tradotto: alle 23 di stasera si potrà bere una birra al bar o in pizzeria, ma non la si potrà comprare al minimarket per poi portarla in strada.
«Con questa ordinanza – interviene Nogarin – vogliamo dare una prima risposta alle pressanti richieste di incremento della sicurezza che ci arrivano dai residenti. Avevamo in mente da tempo di prendere un provvedimento simile, ma abbiamo visto che i Comuni che lo hanno fatto, penso in particolare a Firenze, sono stati bloccati dal Tar. Ben venga dunque l’intervento del governo che con la legge Minniti ha voluto incrementare i poteri di noi sindaci per contrastare il degrado che troppo spesso rovina alcune zone della città».
«Sia chiaro – sottolinea – questo non è un provvedimento contro la movida, ma contro la vendita di alcolici da asporto a basso prezzo. I commercianti, i ristoratori e i proprietari dei locali che fanno somministrazione non avranno nulla da temere: potranno continuare a lavorare come hanno sempre fatto, servendo alcolici all’interno dei loro locali o ai tavolini all’aperto».
«Appena l’ordinanza sarà in vigore – chiude – inizieranno i controlli a tappeto all’interno del quadrilatero, perché sappiamo bene che una norma da sola non basta. È necessario potenziare la sorveglianza e fare in modo che l’applicazione sia continua».
Per chi non rispetterà l’ordinanza sono previste sanzioni da 25 a 500 euro (il pagamento in misura ridotta è di 50 euro). In caso di reiterata violazione (due volte nell’arco di validità dell’ordinanza) il questore potrà disporre la sospensione dell'attività.
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