Italia
Droga in barattoli: quattro arresti
Livorno, in carcere tre fratelli: ecco le zone cittadine dove nascondevano la sostanza
LIVORNO. Spaccio di droga conservata in barattoli, arrestate quattro persone. Sequestrati 4.4 chili di cocaina, hashish, marijuana, un'auto e soldi in contanti. L'operazione è stata portata avanti dalla guardia di finanza di Livorno su ordine della procura.
IN CARCERE 3 FRATELLI
I primi a finire in carcere sono tre fratelli di nazionalità albanese (uno ad oggi è irreperibile) per traffico di dostanze stupefacenti. Hanno dai 29 ai 34 anni (venivano chiamati con tanti "alias"). Due erano domiciliati in un appartamento preso in affitto nella zona di Piazza Magenta, e uno per lo più in Albania. Uno dei fratelli vive in Italia da oltre dieci anni.
LE INDAGINI COMINCIATE NEL MAGGIO 2016
Le indagini sono state sviluppate dal personale del nucleo di Polizia Tributaria e hanno avuto origine, nel mese di maggio 2016, dopo il rinvenimento di 36 grammi di cocaina e di un bilancino, ben occultati in un terreno delle campagne livornesi. Il successivo avvio dell’operazione (denominata “Undeground” ”, in ragione delle modalità di occultamento della droga) ha consentito di ricostruire una sistematica attività di spaccio di sostanze stupefacenti posta in essere dai tre fratelli albanesi, soggetti che non risultano aver mai presentato dichiarazioni dei redditi, con precedenti penali specifici e un processo in corso per gravi fatti di spaccio (per due dei fratelli).
DROGA TRA CESPUGLI E BUCHE
Queste persone erano solite recarsi, in orari diversi della giornata, con la propria autovettura (una Fiat Grande Punto, nella loro disponibilità esclusiva dal 2016), in luoghi particolarmente isolati e impervi, fuori dal centro cittadino, per occultare, in cespugli e/o in buche (opportunamente ricoperte di fogliame), sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish o marjuana che, periodicamente, provvedevano a ritirare in piccole quantità per essere destinate al mercato livornese, in prevalenza a giovani consumatori o a piccoli pushers. Gli stessi erano soliti nascondere la droga - confezionata all’interno di barattoli di vetro (per la cocaina) che ne consentono una migliore conservazione, oppure imballata con cellophane e messa sotto vuoto (sia per la marijuana che per l’hashish) - nelle campagne della frazione di Stagno, nella località Vallin dell’Aquila, nei pressi della discarica di proprietà dell’Aamps o nei boschi di via di Grecale. Le investigazioni di polizia giudiziaria hanno, così, permesso di rinvenire, in dieci occasioni (da maggio a dicembre 2016), sostanze stupefacenti e materiale destinato al confezionamento delle dosi, riuscendo a ricostruire le singole responsabilità penali grazie alla costante attività di monitoraggio, pedinamento e osservazione con cui veniva, tra l’altro, documentato il nervosismo degli indagati per la perdita del carico di merce.
ARRESTATO UN LIVORNESE
In un’occasione è stato anche arrestato in flagranza di reato, un cliente livornese di 50 anni: per lui 1,2 kg di marijuana, custodita all’interno della bauliera della sua autovettura, sequestrando 4 mila euro in contanti rinvenuti durante la perquisizione nella cassaforte della abitazione. Tale soggetto ha patteggiato il 24 marzo una pena di un anno e quattro mesi di reclusione e una multa di 2.400 euro.
OLTRE 4 CHILI DI DROGA SEQUESTRATI
Complessivamente, nel corso delle indagini, sono stati sottoposti a sequestro 4,4 kg. di sostanze stupefacenti, di cui 660 grammi di cocaina, 330 grammi di hashish (contenuti in 35 ovuli) e 3,4 kg di marijuana. Da tale quantitativo di stupefacente sarebbe stato possibile ricavare oltre 13 mila dosi destinate al mercato dello spaccio nel capoluogo labronico, con un profitto quantificabile in circa 140 mila euro.
In questo contesto, per evitare la reiterazione del reato, il giudice ha anche disposto il sequestro dell’autovettura utilizzata dagli indagati per l’occultamento dello stupefacente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
