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Mercato Centrale, arriva il bando per il rilancio

di Juna Goti e Francesca Suggi
Caffè Tirreno al Mercato Centrale: nella foto esercenti, giornalisti, clienti, assessori e dirigenti del Comune (Marzi/Repetti/Pentafoto)
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Caffè Tirreno al Mercato Centrale: nella foto esercenti, giornalisti, clienti, assessori e dirigenti del Comune (Marzi/Repetti/Pentafoto)

Livorno,  le anticipazioni dell’assessora Baldari a Caffè Tirreno: sarà pubblicato entro fine anno insieme a quello per i banchi oggi chiusi 

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LIVORNO. Il Comune vuole pubblicare entro la fine dell’anno il maxi-bando per iniziare a far rivivere tutto il Mercato Centrale. Ovvero gli spazi che si trovano nel sottosuolo e al primo piano della grande struttura che si affaccia sui fossi. Ad annunciarlo, ieri mattina, è stata l’assessora al commercio, Paola Baldari, che ha partecipato alla tappa del Caffè Tirreno organizzata nel cuore del Mercato livornese.

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Per alcuni minuti il tavolo del Caffè si è così trasformato in un’occasione di confronto tra l’amministrazione, gli esercenti e i clienti. Con l’assessora che ha fatto il punto rispetto al presente e alle intenzioni del Comune, proprietario della struttura. «Nel maggio del 2016 – ha ricordato accanto a lei Nella Benfatto, dell’ufficio direzione – l’amministrazione ha pubblicato un avviso pubblico per rilevare l’interesse di privati a investire in un progetto pubblico-privato per le parti vuote del mercato, ovvero il piano ipogeo e il primo piano (l’ex fabbrica del ghiaccio, l’ex appartamento del custode, l’ex archivio del Comune...), in ordine a un progetto complessivo di rilancio. La consultazione si è chiusa a marzo e si è aperta una fase di studio interna per elaborare un progetto da mettere a gara». In ballo c quattro lotti, per un totale di circa 2mila metri.


Ma qualcuno intanto si è fatto avanti? I tempi? «Hanno partecipato cinque soggetti – rileva Baldari – tra imprenditori e consorzi. Stiamo valutando le proposte per fare il progetto e pubblicare entro l’anno il bando». Ma con quale idea di fondo, come chiedono gli stessi esercenti del piano terra? «Non sarà un San Lorenzo bis», mette le mani avanti Baldari citando il mercato di Firenze: «Vogliamo mettere in sinergia i vari piani, senza snaturare la natura del mercato». La parola che usa per le parti “nuove” è “Food”: street food, scuole di cucina, somministrazione. «Il cibo, inteso anche come cultura del cibo, quindi dalle scuole di cucina ai ristoranti, fino ad attività di somministrazione», conferma a margine il dirigente del Comune e direttore del Mercato Fabio Saller.

Che chiarisce che «come primo step, per partire con i primi lotti, i privati dovrebbero investire almeno tra 500mila e un milione di euro». Chi sarebbe disposto a farlo? I nomi di chi ha partecipato alla manifestazione di interesse restano sullo sfondo. Mentre i commercianti chiedono di mandare intanto a gara i banchi vuoti al piano terra. «Possibile un nuovo bando in autunno, dopo aver fatto una ricognizione degli spazi disponibili», aggiunge Baldari. E scandisce: «Una cosa chiedo ai commercianti, quella di essere disponibili a stare aperti di più. L’obiettivo è farne uno spazio aperto, vissuto anche di sera, rendendo fruibili sia il piano superiore sia quello a pelo d'acqua. È l’unico mercato in Europa raggiungibile anche dall'acqua».
 

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